Mourinho a 360 gradi

In un intervista alla Gazzetta dello Sport il tecnico portoghese ha toccato diversi argomenti, compreso il nostro campionato

Mourinho a 360 gradi
Mourinho a 360 gradi

Il tecninco portoghese ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha spaziato su diversi temi, soffermandosi anche sul campionato italiano: in particolare sull'Inter e sulla Fiorentina dell'amico Paulo Sosa.


Ovviamente l'argomento principale è stato il momento no del suo Chelsea che veramente fatica ad ingranare: " I risultati con il Chelsea al momento sono davvero negativi, non posso né voglio nascondere la realtà, e fatico a trovare una spiegazione; però vi assicuro che sto lavorando come non mai e ne usciremo. E c’è anche la Champions che non abbandono certo". 

I risultati però sono al dl là del negativo, in quanto solo nel 2007 fece peggio e in tutta la sua magnifica carriera non è mai stato al di sotto del terzo posto, ora invece si trova al sedicesimo posto con una valanga di gol subiti; proprio la difesa è sempre stato il marchio di fabbrica di Mou, ma questa versione del Chelsea non ci sembra particolarmente avvezzo. Malgrado tutto il portoghese gode di una fiducia incondizionata dalla proprietà, ecco il suo commento a riguardo: "Questo mi inorgoglisce e dimostra la fiducia di Abramovich nei confronti del tecnico che ha vinto tre Premier con questo club; lo ringrazio e continuo a lavorare".

Un altro argomento caldo è stata la sua Inter che è stata protagonista di un ottimo inizio e potrebbe avere ambizioni da scudetto: "Adesso non c’è risposta, è nel gruppo delle pretendenti: mai la Serie A è stata aperta a così tante squadre come oggi. La Juve mi sembra sia partita un po’ come il Chelsea, a fatica, e come il Chelsea si riprenderà: è soltanto questione di tempo. Roma e Napoli sono quelle che possono approfittare di una stagione senza bianconeri superfavoriti"

Si è parlato anche di un altro portoghese, Paulo Sosa, che sta facendo faville in Italia proprio come lui ai tempi nerazzurri: "Paulo è un grande, sono felice per lui. Ha lavorato tanto e duramente per arrivare fin qui. Ci sono allenatori che hanno cominciato subito in grandi club, senza fare esperienze fondamentali. Lui è stato umile, ha viaggiato e lavorato in Ungheria, Israele, nella B inglese, in Svizzera. E soltanto adesso che è pronto e preparato è arrivato in Italia. Studia. Si informa. Si vede la sua mano nella Fiorentina".