FC Crotone: i punti salienti della crisi

Acquisti mancati, rosa poco adatta alla serie A ed un allenatore che fatica a trovare la quadratura del cerchio. Il Crotone ha già perso punti contro molte dirette concorrenti, al ritorno dopo la sosta servirà veramente un miracolo per continuare a sperare.

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Che la permanenza in serie A non fosse  impresa facile si sapeva, ma nessuno avrebbe pensato ad un inizio così negativo, nemmeno i più critici nei confronti di rosa, allenatore e società. Un punto in sette gare è infatti un bottino troppo magro per il Crotone di Nicola, ad oggi ancora senza vittoria e con ben sei sconfitte all'attivo, alcune arrivate addirittura contro dirette concorrenti per la salvezza. Nelle sue prime uscite in questa edizione della serie A 2016/17, gli Squali hanno già incrociato negativamente le armi con Empoli, Bologna e Cagliari pareggiando invece con il Palermo, squadre arcigne ma da battere per non dire prematuramente addio alla massima lega calcistica italiana. 

Dopo una buona fetta di stagione è tempo dunque di autocritiche, di giudizi insufficienti che non escludono nessun membro della società presieduta da Raffaele Vrenna. In primis, gli addetti al mercato: durante un'intera sessione estiva, infatti, Ursino&co non hanno rinforzato la rosa, lasciando partire Ante Budimir ma nel contempo non comprando un degno compagno di reparto per Raffaele Palladino. Falcinelli e Trotta convincono poco, serviva forse un bomber navigato e capace di guidare da solo il reparto. Un Borriello, per dirne uno, che proprio con il Cagliari sta veramente regalando punti vitali e preziosi. A centrocampo, escludendo gli eroi della scorsa stagione, l'unico nome di leggero spessore è Crisetig, in difesa invece nessuno è riuscito a prendere il posto di Yao Guy. 

Oltre al basso livello della rosa, elemento comune in squadre che arrancano, non c'è da escludere la questione allenatore, scelta societaria apparsa poco felice fin dai primi minuti della gara di esordio. Per carità, nessuno vuole mettere sotto torchio Davide Nicola, ma il credo tattico dell'ex Livorno è palesemente dissonante rispetto a quelle che sono state le direttrici del Crotone di Juric. I Pitagorici, infatti, danno il meglio di loro utilizzando il 3-4-3, modulo che quando proposto a fatto male anche a collettivi più forti, si veda la fase iniziale di gara contro il Genoa che fece sudare freddo Grifone e Juric, grande ex tornato alla base ligure. 

In ben sette gare, l'ex mister del Bari ha spesso proposto moduli diversi, alternando 3-5-2 a 4-5-1 di sicuro poco tagliati per il collettivo calabrese. Addossare però tutte le colpe a Nicola sarebbe ingeneroso: il tecnico piemontese non manca infatti di impegno sia in campo che in allenamento, tentando soluzioni differenti per far funzionare al meglio la squadra. La disposizione tattica non è dunque il problema numero uno di una rosa, possiamo dirlo, inadeguata per la serie A, piena cioè di giocatori di medio livello affatto guidati da calciatori capaci di far superare con la loro esperienza i momenti più difficili della lunga stagione calcistica. La sosta, comunque, servirà e non poco al Crotone, che potrà riorganizzare le idee cercando magari di conquistare una salvezza che ad oggi appare seriamente difficile.