Razzimo, il Milan pubblica un comunicato e parla anche Leonardo

Mercoledì sera il Milan ha perso a San Siro per 1-0 contro la Lazio. Una gara caratterizzata dai cori, ululati dei tifosi biancocelesti rivolti a Kessie e a Bakayoko dopo la vicenda per il caso Acerbi. 

La dirigenza rossonera non è stata zitta visto che la vergogna razzista da parte degli ultras della Lazio, prima e durante la gara, è rimasta impunita nel corso del match. Ieri pomeriggio sul sito del Milan è apparso questo duro comunicato

"AC Milan sente il dovere di denunciare ai massimi Organi sportivi i gravi episodi di ieri avvenuti sia all'esterno che all'interno dell’impianto sportivo, per i quali la Procura Federale non ha ritenuto opportuno avviare le procedure per porvi fine, con l’auspicio che, con l'impegno di tutti, vengano presi dei provvedimenti affinché il razzismo possa essere debellato da tutti gli stadi italiani".

E questa mattina Leonardo ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport: "Non parlo perché abbiamo perso. Dopo la vicenda della maglia di Acerbi, noi siamo intervenuti per risolvere il caso. Ma è il solo episodio venuto alla luce di una partita in cui c’è stato molto altro: insulti, provocazioni e rissa finale... Noi non abbiamo denunciato nulla. Abbiamo punito i nostri giocatori".

Il dirigente brasiliano non gli è andato giù che Giorgietti e Gravina abbiano commentato duramente l'episodio della maglia di Acerbi, ma nulla sugli insulti razzisti a Kessie e Bakayoko di mercoledì: "Ma dopo gli insulti razzisti a Kessie e Bakayoko di mercoledì non ho visto la stessa reattività e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina, dove sono finiti? Il vice Presidente del Consiglio, Salvini, che se l’è cavata anche lui con un commento molto generico, ha usato la parola “vergogna” solo per il gioco del Milan. E invece bisogna spendere la vergogna per episodi molto più gravi" .

Infine Leonardo si è chiesto come mai Mazzoleni non ha fermato la partita: "Cerano almeno mille motivi per interrompere quella partita. Con le nuove norme, non doveva neppure attendere il secondo o il terzo coro, gli bastava il primo per richiamare la squadre..Eppure Mazzoleni ha tirato dritto, come se fosse stato l’unico a non sentire. Il nostro team manager ha segnalato i cori al quarto uomo. Ma fare pressioni serve fino a un certo punto. Il regolamento riconosce la discrezionalità d’intervento all’arbitro. E’ lui che deve decidere."

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