Guidolin: "Puntiamo alla salvezza"

Alla Gazzetta dello Sport mister Francesco Guidolin racconta le sue impressioni sulla Premier 2016/2017 e gli obiettivi del suo Swansea per questa stagione.

Guidolin: "Puntiamo alla salvezza"
Francesco Guidolin

Mister Francesco Guidolin è alla sua seconda stagione in Premier League. Arrivato a gennaio allo Swansea, l'ex tecnico dell'Udinese è riuscito a salvare la squadra. Ora si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione. L'inizio è stato tutto sommato positivo, con le vittorie sul Burnley e il Peterborough (in Coppa di Lega), una sconfitta, invece, con l'Hull City. Alla Gazzetta dello Sport racconta le sue sensazioni prima della partita contro il Leicester e le sue impressioni sulla Premier 2016/2017.

La parola chiave della favola del Leicester?

"La fame. Non hanno mai sbagliato una prestazione, pur perdendo qualche punto o qualche partita. L'impresa della scorsa stagione ha superato i confini del calcio: è consegnata ai libri di storia dello sporto. È come se un corridore di seconda fascia avesse vinto il Tour de France. Mi pare quasi impossibile che si verifichi un bis in campionato, ma sono convinto che Ranieri possa fare una buona Champions."

Vi ritrovate contro alla terza giornata: è il secondo derby italiano di questa Premieri, dopo Watford-Chelsea.

"Io stavolta spero di uscire dal campo con le ossa sane dopo le due batoste della scorsa stagione: 0-3 all'andata, 0-4 al ritorno. Cercheremo di fare la nostra parte, consapevoli che il Leicester non ha ancora vinto una gara ufficiale e troveremo un avversario determinato."

L'obiettivo dello Swansea?

"Non ho mai parlato con la proprietà di traguardi, ma credo che il primo target sia arrivare a 40 punti. Poi, semmai alzeremo l'asticella"

Il bilancio personale dopo sette mesi di calcio britannico?

"Sono soddisfato perchè venire a lavorare quassù era un mio desiderio e sono riuscito a realizzarlo. Ho retto l'urto del noviziato e lo Swansea si è salvato. Allargando dli orizzonti, ci sono molti aspetti affascinanti di questa esperienza. La Premier è un campionato durissimo, dove non ci sono mai partite dall'esito scontato. Ma la cosa più bella è l'ambiente. C'è una cultura sportiva di primo livello. C'è meno tensione rispetto all'Italia. E c'è un modo diverso di vivere le sconfitte. Fanno male anche qui, ma non provocano il caos che si scatena nel nostro Paese."

Quattro allenatori in Premier e due in Championship: la nostra scuola insegna calcio nella nazione dei maestri.

"Chi ha lavorato e superato le tempeste del nostro sistema può affrontare tutti i mari del mondo."

Mourinho, Guardiola, Conte, Klopp, Ranieri, Wenger, Pochettino: la Premier è il Mondiale degli allenatori.

"Vero. Tra i grandissimi manca solo Ancelotti. Per me è un onore partecipare a questo torneo delle panchine."

Il suo podio?

"Manchester United, Manchester City e Chelsea lotteranno per il titolo. Tottenham, Liverpool e Arsenal mi sembrano un gradino sotto. Il Leicester sarà aggrappato al treno delle migliori, ma mi aspetto un'altra bella sorpresa."

Conte è partito bene: due vittorie in campionato e una in Coppa di Lega.

"Nel Chelsea si vede già la sua mano. Il Chelsea corre per 90 minuti e aggredisce il pallone."

Lo Swansea è la migliore espressione calcistica di un Galles semifinalista all'Europeo.

"Il Galles ha Bale, un ottimo allenatore e un solido gruppo di giocatori. I miei sono stati importanti: Neil Taylor e Williams, che ora è passato all'Everton."

Come gioca ora lo Swansea?

"Alterniamo il 4-3-3 con il 4-2-3-1. Sono i moduli più adatti alle nostre caratteristiche."

Quanto è importante nel calcio il concetto della flessibilità?

"È uno dei punti cardine. Nella mia esperienza in Galles non ho voluto stravolgere tutte le abitudini consolidate. Bisogna avere buon senso e trovare piccoli compromessi."

Era curioso di conoscere il clima della Coppa di Lega.

"A Peterborough è stato fantastico. Ho respirato l'aria del vecchio calcio inglese."

Nei ritagli di tempo riesce a coltivare la sua passione per il ciclismo?

"Il clima non è l'ideale per la bici. Vado a correre in spiaggia."

Che cosa ha provato quando ha visto la caduta di Nibali a Rio?

"Mi è dispiaciuto tanto perchè stava bene e poteva vincere. Sarebbe stato bellissimo per lui. L'Olimpiade è qualcosa di speciale."

Le immagini  più belle dei Giochi brasiliani?

"L'oro di Viviani. Le due ragazze si rialzano sostenendosi. La delusione di Vanessa Ferrari che ha perso per un nulla. Le imprese di Bolt e Mo Farah."

L'Italia è sconvolta da un altro terremoto.

"Vivere questa tragedia in un altro Paese è ancora più angosciante. È un dolore profondo. Non aggiungo altro."