Inter, Spalletti - "Abbiamo l'obbligo di essere una squadra bella e forte"
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Inter, Spalletti - "Abbiamo l'obbligo di essere una squadra bella e forte"

Alla vigilia di Inter-Genoa, le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa

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Lorenzo Schirru

L’Inter si appresta ad affrontare il Genoa di Ivan Juric, in occasione dell’anticipo delle 15:00 dell'11a giornata di Serie A. Ha parlato in conferenza stampa l’allenatore della squadra nerazzurra, Luciano Spalletti.

MAROTTA – “Conosco la persona ed è un ottimo professionista. Sono sicuro che potrebbe dare un contributo alla nostra causa ma affermo che all’Inter sono già presenti tanti altri professionisti. La cosa che mi fa riflettere è che il fato che Marotta andasse via dalla Juventus lo sapevano esclusivamente alla Juventus. Se Marotta verrà all’Inter lo può sapere solo l’Inter”.

CREDERCI – “Noi abbiamo l’obbligo di diventare una squadra forte, fortissima, bella e che gioca un calcio “importante”. È già successo in qualche partita e dobbiamo meritare la presenza di tutti quei tifosi che ci saranno anche domani sera. Il nostro obiettivo è quello di meritarci palcoscenici importanti e di saper farci apprezzare dall’affetto e dall’amore dei nostri tifosi che sono coloro che credono più di tutti nelle nostre qualità. Dobbiamo riuscire ad arrivare a quel tipo di livello”.

ASSETTO TATTICO – “Ogni allenatore guarda le partite precedenti dei propri rivali. Nel nostro campionato c’è poca sorpresa perché si può scegliere di far salire un mediano piuttosto che un altro, invertire il vertice, far ruotare ma la soluzione finale sarà sempre quella di giocare un calcio pulito, rapido, tecnico. Poi abbiamo anche quei calciatori forti che riescono ad interpretare bene queste posizioni e avere un grado di qualità di primo livello. Quando ci sono in ballo i tre punti saranno importanti le scelte che facciamo, l’intensità della partita".

RIPOSO E JOAO MARIO – “Nessuno ha bisogno di rifiatare in questo momento. Semmai bisogna cercare di prevenire ciò che potrebbe capitare, da sommare alla fatica successiva. Tutti quanti hanno la possibilità di giocare e di dare il proprio contributo alla squadra nella gara di domani sera. Riguardo a Joao Mario, invece, bisogna mettere in piedi un discorso che secondo me ricade più sulla valutazione della testa del giocatore; se un giocatore come lui ti mette a disposizione le sue qualità e facendoti vedere di aver lavorato in maniera corretta, in una gara difficile contro un avversario forte, allora significa che ha la “testa sana” e, perciò, si può usare contro chiunque perché risponde presente”.

SQUADRA – “Come squadra non dobbiamo scordarci le prestazioni grandi ma nemmeno quelle giocate contro il Sassuolo e il Parma dove, per inciso, abbiamo fatto una buona gara senza riuscire a raccogliere qualcosa. Risulta importante il bagaglio delle nostre esperienze perché determina quale sarà la nostra prospettiva futura. È un tipo di analisi che deve essere fatta in maniera profonda perché ci permetterà di diventare i padroni del nostro futuro in maniera corretta. In un momento caratterizzato da vittorie parte l’allarme rosso perché ci sono troppi complimenti e i troppi complimenti indeboliscono. La squadra ha mostrato di aver compreso alcune lezioni vissute in precedenza ma bisogna ricordarsi di tutto. Ciò darà la certezza di vincere le gare e di mettere tutti quello che si ha a disposizione di tutti".

LAUTARO MARTINEZ – “Lautaro resta nei miei pensieri perché resta un calciatore di livello che ha delle caratteristiche ben precise e che ci può dare una mano importante. Ci sono molte gare ravvicinate e in campo vanno scelti i giocatori giusti”.

RADJA NAINGGOLAN – “Radja sta facendo bene, sta facendo vedere il suo pezzo forte ovvero quello di essere tignoso anche quando ha un problema. Oggi ha compiuto del lavoro supplementare perché ha ancora un po’ di fastidio che riesce a sopportare. Qui è importante il lavoro del dottor Volpi e del suo staff di primo livello che lo porterà domani in occasione della partita contro il Genoa. Ma resta complicato vederlo dentro già dall’inizio: potrebbe fare una mezz’ora. Non si può fare un discorso su quale tipo di campionato farà l’Inter basandosi solamente su un giocatore. Non si può far pesare alla squadra il fatto che un giocatore è fondamentale perché ciò implicherebbe il fatto che chi lo sostituisce resta solo un sostituto. Io non posso dare segnali del genere, ho una squadra forte, io faccio giocare quelli che scelgo. Ho fatto giocare Joao Mario per questo motivo. Radja è un giocatore forte come altri che fanno parte dell’Inter”.

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