Udinese - Ultime presentazioni, tocca a Teodorczyk, Opoku e D'Alessandro
Da sinistra: Teodorczyk (27), Pradè (51), D'Alessandro (27), Opoku (21). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.

Udinese - Ultime presentazioni, tocca a Teodorczyk, Opoku e D'Alessandro

Queste le parole nella conferenza stampa di presentazione di Teodorczyk, Opoku e D'Alessandro.

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Davide Marchiol

Ultimo giro di presentazioni in casa Udinese, stavolta tocca al giovane Nicholas Opoku, a Marco D'Alessandro (idea nata negli ultimi giorni di mercato e vecchio pupillo di Pradè) e Lukasz Teodorczyk, forse l'acquisto più importante dell'estate bianconera dopo Rolando Mandragora.

Teodorczyk (27). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.
Teodorczyk (27). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.

Teodorczyk si presenta parlando innanzitutto dei polacchi passati per Udine: “Piotr è molto bravo, forse non ha avuto ancora possibilità di dimostrare tutto il suo talento, non ho ancora avuto possibilità di confrontarmi con i miei colleghi sulla scelta, ma la trattativa è nata spontaneamente quindi sono contento”

Pradè spiega com'è nata l'idea: “Teo è un calciatore importante, era seguito da molte squadre e sono molto contento di essere riuscito a prenderlo, in passato sia alla Fiorentina che alla Sampdoria ho preso diversi polacchi, ho ottimi rapporti con Boniek e si sono sempre rivelati tutti ottimi calciatori e professionisti”.

L'ambientamento in una cultura e un calcio completamente diversi:  “Mi sto ancora ambientando a Udine e all'Udinese, sto conoscendo i miei compagni e l'allenatore, quindi ci vorrà ancora un po' di tempo. Non ho ancora parlato individualmente con Velazquez, ma credo si aspetti quello che so fare: segnare.” Pradè: Teodorczyk è stato preso per far gol, molto semplicemente”.

Era seguito da diversi club importanti, ma alla fine il ragazzo ha optato per l'Udinese “Nelle ultime settimane ci sono stati diversi cambiamenti nella mia vita di cui non mi va di parlare, con l'Anderlecht sono stati due anni importanti e che mi hanno insegnato molto, l'Udinese è un'ottima piazza per continuare la mia carriera”.

Opoku (21). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.
Opoku (21). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.

Opoku è ancora molto giovane, ma ha già esperienza, avendo giocato titolare nel club di provenienza: “Naturalmente per diventare un leader del reparto difensivo bisogna impegnarsi e lavorare molto e in questa squadra ci sono molti difensori forti, spero di poter diventare al più presto un giocatore importante, imparando anche dagli altri e aspettando la mia occasione”

Pradè: “Opoku è un ragazzo importante, è già un giocatore della Nazionale ed era seguito da molti club europei, sappiamo che dobbiamo lavorarci, ma diventerà un giocatore importante”

L'Udinese ha una tradizione fortunata con i ghanesi: “Ho parlato con Appiah, che mi ha dato molti consigli prima di venire qui e mi ha detto che l'Udinese è un ottima piazza per iniziare a muovermi nei campionato europei. Anche Gargo mi ha parlato benissimo della società e mi ha detto che qui c'è tutto per far bene. Muntari è una persona molto impegnata (ride ndr)

Italia salto di qualità importante: “Già il fatto di essere in Italia per me è un sogno che diventa realtà, il fatto che sia arrivato un giocatore di grande fama come Cristiano Ronaldo è un lustro in più, ma l'approdo in Serie A per me era già importnate”.

D'Alessandro (27). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.
D'Alessandro (27). Fonte: Emiliano Foramiti Foto Press.

Per D'Alessandro un'occasione di rilancio dopo la stagione a Benevento: “Assolutamente. Ho avuto un anno particolare, condizionato anche dalla sfortuna. Essere qui è per me un grande stimolo. E una piazza molto importante, un’eccellenza a livello organizzativo. Non vedo l’ora di mettermi a disposizione e per riuscire a fare bene. Ho tante motivazioni e spero che sia un’ottima stagione. Le chiacchiere contano poco e spero di riuscire a far parlare il campo”.

Udinese idea nata negli ultimi giorni di metcato: “Ho vissuto l’ultimo periodo del mercato con molta tranquillità. Avevo fiducia nel mio agente. Quando mi ha fatto sapere dell’interessamento dell’Udinese ovviamente ero felice, per me era l’opzione numero e speravo tanto che si riuscisse a chiudere. Sono contento per essere arrivato in una squadra come l’Udinese, ora voglio solo giocare e dimostrare”.

Contro il Parma non è stato convocato per un leggero infortunio, ma con la Sampdoria ci sarà: “Sono pronto, mi sono sempre allenato, soltanto nell’ultimo periodo di mercato, in accordo con l’Atalanta con la quale però avevo giocato da titolare anche la prima partita del preliminare di Europa League, avevo deciso di evitare rischi. Quando sono arrivato, in accordo con il mister e lo staff medico, abbiamo deciso di prendere qualche giorno per ambientarmi ed allenarmi, per questo non sono stato convocato contro il Parma. Ora mi sto allenando, più passano i giorni e più entro in condizione”.

I bianconeri non hanno molti italiani, lui potrebbe essere uno dei giocatori a cui la tifoseria si legherà di più: “Io lo spero di poter diventare un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio. E’ vero che ci sono tanti stranieri ma a me sembra che si stia creando un bel gruppo. Tutti ragazzi sono comunque sono con me disponibili, molto umili. Ho avuto un impatto positivo fin dal primo giorno che sono entrato in spogliatoio e anche se non parlo l’inglese con tutti ho avuto un dialogo. Con tutti parlo e questo mi ha colpito molto, la lingua è un limite ma cerco di superarla. Spero di riuscire ad inserirmi nel modo migliore possibile e di essere un punto importante del gruppo".

Velazquez ama il gioco sugli esterni, uno dei motivi che lo hanno spinto a Udine: "Una tipologia di gioco che può favorirmi ovviamente mi ha convinto ancor di più ma sono molte altre le cose che mi hanno spinto ad arrivare qui. Il modulo e l’idea di gioco proposta dal mister mi piacciono molto e ora voglio solo inserirmi al meglio nei meccanismi. Ho giocato nella mia carriera sia a destra che a sinistra. A destra sono un po' più lineare, a sinistra riesco invece maggiormente a rientrare. L’importante comunque è giocare".

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