Europa League? No, grazie

In Serie A continua la non corsa alla qualificazione in Coppa tra Milan, Inter e Fiorentina: i paradossi di una situazione ai limiti dell'inverosimile.

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Europa League? No, grazie | www.numero-diez.com

Tre turni ancora da disputare e con 9 punti in palio tutte sono ancora in corsa, ma visto l’andamento delle ultime settimane Milan, Inter e Fiorentina faranno a gara per rimanere fuori dall’Europa League. I rossoneri, nonostante i soli 6 punti totalizzati nelle ultime 6 giornate, mantengono 3 lunghezze di vantaggio sulla coppia formata da nerazzurri e viola.

In particolare, queste ultime due versano in uno stato di coma che sembra irreversibile. La Fiorentina, dopo le tre vittorie consecutive per 1-0 contro Cagliari, Crotone e Bologna a cavallo tra marzo e aprile si pensava fosse pronta a battagliare con le due milanesi a suon di punti; invece nelle successive 5 giornate è arrivato solo il successo rocambolesco contro l’Inter per 5-4, poi sconfitte inaspettate contro Palermo ed Empoli e pareggi arrivati all’ultimo respiro contro Sampdoria e Sassuolo.

Ancora peggio hanno fatto i nerazzurri: l’ultima imposizione risale al 12 marzo - 7-1 all’Atalanta – e soli 2 punti conquistati nelle ultime 7 giornate, peggior ruolino di marcia della Serie A al pari del Pescara. Il calendario dice che gli ultimi tre impegni per la Fiorentina sono Lazio, Napoli e Pescara, mentre per l’Inter invece saranno Sassuolo, Lazio e Udinese. Ora l’unico posto rimasto disponibile che consentirebbe l’accesso all’Europa è il sesto – il quinto sarà verosimilmente appannaggio dell’Atalanta – che però obbligherebbe la squadra in questione al turno preliminare di fine luglio ed a rinunciare ad una remunerativa tournèe estiva, sconvolgendo anche la preparazione e condizionando la stagione successiva – il caso del Sassuolo è l’ultimo esempio.

Paulo Sousa al termine di Palermo-Fiorentina 2-0 | www.lanazione.it
Paulo Sousa al termine di Palermo-Fiorentina 2-0 | www.lanazione.it

Dunque il paradosso è questo: ad inizio stagione tutte vogliono giocare le competizioni europee, poi nel momento clou del campionato si fa di tutto per non andarci, vedendo anche come le squadre italiane affrontano questa Coppa. Oltre ai benefici economici – che per quanto riguarda l’Europa League sono comunque limitati – la vetrina internazionale serve per accrescere la visibilità del marchio; il prestigio però ne risente nel momento in cui si perde contro semisconosciuti club israeliani o subendo goleade in casa e fuori.

Ecco quindi un altro paradosso: meglio concentrarsi solo sul campionato, magari anche sulla Coppa Italia, senza le distrazioni di metà settimana, per cercare di conquistare posizioni di rilievo in Serie A; poi, puntualmente, le cose non vanno secondo le aspettative e ci si ritrova con ancora tante partite da giocare a dover pianificare la stagione successiva, come succede da diverso tempo a diverse squadre italiane. Ed intanto il tempo passa, i tifosi si spazientiscono, i soldi vengono comunque spesi e si crea un circolo da cui non se ne esce.