Inter, il punto di vista di Spalletti
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Inter, il punto di vista di Spalletti

Le parole dell'allenatore nerazzurro a seguito del clamoroso pareggio in casa contro il Torino

LoreSchirru
Lorenzo Schirru

Non è servita all'Inter la voglia di rivalsa e l'eccellente primo tempo. A seguito del match contro il Torino di Walter Mazzarri il risultato è di 2-2. Nulla di nuovo se non fosse per il fatto che la squadra nerazzurra, al termine dei primi 45 minuti, disponesse di un vantaggio di due reti e del controllo del match davanti ai propri tifosi. Primo passo falso che viene commentato così dal tecnico della squadra milanese, Luciano Spalletti.

"Abbiamo preso il primo gol del Torino in un modo difficile da spiegare. Ci ha sorpreso un lancio lungo senza pensare al fatto che successivamente si sono presentate delle pressioni che sentiamo diverse volte. La colpa è di diversi giocatori e non solo di Handanovic. Sul lancio di Falque siamo tutti in ritardo e rimane un dato preoccupante perché in certi momenti questa squadra perde qualsiasi connotato. Però è successo e la partita va analizzata per quello che è stato e bisogna rivedere qualcosa; è diventato difficile fino al due pari perché non c’è stata la reazione corretta per continuare la partita come l'avevamo fatta". 

"Se tu rinunci gli avversari prendono in mano la situazione. Contano poco le tattiche quello che diventa fondamentale è entrare a fare contrasti e avere forza nell’andare a prendere la palla, nel duellare a viso aperto con gli avversari. E poi gestire quel ritmo che ti permette di far correre gli avversari a vuoto che per lunghi tratti c’è stata e poi abbiamo smesso di avere le stesse possibilità che abbiamo fatto vedere nel primo tempo. Da questa partita e da quella contro il Sassuolo sono usciti risultati in cui si poteva fare qualcosa in più".

"A questo punto del campionato c’era più di uno che potevano chiedere la sostituzione, chi aveva preso una botta, chi aveva subito un colpo nel muscolo come è stato Mauro nel primo tempo ed era a rischio sostituzione. Così mi aveva detto il dottore. Due sono stati forzati, avevano subito dei traumi. Per il terzo cambio ho aspettato un po’ perché c’era questa condizione che si doveva verificare".

"Dire siamo l'anti-Juve va bene perché possiamo diventarla ma aggiungo anche che dobbiamo lottare contro altre 4-5 squadre di livello. Dobbiamo recuperare20 punti al Napoli per esempio e dobbiamo ancora acquisire una mentalità forte. Lottare per lo scudetto significa che bisogna vincere tutte le partite. In questo momento diventa difficile per le nostre qualità. Abbiamo sicuramente fatto un grande mercato perché abbiamo 20 giocatori forti e non 15 come l'anno scorso. Sarà utile nelle doppie partite infrasettimanali ma se si gioca così siamo l'anti-nessuno".

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