Una vittoria giusta in una partita falsata
Una vittoria giusta in una partita falsata - Twitter Mandzukic

Una vittoria giusta in una partita falsata

Le follie della terna (o sestina) arbitrale hanno falsato un'intera partita che la Juventus ha comunque portato a casa di rigore.

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Lorenzo Pietroletti

Dal Bernabeu al Mestalla, da Madrid a Valencia. Non tanti chilometri di differenza ma la terra spagnola sembra essere abbastanza influente quando si tratta di Juve. E se da un lato ancora grida vendetta quel Real Madrid - Juventus, oggi è Ronaldo a trovarsi dalla parte opposta. Un cartellino rosso inspiegabile a chi scrive ma anche a numerosi colleghi radio-televisivi. Discutere del risultato non ha senso, ancor meno di una partita che la Juventus ha saputo gestire con calma ed equilibrio. Mai come adesso è giusto citare apertamente Massimiliano Allegri. L'emblema della partita è quel momento in cui Mandzukic, Bernardeschi e Chiellini alzano un Ronaldo deluso e piangente. Un gesto che sembra quasi voler dire "Tranquillo, adesso ci pensiamo noi". Gesto encomiabile e i motivi sono logici a chiunque.

Perdere la testa dopo un cartellino rosso così è molto facile. Sicuramente più facile rispetto a rimboccarsi le maniche e faticare, come ha fatto Mandzukic. E se possibile ancor di più Bernardeschi, giocatore onnipresente che ha saputo dare qualità e sostanza. Forse il migliore in campo tra le fila bianconere. Una prestazione che l'ha visto agire ala nel 4-3-3 mascherato iniziale ed esterno nel 4-4-1 effettivo. I suoi movimenti senza palla, perfetti per dare spazio alla difesa e funzionali per rilanciare l'azione in fase di transizione, sono da incorniciare. Merita un'ennesima menzione anche dopo il Sassuolo, Joao Cancelo, un terzino davvero completo che non ha mai steccato nemmeno nella tanto agoniata e sudata fase difensiva fortemente voluta da Chiellini. I suoi strappi sono stati magistrali, tanto che per fermarlo ci è voluto un calcio ben assestato in area.

Chissà perché Ronaldo era da punire col rosso mentre il difensore valenciano no. Misteri. Così come rimane un mistero il giallo rifilato senza indugi ad Alex Sandro intorno all'ora di gioco. Un intervento preciso sulla palla che però gli è costato un cartellino. Sorte analoga anche a Rugani che appena entrato si è visto sbattere l'ennesimo giallo della partita in faccia. Per un fallo che rappresenta la beffa delle beffe giacché fischiato in area di rigore. Il giovane difensore è stato accusato e giudicato colpevole di aver colpito un giocatore del Valencia con il braccio. Forti dubbi sul fallo dal momento che il blanco arrivava da dietro, liberatosi dalla marcatura di Bonucci. Brych verrà fermato? Anche qui, forti dubbi. Sarebbe stato bello godersi una partita di Champions a parità di uomini, sicuramente ci sarebbero stati molti più spunti da analizzare. Intanto, la solidità difensiva della Juventus sembra essere ritrovata, a dispetto delle ultime uscite di campionato. Pochissime le giocate della squadra di Marcelino, tenuto imbrigliato anche in inferiorità numerica. Di tiri pericolosi se ne registra appena uno, quello di Soler a giro ma Szczesny ha risposto presente. Così come sul rigore all'ultimo respiro. Da rivedere la manovra isterica d'attacco del Valencia, tanto esagitata e galvanizzata dall'uomo in più quanto sterile.

 

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