Copa América 2015, Higuita avverte la Colombia: “Se vogliamo passare con l’Argentina il livello di gioco deve salire”

Renè Higuita, ex portiere della nazionale colombiana (68 presenze con i Cafeteros), si è raccontato con una lunga intervista alla “Gazzetta dello Sport”. Andiamo a scoprire le dichiarazioni dell’ex numero 1 della “tricolor”, tra passato, presente e il suo futuro in Arabia Saudita.

Copa América 2015, Higuita avverte la Colombia: “Se vogliamo passare con l’Argentina il livello di gioco deve salire”
Copa América 2015, Higuita avverte la Colombia: “Se vogliamo passare con l’Argentina il livello di gioco deve salire”

Genio e sregolatezza. Nessuno più di Renè Higuita, ex portiere della Colombia negli anni ’90, combacia con questa descrizione . Grandi giocate alternate a papere molto costose per le sue squadre, fatte sempre nel nome dello spettacolo in campo. “El Loco” si è raccontato alla “Gazzetta dello Sport” senza peli sulla lingua : andiamo a scoprire le dichiarazioni rilasciate dal funambolico ex estremo difensore dei “Cafeteros”, tra passato, presente e il suo futuro in Arabia Saudita, sempre con uno sguardo alla Copa América e alla sua Colombia.

LO SCORPIONE A WEMBLEY - Nulla di casuale, ma frutto di un gran lavoro. Da anni lo provavo in allenamento. Quella sera , senza pensare che fossi a Wembley, finalmente vidi arrivare la palla che avevo sempre aspettato. Non ebbi alcun dubbio e mi buttai. Fu la miglior parata della storia del calcio .

LA PAPERA A ITALIA ’90 - Non ho nulla di cui pentirmi. Nella mia vita sono successe cose molto positive e altre meno, va bene così. Io in campo ho dribblato tanta gente. Nell'episodio con Roger Milla persi la palla, ma tante altre volte avevo saltato l’uomo. Chiaro che lo rifarei”.

LA MANCANZA DI GIOCATORI DIVERTENTI - “Uno c'è, Neymar. Il problema è che quando lo fa, lo criticano. Mentre trovo quasi normale che gli avversari lo picchino: succedeva anche a me. Se facevo qualche numero sapevo che, specie qui in Sud America, poi mi sarebbe arrivato addosso qualcosa… Ma i miei erano altri tempi, oggi dovrebbero proteggere di più quei pochi che provano ancora a far divertire la gente.

I POCHI GOAL DELLA COLOMBIA - “Incredibile. Faccio fatica a spiegarmelo. I giocatori per far gol ci sono… La valutazione è più generale: in Sud America non si gioca per lo spettacolo, le squadre sono tutte molto chiuse dietro, si fa fatica a passare. Spero che le prestazioni della Colombia migliorino, io ci credo, ma se vogliamo passare con l’Argentina il livello deve salire”.

I TALENTI DELLA TRICOLOR - Cuadrado James sono due giocatori che possono rompere l’equilibrio in ogni momento. Juan riceve tante critiche perché perde diversi palloni e lo trovo ingiusto: prova sempre a far qualcosa, a saltare un uomo. Nel calcio chi non rischia non vince”.

DELUSIONE FALCAO - In attacco non vedo un 9 rapido e goleador come l’avevamo noi. Penso a Iguaran, ad Asprilla, al ‘Tren’ Valencia. Oggi non c’è”.

CILE FAVORITO - “Vedo poco calcio, come sempre in questi tornei. E senza grandi sorprese. Alla fine qui si vince sempre per voglia, caparbietà e grinta. E anche quest’anno è così. E poi in Sud America il fattore campo è sempre decisivo, per questo vedo il Cile favorito.

NEUER E CASILLAS I MIGLIORI - Io sono sempre stato un grande fan di Casillas: al mondo non c’è nessun n.1 che ha vinto come lui. Tra i nomi nuovi mi piace il tedesco, Neuer. Ha un modo di giocare moderno, spettacolare”.

IL SUO FUTURO - “Da quasi 4 anni sono in Arabia Saudita, alleno i portieri dell’Al Nasr e sono felice”.