Prandelli: "Impossibile per una allenatore dire di no alla Nazionale, ma io ho già dato"

Cesare Prandelli chiude le porte ad un suo possibile ritorno sulla panchina della Nazionale.

Prandelli: "Impossibile per una allenatore dire di no alla Nazionale, ma io ho già dato"
Cesare Prandelli, tuttosport.com

Lui sulla panchina della Nazionale c'è già stato e sa che cosa significa essere CT, ruolo molto diverso da quello di un allenatore di club. Cesare Prandelli, per qualcuno, è un papabile per sostituire Antonio Conte, ma l'ex allenatore della Fiorentina ha altre idee a riguardo.

Così sull' argomento a 4-4-2, approfondimento di sportmediaset: "Con la Nazionale bisogna essere seri. E' impensabile che qualsiasi allenatore possa rifiutare la Nazionale. Però io ho già dato, quindi mi sembra giusto che si apra ad altri. Io vorrei tornare a fare l'allenatore e non il commissario tecnico." Non solo Nazionale, però, perchè prima c'è ancora la Serie A che propone diversi temi. Come Brocchi sulla panchina del Milan: "E' stato uno dei miei giocatori più leali e capaci di interpretare e leggere situazioni e rielaborarle. Secondo me è un predestinato e se una società come il Milan decide di scegliere un allenatore giovane, significa che avrà valutato tutte le qualità di questa persona. Il futuro di Balotelli? Dipende da lui in questo momento, non dipende più da allenatori o dirigenti. Se la sua volontà è il calcio e far vedere che può essere ancora un giocatore importante, allora riuscirà a ottenere quello che ha in testa. Se la priorità non è il calcio, avrà sempre alti e bassi."

Alla Roma Prandelli è stato davvero poco, ma ha comunque un suo pensiero sulla vicenda legata a Francesco Totti: "E' triste toccare questo argomento, perché si parla di persone di grandissimo spessore. Quando un giocatore dedica la vita alla propria squadra diventa un patrimonio e meriterebbe di più. Detto ciò, Spalletti va rispettato per le proprie scelte perché deve gestire la squadra. E' una situazione che si sono dimenticati di affrontare in questi anni, dove hanno lasciato troppa libertà all'opinione sulla gestione Totti. E' mancata la presenza forte di un dirigente con carisma, capace di affrontare questi problemi preparando tutto e tutti. In questo modo la decisione sarebbe stata condivisa, qui non c'è nulla di condiviso ed è un problema."