Giovinco: "Italia, ci sono anche io"

Sebastian Giovinco torna a parlare dal Canada e avanza la sua candidatura per un posto in Nazionale.

Giovinco: "Italia, ci sono anche io"
Giovinco: "Italia, ci sono anche io"

Ad una settimana di distanza dalle parole del suo procuratore Andrea d'Amico ai microfoni di Premium Sport, torna a parlare Sebastian Giovinco e lo fa tramite un'intervista alla Gazzetta dello Sport dopo la partita persa per 2-1 dal suo Toronto contro il San Josè. La Formica Atomica è stato eletto poco tempo fa miglior giocatore della Mls, in una serata in cui sono stati premiati i maggiori esponenti di tutti gli sport (LeBron, Ronaldo, Djokovic) e a cui lui non ha potuto partecipare a causa della concomitanza della partita tra la sua squadra e il Columbus.

Per la stella della Mls, il rimpianto maggiore però resta la mancata convocazione per Euro 2016. La chiamata, nonostante i 22 gol e i 16 assist nella scorsa stagione e i 5 gol nella stagione corrente, non è arrivata ma come riferisce lui “ormai non ha più senso pensarci, è il passato”. Per un passato prossimo da dimenticare, c'è un futuro prossimo da conquistare e per il piccolo fantasista del Toronto F.C. il colore dominante è ancora l'azzurro. Con il nuovo ciclo targato Ventura, che inizierà ufficialmente domani con la presentazione del nuovo commissario tecnico alle 18 a Coverciano, Giovinco spera di poter tornare tra le fila della Nazionale, facendo finalmente emergere la sua importanza per il calcio italiano. E' proprio per il futuro che la Formica Atomica si dice fiducioso: “Ventura lo conosco, abbiamo parlato in diverse occasioni anche se mai approfonditamente di calcio ed è ovvio che mi candido per un posto nel nuovo ciclo azzurro”. L'obiettivo per Giovinco quindi è la partecipazione prima alle qualificazioni mondiali, poi ai Mondiali 2018 organizzati in Russia.

The Atomic Ant, come lo ha ribattezzato il pubblico canadese, inoltre non rinnega la scelta di andare a giocare nella Major League Soccer, “il movimento è in crescita e può continuare a farlo. Ribadisco che è una bella esperienza, che consiglio ai giocatori italiani che si ponessero il dubbio. Io faccio base a Toronto, ma mi muovo di continuo negli Usa per le partite, è un paese bello che dà veramente tanto.”