Panucci: "Mi ha convinto Larini ad accettare Terni"

Cristian Panucci, neoallenatore della Ternana, racconta la sua scelta ai microfoni della Gazzetta dello Sport, rispondendo anche ad alcune domande sulle sue ex squadre.

Panucci: "Mi ha convinto Larini ad accettare Terni"
Cristian Panucci

Cristian Panucci è il nuovo allenatore della Ternana. Prosegue dunque l'esperienza in Serie B dell'ex Milan, Roma e Real Madrid, dopo l'avventura non proprio semplice in quel di Livorno. Ai microfoni della Gazzetta dello Sport racconta il perchè di Terni (squadra da rifare per la salvezza) e parla anche delle sue ex squadre, tirando una piccola stoccata ai rossoneri.


Perché questa scelta?

"Mi ha convinto il d.s. Larini a Bologna, presentandomi il progetto per migliorare i 53 punti dell’anno scorso. Partiamo quasi da zero con una squadra da rifare, ma con una buona ossatura. Però aspetto i rinforzi".

Sarebbe più comodo fare l’opinionista tv, invece...

"No, sono innamorato di questo lavoro e lo faccio con voglia e passione".

Quante colpe si prende per la retrocessione del Livorno, dopo due esoneri?

"La prima volta avevo lasciato la squadra in zona playoff, la seconda stavamo comunque facendo bene. Se sbaglio io mi prendo le colpe: sono orgoglioso per aver allenato lì, ma dispiaciuto per non aver potuto farlo serenamente. La società è troppo instabile".

Tra lei, Gattuso e Brocchi, dopo Oddo, sarà una Serie B marchiata Milan.

"Dico in bocca al lupo a Oddo per la A, Rino e Brocchi sono contento di rivederli. Il Milan è una grande scuola, di calcio e di vita, insegna tanto: la cultura del lavoro, il rispetto, la cura dei particolari. A noi è servito, ora non è più un Milan così".

Perché?

"Da quando il presidente non è più stato presente e non ha più potuto investire come prima... Il mio Milan resta irripetibile: con noi non giocava il Pallone d’oro Papin...".

Come lo vede il suo maestro Capello se va all’Inter?

"Non ho voglia di parlare di Capello".

Che ne pensa del "contismo"?

"Conte è un grande. Trasmette le sue idee, come gestisce, dà un'idea di gioco, emozioni. Dispiace che abbia lasciato l’Italia. In Francia ha fatto un miracolo per la squadra che aveva, lo apprezzo tantissimo. Il problema in Italia è troppo grosso. Serve più tecnica, è sbagliato il modo di far crescere i giovani. Ci sono troppe persone che lavorano nel calcio e non hanno mai giocato".

Cosa pensa della Roma?                                                                              

"La Roma ce l’ho nel cuore. Vivo lì, c’è un feeling particolare, ma io sono riconoscente a tutte le squadre dove sono stato, a partire dal Genoa dove sono cresciuto. L’altro giorno mi ha mandato un telegramma di in bocca al lupo il Real Madrid, da questo capisci che è una società top".

Sì ma la Roma?

"Sta nascendo una bella squadra con un tecnico bravo, ma sempre sotto la Juve".

E’ fuori portata?

"E’ anni luce avanti a tutti, complimenti, è imbattibile in Italia e tra le big d’Europa".