Coppa Italia - Lo Spezia conquista l'Olimpico

Vittoria ai calci di rigore della squadra di Di Carlo, contro una Roma insufficiente e sterile. Per Garcia il rischio esonero diventa altissimo. Continua invece il sogno dei liguri, che ora si giocheranno l'accesso alle semifinali contro l'Alessandria.

Coppa Italia - Lo Spezia conquista l'Olimpico
ROMA
2 4
SPEZIA / dcr
ROMA: De Sanctis; Maicon, Castan, Rudiger, Emerson (Digne, min. 79); Pjanic, Vainqueur (De Rossi, min. 64), Salih Uçan; Salah, Dzeko, Iturbe (Florenzi, min. 61).
SPEZIA / dcr: Chichizola; Martic, Valentini, Terzi, Migliore; Misic (Ciurria, min. 78), Canadija, Brezovec (Juande, min. 66), Situm; Nené, Catellani (Acampora, min. 98).
ARBITRO: Marco Di Bello (ITA). Ammoniti: Uçan (min. 19), Terzi (min. 35), Nenè (min. 36), Vainqueur (min. 40), Rudiger (min. 91)

E' proprio la Coppa Italia dei miracoli: dopo il sogno dell'Alessandria, infatti, continua a volare anche lo Spezia che, miracolosamente, butta fuori la Roma ai calci di rigore. I liguri ora affronteranno ai quarti proprio i piemontesi e rischiano seriamente di giocarsi un'insperata semifinale.

Padroni di casa scesi in campo con un rimaneggiato 4-3-3, imbottito di riserve, a differenza di un coperto 3-5-2 spezino, modulo molto coperto e capace di sfruttare la velocità di Situm sulla fascia. Si rivede per gli ospiti, inoltre, Catellani. Il primo squillo è di marca ligure, con un bel tiro di Brezovec al 5'. Il pallone è però alto. Come prevedibile, il match vede uno Spezia con atteggiamento difensivo e pronto a ripartire in contropiede per sorprendere gli avversari. Al 25' si vede finalmente la Roma: bellissimo tiro del turco Uçan fuori di pochissimo. Lo Spezia non si fa impressionare dal quasi gol ma, anzi, per poco non passa in vantaggio con Catellani, se non fosse per l'intervento miracoloso di Castan. L'ultima azione importante di un primo tempo poco emozionante è identificabile al minuto trentatre, con il gol annullato a Dzeko per millimetrico fuorigioco.

Seconda frazione che riparte con la lentezza che ha contraddistinto il primo, con lo Spezia che cerca sempre di fare muro per ripartire poi con velocità. La prima azione di rilievo si registra solo al 60', quando Rudiger riesce a tenere a bada Nenè. Quattro minuti dopo è invece Salah ad avere la palla del vantaggio, ma il suo tiro finisce alto. Il tempo però scorre e la Roma alza sempre più il proprio baricentro, proiettandosi in avanti senza particolare incisività: l'unica azione importante di questo atteggiamento offensivo è infatti il debole tiro di Maicon al 71'. La Roma non riesce proprio a sfondare, dimostrando i limiti che l'hanno contraddistinta nella prima parte di stagione, mentre lo Spezia riesce con ordine a coprire gli spazi. L'ultima azione della gara è un bel tiro di Uçan al 91', con Chichizola attento. Match che quindi va ai tempi supplementari.

I trenta minuti extra vedono una Roma nervosa, ingabbiata e conscia di poter fare di più: al 94' Florenzi strozza troppo il tiro, sei minuti dopo Valentini sventa una buona occasione di Uçan. I padroni di casa hanno in mano il pallino del match, ma il loro possesso palla risulta essere sterile e poco fruttuoso. Dopo il 120', l'arbitro non concede recupero e la partita volge verso la sempre incerta ed amozionante fase dei calci di rigore. La Roma sbaglia i primi due dei suoi cinque rigori, lo Spezia non commette lo stesso errore. L'ultimo giocatore a mettere dentro il proprio rigore è Acampora, autore della conclusione valevole il passaggio del turno. Inaspettatamente infatti, passa lo Spezia.

Una partita assolutamente inguardabile da parte dei padroni di casa, incommentabile la prestazione ed il risultato, considerando anche il divario tecnico tra le due formazioni. La squadra di Garcia è totalmente allo sbando e lo stesso allenatore sembra ormai aver perso il timone di una barca che doveva vincere qualche trofeo in più. Vedremo cosa accadrà nelle prossime ore. Solo applausi, invece, per lo Spezia: giocarsi un ottavo di finale battendo una delle formazioni più forti del campionato non è cosa da tutti i giorni. Ora ci sarà l'Alessandria e chissà cosa potrà accadere.