Sassuolo: un altro black-out, ma cosa ti succede?

La partita contro il Cesena lascia aperti molti interrogativi, rivolti soprattutto alle tante rimonte subite dal Sassuolo in questa stagione.

Sassuolo: un altro black-out, ma cosa ti succede?
L'uscita dal campo dei giocatori del Sassuolo dopo la partita col Cesena (GazzettadiModena)

L'uscita agli ottavi di Coppa Italia, pur rappresentando ovviamente una delusione per una squadra che fino a poco tempo fa lottava per l'Europa, di per sé potrebbe anche essere qualcosa di facilmente dimenticabile: assume invece dei contorni molto più significativi se inquadrata nell'ottica dell'ennesima rimonta e dell'ennesimo black-out nel finale di partita. Non è la prima volta che la squadra di Eusebio di Francesco gioca una partita di tutto rispetto per poi crollare inspiegabilmente nel finale, gli infortuni e il conseguente decadimento fisico sembrano essere la causa fino a un certo punto.  

Avvisaglie di questo problema ce n'erano state, anche di clamorose e dolorose, come nella serata del 3 Novembre al Mapei Stadium contro il Rapid Vienna. Nel primo tempo il Sassuolo mette sotto torchio gli austriaci e colpisce due volte con Defrel e Pellegrini, domina anche nella ripresa e subisce una incredibile rimonta nel finale, prendendo due gol nel giro di 3 minuti (Jelic all'86' e Klivitaia all'88') e buttando all'aria una vittoria preziosissima per la qualificazione. Arriverà poi la sconfitta contro l'Athletic Bilbao che sancirà l'eliminazione europea dei neroverdi, ancora in rimonta, dopo l'iniziale vantaggio. Anche in campionato questo problema si è manifestato più di una volta, e in maniera ancora più evidente: nella rocambolesca sfida contro il Milan il Sassuolo va avanti 3-1 con una grande partita, i rossoneri sembrano in difficoltà contro una squadra attiva e non ancora totalmente falcidiata dagli infortuni, poi Antei stende Niang e Bacca su rigore riapre il match. Nel finale su due clamorose disattenzioni da calcio d'angolo Locatelli e Paletta puniscono gli emiliani e portano a casa i 3 punti.

Situazione che si ripete tre giornate dopo, al Mapei contro la Roma: Paolo Cannavaro porta in vantaggio i suoi, che restano per tutto il primo tempo in vantaggio, poi nella ripresa Edin Dzeko fa quello che vuole e firma il sorpasso, prima su azione e poi su rigore. Infine Nainggolan fa 3-1. Altro black-out nella giornata successiva, all'Olimpico contro la Lazio: buon primo tempo degli emiliani che chiudono 0-0 il primo tempo, poi nella ripresa arrivano due gol in 5 minuti e buttano via un altro buon risultato.

Il principale problema dei neroverdi è la totale perdita di lucidità quando si prende gol. Al primo errore i ragazzi di Di Francesco crollano e diventano incapaci di produrre quel gioco a cui hanno abituato tutti, non riuscendo a trovare la minima reazione immediata. Alla prima rete subita ne segue quasi sempre una seconda (e a volte anche una terza), come contro l'Atalanta, che al 20' passa in vantaggio e 4 minuti dopo è già sopra 2-0, preludio a ciò che accade il 20 Novembre a Marassi: il Sassuolo gioca un'ottima partita contro la Sampdoria, riuscendo nella ripresa a trovare il vantaggio e addirittura il raddoppio con Ricci e Ragusa. Ad un certo punto gli uomini di Di Francesco perdono completamente la bussola: all'84' un buco clamoroso nella difesa neroverde permette a Muriel di imbeccare Quagliarella che batte Consigli e accorcia le distanze. Neanche un minuto dopo una bruttissima palla persa da Acerbi regala il 2-2 a Muriel, nel recupero Antei (di nuovo) stende Schick e regala il penalty della clamorosa rimonta, con Muriel che dal dischetto non sbaglia.

La disfatta contro il Cesena è solo l'ultima di una serie di incredibili rimonte subite dal Sassuolo, e proprio ieri sera si sono visti tutti i limiti caratteriali di una squadra che - come sempre - al primo gol subito si è totalmente disunita, prendendone un altro subito dopo. Ennesimo rigore concesso agli avversari, ancora per fallo di Antei; ennesima amnesia difensiva, con Adjapong a tratti imbarazzante in copertura, che si perde Laribi sul 2-1 e che lascia sempre troppo spazio a Balzano per tutto il secondo tempo. Eppure fino all'80' era sembrato tutto facile per gli emiliani, che dopo il vantaggio iniziale avevano facilmente gestito il risultato sfiorando più volte il raddoppio. Il gioco era abbastanza fluido, tendente spesso ad allargarsi sulle fasce col supporto degli attaccanti laterali. Lo "0" alla voce "tiri in porta" del Cesena prima del pareggio aveva descritto una partita ormai in archivio, ma l'ennesimo cortocircuito ha riaperto tutto e scritto un'altra storia.

Sarà importante per Di Francesco andare a fondo nella questione per capire davvero cosa porta i suoi a sbriciolarsi di fronte a degli avversari spesso neanche così devastanti.