Lotito e Pallotta: uniti contro gli ultras

Il presidente della Roma: "I veri tifosi non insultano e non tirano merda sui giocatori. Non sono razzisti e non sono violenti. Noi ci dobbiamo sbarazzare di loro" E quello della Lazio: "Sono dieci anni che combatto gli ultras, Pallotta mi segue"

Lotito e Pallotta: uniti contro gli ultras
Lotito e Pallotta: uniti contro gli ultras

Battaglia ormai aperta e chiara tra il patron Pallotta e i tifosi della Roma.  Dopo il caso Esposito e il duro botta e risposta tra il patron statunitense e la Curva Sud, la rottura è totale: "Sono concentrato per cambiare la cultura e sbarazzarmi di chi non si comporta da vero tifoso - il pensiero del presidente giallorosso  in chat via Twitter con i tifosi della Roma - I veri tifosi non sono violenti e non sono razzisti. Per loro mi batterò sempre, in Italia e nel mondo. Non tutti devono soffrire per le azioni di pochi".  Un attacco forte quello di Pallotta che continua: "I veri tifosi  non tirano merda sui giocatori che si stanno allenando. Io amo Roma e i romani più di ogni altra cosa e penso che ci sia la possibilità di creare una squadra di livello mondiale per un lungo termine. L’Italia -non è il peggior paese per quanto riguarda la violenza. Detto questo, dobbiamo avere tolleranza zero e solo insieme possiamo riuscirci. Perché non ho sostenuto i tifosi? Mi sono sempre battuto per loro, in Italia e nel mondo. Ma continuerò a farlo solo per i veri tifosi e appassionati, che sono la maggior parte"Abbiamo discusso della possibilità di fare appello contro la squalifica della Sud, ma abbiamo deciso di non farlo". 

Lotito difende Pallotta-   Claudio Lotito, sulla dura presa di posizione del patron della Roma contro i tifosi giallorossi che hanno esposto gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito: "Pallotta ha ragione? Come Lotito ha ragione da 10 anni: io sono stato il primo a farlo è lui che segue me. Io sono stato il primo. Da 10 anni combatto non i tifosi, perché è un termine improprio, non confondiamo i delinquenti da tifosi", dice ancora Lotito. "La stragrande maggioranza delle persone sono per bene che vogliono tifare la loro squadra del cuore. Poi una sparuta minoranza di gente è additata impropriamente come tifosi, delinquenti abituali che usano il calcio come cassa di risonanza. Dobbiamo avere il coraggio - conclude - di fare una separazione netta tra delinquenti e le persone per bene che poi disertano gli stadi e subiscono".