La Juventus si getta via e perde con il Manchester: una lezione dura ma necessaria

La Juventus si getta via e perde con il Manchester: una lezione dura ma necessaria

A pochi minuti dal fischio finale, la Juventus vede sfumare un successo che avrebbe portato in dote primo posto e qualificazione agli ottavi di Champions League. Nonostante l'ottimo gioco espresso, a spuntarla è Mourinho, che con furbizia ed un pizzico di fortuna si regala l'ennesima notte da frontman europeo.

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Antonio Abate

Una lezione amara ma da tenere bene a mente in vista del prosieguo della stagione. La sconfitta di ieri sera contro il Manchester United dovrà essere per la Juventus il punto di svolta di una stagione comunque eccellente. Avanti 1-0 a pochi minuti dalla fine, i bianconeri si fanno pareggiare prima e rimontare poi dagli inglesi, gettando via il successo e la qualificazione - da prima del girone - agli ottavi di Champions League. Una partita strana, dominata quasi sempre, ma conclusa nel peggiore dei modi. La bella Juventus paga i molti errori sotto porta, qualche svarione di troppo e quella pericolosa sicurezza nei proprio mezzi spesso diventata superbia. Come successo contro il Genoa e sempre in casa, anche con lo United i ragazzi di Allegri hanno dato l'impressione di essere imbattibili ma di non saper convivere con questa consapevolezza.

Il 4-3-3 fluido scelto dal tecnico ha subito messo in chiaro le cose, ad inizio match. La Juventus ha puntato a fare la gara, riuscendoci. Per contro, il Manchester si è presentato con lo stesso modulo dell'andata ma senza Lukaku e con Sanchez. Il primo tempo non ha fatto registrare azioni pericolose degli inglesi. I bianconeri, invece, hanno spesso impensierito la retroguardia avversaria. Il primo a provarci è stato Cristiano Ronaldo, imbeccato da Dybala ma murato da Shaw al momento di concludere in porta. Il blando tiro di Bentancur, pochi minuti dopo, pare essere la conferma di una gara prossima a diventare a senso unico. L'arma tattica usata da Allegri è Juan Cuadrado, imprendibile sulla destra e pronto a liberare Dybala e CR7 almeno da un marcatore. Pur pungolando però, i bianconeri non sfondano nei primi quarantacinque minuti, fallendo una clamorosa occasione con Khedira.

Servito da Ronaldo, il tedesco conclude infatti di prima intenzione al centro dell'area, trovando solo il palo. Se avesse controllato, avrebbe forse avuto più lucidità, ma questi discorsi a posteriori lasciano il tempo che trovano. Nella ripresa lo spartito è diverso. Le due formazioni entrano in campo con un piglio diverso, aggredendo gli spazi e lottando su ogni pallone. Ne esce una parentesi abbastanza convulsa, con molti errori in fase di palleggio ambo le parti. Al 51' ancora Juventus pericolosa con Dybala, che controlla e lascia partire un mancino fermato solo dalla traversa. E' il preludio al goal di casa, che arriva circa quindici minuti dopo. Servito da un lancio lungo di Bonucci, è Cristiano Ronaldo a calibrare il destro e a lasciar partire un bolide al volo che non lascia scampo a De Gea.

Sembra essere il primo passo verso il trionfo, ma non sarà così. La Juventus diventa infatti assoluta padrona del campo ma, nonostante la mole di gioco espressa, fallisce molte occasioni abbastanza nette. Al 73' è Pjanic a mandare fuori da centro area, su assist del solito Cuadrado, passano sessanta secondi ed è il colombiano a sparare altissimo più o meno dalla stessa mattonella. Come recita una legge del calcio, i troppi errori alla fine costano e la Juventus non si è dimostrata immune da questo dogma. Nei minuti finali, complice anche i cambi optati da Mourinho, che getta nella mischia Mata e Fellaini, la Juventus si butta via. All'88' è il fantasista spagnolo a gelare lo stadio con una punizione perfetta dal limite dell'area, cinque minuti dopo una spizzata del belga produce il goffo autogoal di Alex Sandro, sempre da punizione. La Juventus prova la reazione ma non riesce, a vincere è lo United.

Un vero peccato, considerando che, in caso di successo, i bianconeri sarebbero stati la seconda rosa a qualificarsi già agli ottavi ma l'unica ancora a punteggio pieno e senza reti subite. Solo statistiche, è vero, ma buonissime iniezioni di fiducia. Quella vista ieri è stata una delle migliori Juventus della stagione per tenuta atletica e pericolosità offensiva e nessun interprete, se si esclude un De Sciglio positivo ma un po' arrugginito ed uno Szczesny poco accorto nelle uscite, ha fallito. A mancare è stata però la lucidità nei minuti finali, quel "fino alla fine" tanto sottolineato in ogni angolo del mondo juventino. Da corazzata imbattibile come ha mostrato di saper essere, la Juventus dovrà riacquistare quell'umiltà che ti consente di gestire le gare contro chiunque, evitando di perdere punti preziosi come quelli contro United e Genoa. Sembra assurdo, ma per cinque minuti complessivi di blackout, i bianconeri hanno perso cinque punti e la possibilità di essere l'unica rosa nei maggiori campionati europei a punteggio pieno sia dentro che fuori i propri confini Nazionali. Un vero peccato. 

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