Euro 2016: il punto sulle qualificate, tra conferme e sorprese

La rimonta dell’Italia sulla Norvegia regala agli azzurri di Antonio Conte il primato del girone e costringe gli scandinavi, che a lungo hanno cullato il sogno-qualificazione, a giocarsi i play-off. Un successo che fa sorridere anche e soprattutto i croati, i quali vincendo a Malta hanno effettuato il sorpasso ai danni della formazione del nord Europa. I tre punti non sono insufficienti per entrare nel lotto delle teste di serie: la vittoria belga contro Israele assicura ai Diavoli Rossi un posto tra le sei poltrone più pregiate, assieme a Spagna, Germania, Portogallo, Inghilterra e alla Francia padrona di casa. Questo il quadro della situazione in vista di Euro 2016

Euro 2016: il punto sulle qualificate, tra conferme e sorprese
Euro 2016, il punto sulle qualificate, tra conferme e sorprese

Tra sorprese, gol decisivi in zona Cesarini ed eliminazioni eccellenti, si è concluso ieri il cammino che conduceva, quantomeno per le squadre che hanno staccato il pass per la qualificazione diretta, ad Euro 2016. In attesa dei sorteggi che completeranno il quadro delle 24 partecipanti, andiamo a dare un'occhiata generale a quello che è successo. 

TURCHIA AVANTI COL BRIVIDO - Beffa incredibile per l’Ungheria, miglior terza fino a pochi minuti dalla conclusione dell’ultima giornata. I magiari hanno assistito impotenti alla vittoria della Turchia sull’Islanda, maturata all’89’ grazie a un gol di Inan, e alla contemporanea sconfitta della Lettonia in casa contro il Kazakistan, al primo successo della propria campagna europea. Curioso come una sfida tra due squadre abbondantemente eliminate abbia alterato la graduatoria delle terze, che tiene conto solo delle sfide tra le prime cinque del girone, escludendo quelle con l’ultima classificata. Vincendo, il Kazakistan ha sorpassato la Lettonia, lasciandola all’ultimo posto. La Turchia, avendo perso punti contro i lettoni e totalizzato il punteggio pieno con i kazaki si è ritrovata all’improvviso con i punti “utili” per essere la miglior terza. Con tanti saluti anche all’Olanda, uscita battuta in casa contro la Repubblica Ceca e incredibilmente estromessa dalla rassegna della prossima estate (contro i cechi è andata in scena l’ennesima serata orribile per gli arancioni, andati sotto di tre reti e con la “perla” dell’autorete di Van Persie, sintomo di un momento in cui va tutto male). Si rinverdisce una tradizione ultimamente interrotta: chi arriva terzo al Mondiale, non si qualifica per gli Europei. Era successo alla Polonia nel 1984, alla Francia nel 1988, all’Italia nel 1992, alla Svezia nel 1996, alla Croazia nel 2000, alla Turchia nel 2004 e accade oggi all’Olanda (nel mezzo, solo la Germania, per due volte, è riuscita a non sottostare alla maledizione del terzo posto).

LE QUALIFICATE - Molto si è detto della prima volta dell’Albania dei “nostri” De Biasi e Tramezzani. Assieme all’Islanda, la squadra albanese ha scritto la miglior storia di questo anno di qualificazione. Lezioni di abnegazione e voglia di lottare da parte di due nazioni così diverse tra loro, ma così simili nella volontà di scrivere qualcosa di storico. Impossibile non aggiungere i complimenti del Guerino ai tanti ricevuti da De Biasi in questi giorni storici per il calcio albanese. Incredibili anche le cavalcate di Galles e Irlanda del Nord, entrambe al debutto in un Europeo. I gallesi ritrovano un grande torneo dai tempi del Mondiale del 1958, quando ai quarti di finale uscirono con un gol di Pelé. I nordirlandesi hanno disputato tre Mondiali, l’ultimo dei quali nel 1986. L’8 ottobre 2015, giorno del 3-1 alla Grecia (a proposito, ellenici ultimi: è la prima volta che accade a una testa di serie) e della grande festa, sarà una data difficile da dimenticare a Belfast e dintorni.

Tra i verdetti di quest’ultima tornata di qualificazione c’è il pass ottenuto dalla Slovacchia, che prenderà parte per la prima volta agli Europei da quando si è divisa dalla Repubblica Ceca; poi ci sono gli champagne stappati da Portogallo, Belgio, Spagna, Svizzera e Germania, ormai considerati scontati (meno scontata la sconfitta dei Campioni del Mondo in Irlanda, in uno dei risultati pià imprevedibili del week end); si è registrata la decima vittoria su dieci partite dell’Inghilterra, unica compagine ad aver vinto tutti i match; si è qualificata la Russia, che sta suonando tutta un’altra musica dopo l’addio di Fabio Capello: dopo il sorpasso alla Svezia, costretta ai play-off, i russi sono riusciti a mantenere il secondo posto; qualificata anche la Polonia, uscita vincitrice dallo scontro diretto contro l’Irlanda: in queste due partite Robert Lewandowski ha siglato altre tre reti (due alla Scozia, in una gara rocambolesca che ha rimandato a casa la Tartan Army, unica squadra delle “home nations” a dover guardare l’Europeo da casa), confermandosi il calciatore del momento e laureandosi il bomber dei gironi con tredici marcature segnate (record); cadendo in casa contro Cipro, Israele ha gettato via i play-off, spianando la strada alla Bosnia: quest’ultima ha strappato un posto agli spareggi e sogna di bissare la qualificazione del Mondiale.

UN EUROPEO EQUILIBRATO - Abbiamo spesso scritto dell’assurdità dell’Europeo a 24 squadre. Le perplessità permangono, perchè quasi una su due ottiene un posto alla fase finale, ma la prossima estate potrà davvero andare in scena un torneo fuori da ogni pronostico. Un po’ per la formula, un po’ perché si presenteranno al via delle concorrenti molto agguerrite e che hanno chiuso le qualificazioni con ruolini impressionanti (oltre a quelle citate, ha figurato benissimo l’Austria, capace di chiudere imbattuta, o la Romania, anch’essa senza sconfitte e promossa con la miglior difesa: appena due gol subiti). In attesa che il quadro delle qualificate venga completato dai play-off (otto squadre così divise: da una parte le teste di serie, Bosnia, Ucraina, Svezia e Ungheria; dall’altra le non teste di serie Irlanda, Danimarca, Slovenia e Norvegia. Sorteggio il 18 ottobre), possiamo dire sin d’ora che sarà un torneo equilibrato. E visto l’andamento delle qualificazioni, chissà che non possa scapparci una sorpresa, in stile Danimarca ’92 o Grecia 2004.