Crotone, ridente cittadina portuale di 62 000 abitanti, è in Calabria, posta sulla costa ionica. La squadra locale non ha la storia che possono avere Inter o Juventus, ha infatti vissuto tanti bassi ed alcuni alti. Un po' come la maggior parte delle squadre del sud Italia. Con la stagione 2000/2001 però, si è iniziata a trovare la stabilità necessaria quantomeno per la Serie B (tranne una sfortunata parentesi nel 2007/2008). Mai però la locuzione "Serie A" ha sfiorato la testa di giocatori, tifosi e dirigenza. D'altronde il budget è quel che è e ci si affida spesso a prestiti di altre squadre. Quindi il capoluogo era visto più come trampolino di lancio per lidi poi più prestigiosi. Da qui sono partite le carriere di Gasperini (come allenatore, ben s'intende), di Cataldi, di Bernardeschi, di Crisetig e di altri giocatori che poi hanno varcato le soglie della massima serie. Però negli ultimi tre anni c'è stato un piccolo salto di qualità, nella gestione e nella scelta dei giocatori. Quel tanto che basta per iniziare a pensare al grande salto.

La prima stagione in cui il sogno potrebbe diventare realtà è quella 2013/2014. La squadra è, per il secondo anno di fila, agli ordini di mister Drago (ora al Cesena). Nel mercato estivo tantissimi, come da progetto, gli arrivi in prestito, di cui molti dallo sfortunato Parma, squadra con la quale il Crotone ha rapporti fitti. Nell rosa spiccano: Bernardeschi, Gomis, Cataldi e Crisetig. I quali riescono ad amalgamarsi bene e a creare una spina dorsale molto solida. Mancano però delle vere e proprie alternative in panchina: Diop (punta in prestito dal Torino), Ishak e Bidaoui (attaccanti del Parma), non incidono e non garantiscono un buon ricambio, in termini realizzativi, a Bernardeschi (12 reti) e a Pettinari (9 reti). La squadra vive quindi una fase centrale di campionato altalenante, scendendo fino alla dodicesima posizione, per poi risollevarsi ed arrivare al sesto posto, valido per i Play-off. Qui i pitagorici si scontrano con il Bari, una delle squadre costruite appositamente per tentare la scalata. I pugliesi vincono con uno secco 0-3, interrompendo il sogno crotonese.

La stagione successiva le cose non vanno bene. Forse si paga la scarsa qualità dei giocatori in prestito, i quali, essendo giovani, non sempre ripagano le aspettative. Si distingue però Camillo Ciano, in prestito sempre dal solito Parma, che trascina i rossoblù alla salvezza con le sue 17 reti. Dramma evitato, si resetta e si riparte.

Si arriva così alla stagione del possibile miracolo. Apertasi con l'arrivo di Juric (ex allenatore di Genoa e Mantova, che da giocatore ha militato a Crotone) e con un giallo di mercato: dopo il fallimento del Parma, l'eroe Ciano viene ingaggiato dal Cesena, forte dello svincolo del giocatore. I pitagorici invece vogliono far valere il diritto di riscatto. Alla fine la spuntano gli emiliani. La perdita della propria stella e il fallimento del principale serbatoio di giocatori fanno pensare ad un'altra stagione difficile. Vengono inoltre presi in prestito giocatori che non sembrano essere di grido, spiccano: Eloge Yao (Inter), Balasa e Ricci (Roma), Capezzi (Fiorentina) e Budimir (gigante croato, arrivato in prestito con diritto di riscatto ad 1 milione dal St.Pauli, fonte: Transermarkt.it). Inoltre viene acquistato a titolo definitivo Stoian dal Chievo, gratuitamente. Juric decide di rispolverare il 3-4-3 di gasperiniana memoria. L'avvio è subito scoppiettante, prima di conoscere la seconda sconfitta (la prima è all'esordio contro il ben più quotato Cagliari) la squadra raccoglie 3 pareggi e ben 6 vittorie. I giocatori sembrano aver assimilato subito i dettami del 3-4-3, soprattutto il trio d'attacco: Budimir è molto efficace in area grazie alla sua fisicità, Ricci e Stoian riescono a creare molti pericoli sulle fasce, garantendo un buon numero di reti ed assist. Centrocampo (di cui Capezzi prende subito le chiavi) e difesa (la migliore della Serie B, con sole 23 reti al passivo) sono molto compatti e solidi, questo permette alla squadra di competere per il primo posto. Inoltre stavolta ci sono alcune alternative ai titolari in panchina: sono arrivati Paro e Palladino (autore della doppietta vincente contro l'Ascoli) dal mercato svincolati, che si vanno ad aggiungere ai vari Torromino, De Giorgio, Cremonesi, etc... Volendo trovare una pecca, la squadra è prima nella classifica delle partite in trasferta, ma solo terza in quella dei match casalinghi. È però un'inezia, soprattutto se consideriamo che dietro ci siono squadre come Spezia, Cagliari e Cesena, costruite appositamente per l'arrivo in A. La macchina quindi sembra essere ottima ed avere buoni pezzi di ricambio, il distacco dal terzo posto (occupato da Novara e Pescara) è addirittura di 14 punti. Ora bisogna solo procedere senza strafare, concludendo l'opera d'arte. Per poter così festeggiare il ritorno di una squadra calabrese in Serie A, considerando che per il Crotone sarebbe la prima volta in assoluto, l'occasione è imperdibile. Fate esplodere l' "Ezio Scida"!