Il pagellone della serie B

Proviamo a dare i voti delle squadre tuttora militanti nel campionato cadetto.

Il pagellone della serie B
Il pagellone della serie B

31 dicembre 2015, tempo di bilanci per le squadre del corrente campionato di serie B. Tentiamo, quindi, di delineare l'andamento delle ventidue compagini, elencandone in rigoroso ordine di classifica, andandone a sottolineare i pro ed i contro.

CAGLIARI: voto 10. La formazione più forte della categoria, con una rosa capace di salvarsi anche in serie A. I sardi non hanno punti deboli, macinano gioco e punti annichilendo gli avversari. Cosa va: il pacchetto offensivo. Cosa non va: rosa forse troppo limitata numericamente parlando.

CROTONE: voto 9. La sorpresa, la Cenerentola che sogna di rimanere principessa anche dopo la mezzanotte. La squadra di Juric fa dell'aggressività la propria arma vincente, sopperendo con il gruppo ad un'evidente carenza tecnica. Cosa va: Budimir, timoniere di un vascello carico di pericolosi filibustieri. Cosa non va: servirebbero rinforzi di qualità, magari ritrovando un tale Palladino.

NOVARA: voto 8.5. Doveva lottare per restare in serie B, ora si ritrova a combattere per andarsene. I piemontesi sono stati bravi ad inanellare un filotto fortunato che ha cancellato il disatroso finale della scorsa stagione. Ora però c'è da scalare la montagna. Cosa va: Gonzales ed Evacuo. Cosa non va: bisognerebbe trovare alternative al gioco esclusivamente muscolare. Contro le grandi sarà dura vincere.

PESCARA: voto 8. Il classico studente che va bene anche senza studiare e che magari ti fa incazzare perché potrebbe dare molto di più. I delfini hanno tante individualità, capitanate dal capocannoniere del torneo Lapadula. Cosa va: un tessuto ben organizzato a livello di gioco. Cosa non va: i cali di tensione.

BRESCIA: voto 7.5. Campionato entusiasmate dei lombardi, ora lassù e con tanta voglia di non cadere. La tappa è ancora lunga, ma forse con qualche innesto sarà meno dura. Cosa va: la costanza. Cosa non va: manca forse quel pizzico in più per emergere.

BARI: voto 6. Eccessiva severità per chi sta buttando alle ortiche l'ennesima, grande occasione. Una rosa forte in ogni ruolo che costantemente deve suicidarsi in maniera quasi masochista, scivolando contro avversarie tutt'altro che superiori. Esonerare Nicola poi, che aveva una media punti migliore del bari di Conte, appare scelta confusa e discutibile. Cosa va: i tanti talenti in rosa. Cosa non va: i risultati.

CESENA: voto 6. Stesso discorso della precedente. I nomi ci sono, mancano i risultati. Aristolele filosofeggiava sulla potenza e sull'atto e di sicuro i romagnoli possono essere l'esempio sportivo per eccellenza. Gioco carente che alla lunga potrebbe costare caro. Cosa va: la posizione in classifica dopo un girone di andata tutto sommato brutto. Cosa non va: la posizione in classifica con una rosa del genere. 

AVELLINO: voto 7. Si poteva dare di più, ma cinque vittorie consecutive non cancellano l'inizio shock. Gli irpini hanno una grande rosa e sono guidati da un certo Tesser, non il primo arrivato, si possono quindi fare grandi cose. Cosa va: il morale ritrovato e 2/3 stelline. Cosa non va: i tanti punti persi durante il tragitto.

PERUGIA: voto 8. Continua a confermarsi sorpresa della serie B. Attrezzata per la salvezza, è sempre lì pronta a pungere. Un gioco veloce e letale, un Parigini sempre più leader ed il solito Ardemagni. Cosa va: l'entusiasmo. Cosa non va: la rosa tecnicamente limitata.

TRAPANI: voto 7. I siciliani continuano a disputare un bel campionato, consci dei loro limiti ma desiderosi di superarli. Il girone di ritorno sarà un banco di prova esigente, vedremo di che pasta saranno fatti. Cosa va: Citro. Cosa non va: pochi i nomi di alto livello.

ENTELLA: voto 7. Due sconfitte consecutive non cancellano la lunghissima striscia positiva dei liguri ma fanno riflettere su cosa potrebbe servir loro per puntare ai playoff. La squadra di Chiavari ha iniziato in sordina, ora quando gioca fa rumore. Cosa va: Caputo che spesso fa reparto a sé. Cosa non va: ci vorrebbe qualche innesto a centrocampo.

SPEZIA: voto 5.5. Inevitabile bocciatura per la 'migliore delle deluse'. La compagine di Di carlo aveva altri obiettivi che, con molta probabilità, ha dovuto anzitempo modificare. Si oscilla nel Limbo, le prossime gare daranno indicazioni più chiare. Cosa va: la squadra c'è. Cosa non va: mancano i risultati.

MODENA: voto 6.5. Un voto in più strappato all'ultimo, con la bella e netta vittoria barese che ha spinto i romagnoli via dai playout. La squadra di Crespo può ancora dire tanto, ma attenzione a non ricadere. Cosa va: la tenacia con cui si è usciti dalla crisi. Cosa non va: manca in rosa il trascinatore.

TERNANA: voto 5. Non che gli umbri avessero chissà quali speranze, ma l'insufficienza è inevitabile per una realtà che tuttora stenta a decollare. Poche idee, poco talento, pochi punti. Cosa va: almeno per ora si è salvi. Cosa non va: un po' come per altre squadre, manca la punta di diamante.

PRO VERCELLI: voto 5. Mezzo punto in più per la posizione 'sicura', ma niente è scontato. I piemontesi hanno toccato il fondo ma sembra che hanno i mezzi per non ritornarvi. A volte hanno dato anche l'impressione di poter dare qualcosa in più, chissà se erano lampi isolati o concrete possibilità. Cosa va: la rosa compatta. Cosa non va: il gioco spesso poco fruttuoso.

LIVORNO: voto 4.5. Da Panucci a Mutti, passando per una vittoria che manca da quando il conio italiano era la lira. Toscani confusi ed ora seriamente vicini alla zona rossa, urgono pesanti manutenzioni. Cosa va: i talenti ci sono, cinque vittorie consecutive non sono un risultato casuale. Cosa non va: tutto il resto.

ASCOLI: voto 5. Piceni vincolati come per un incantesimo malefico agli ultimi posti, gioco flaccido e spesso poco propositivo. Le due vittorie consecutive hanno dato morale, ma non devono illudere gli amanti delle statistiche. Cosa va: questi improvvisi colpi di genio. Cosa non va: i blackout frequenti.

LATINA: voto 4.5. Anonymous è meno anonimo dei nerazzurri. nessun risultato eclatante, nessuna debacle. Dante chiamava così gli ignavi e li collocava nell'Inferno: per ora il Divin Poeta c'ha visto giusto. Cosa va: la rosa quantomeno eqilibrata. Cosa non va: i risultati.

VICENZA: voto 4.5. Marino sembra aver dimenticato le formule magiche, la rosa non lo aiuta. I biancorossi navigano in pericolosissime acque e, per evitare naufragi, dovranno riprendersi subito. Cosa va: l'esperienza del tecnico. Cosa non va: mancano anche qui degli uomini-simbolo.

SALERNITANA: voto 4. Per identità, la squadra peggiore della serie B. Torrente le ha provate tutte, senza successo. Nulla è perduto, ma o si cambia o si sprofonda. Servono rinforzi dietro (troppi gol presi) ed in cabina di regia. Coda, poi, non deve più ritrovarsi da solo. Cosa va: l'animo battagliero. Cosa non va: la confusione e l'eccessiva permeabilità difensiva.

LANCIANO: voto 4.5. Ci provano, ma nulla, questo campionato sembra essere più forte di loro. Fino ad ora non si vedono spiragli, magari a gennaio la società compie il miracolo. Cosa va: Piccolo, trascinatore e capocannoniere della rosa. Cosa non va: gli altri dieci undicesimi.

COMO: voto 4. Non è nemmeno colpa loro, in fondo. Undici indifesi Nemo lanciati in un oceano pieni di squali. La prima vittoria stagionale è arrivata solo nell'ultima gara del girone di andata, inammissibile. Cosa va: Ebagua. Cosa non va: tante, troppe cose.