Esclusiva, Tommaso Ferrarello e la sua Argentina: "Sampaoli uomo giusto. Crisi? La Federazione è il problema.."

Invervista esclusiva a Tommaso Ferrarello, osservatore Fifa collocato per il calcio argentino. Abbiamo avuto modo di farci illustrare il meraviglioso mondo della Sellecion e delle squadre che la compongono, con un pizzico di "garra" per quanto riguarda i problemi che circondano l'ambiente.

Esclusiva, Tommaso Ferrarello e la sua Argentina: "Sampaoli uomo giusto. Crisi? La Federazione è il problema.."
Photo by "Tommaso Osservatore Fùtbol Argentino"

Una piacevole e curiosa intervista con Tommaso Ferrarello, disponibile a rispondere alle nostre domande. E' profilo dal bagaglio culturare molto interessante, e può vantare di un sostanzioso curriculum. Di professione è osservatore, collabora con agenti Fifa e si occupa di visionare e proporre ragazzi provenienti da tutte le serie argentine, dalla Serie A alle leghe inferiori. Prima si occupava di settore giovanile e da 2 anni a questa parte si occupa di Argentina. L'anno scorso non è riuscito a chiudere nessuna trattativa, ma il prossimo mercato sarà fondamentale per completare diverse operazioni. Da quel che si dice è già a buon punto. Ecco le sue parole:

Illustraci chi sei e di cosa ti occupi. Da dove nasce questa passione verso questo mestiere e, soprattutto, per il calcio argentino?

"Io sono un osservatore, e al momento collaboro con alcuni agenti FIFA: il mio lavoro consiste nel visionare e segnalare alle persone con cui collaboro i migliori talenti che giocano nel campionato argentino. È un monitoraggio che va dalla Primera Division Argentina (che equivale alla nostra Serie A) fino alle serie minori, arrivando anche alla Primera B Metropolitana, ovvero la Serie C. Da sempre ho una grandissima passione per il calcio e generalmente nel voler scoprire giocatori sconosciuti e di prospettiva, e questo mi ha portato a focalizzarmi sull'Argentina. Infatti è un paese che ha da sempre 'prodotto' una quantità spaventosa di grandi giocatori, che sono passati, con grande rendimento, anche dalle nostre latitudini. Inoltre, ricollegandomi all'attitudine nel voler 'pescare' giocatori sconosciuti e di prospettiva, quando in Italia o anche in Europa parliamo di giovani argentini, difficilmente l'appassionato medio del calcio sa di chi si sta parlando, e questo mi porta a voler cercare sempre di più ragazzi sconosciuti che poi mi auguro diventino grandi. Un esempio lampante è Paulo Dybala, arrivato in Europa sconosciuto e ora, a mio parere, è il miglior giocatore del campionato italiano. Concludo dicendo che mi piace molto anche il prototipo di calciatore argentino!"

L’Argentina è a secco di soddisfazioni da tanto tempo. Da esperto del settore riesci a indicare il motivo di questa lunga serie di fallimenti? A cosa è dovuta questa crisi?

"La crisi Argentina si deve soprattutto a una confusione generale nella federazione, che di anno in anno cambia la ripartizione dei diritti televisivi, e anche nella strutturazione dei campionati, creando una disomogeneità generale della ricchezza. Inoltre parliamo di un paese in cui le squadre non hanno mai avuto grossi introiti economici, se non per le cessioni dei migliori giocatori ai club europei, e tutto questo non aiuta la maggior parte delle squadre a creare progetti solidi e lungo termine, in quanto molto di esse sono piene di debiti. Aggiungo anche che le Nazionali giovanili argentine (Under 20 e Under 17) soffrono di una mancanza, quasi preoccupante, di giocatori in grado di cambiare gli equilibri di una partita, e soprattutto, facendo un esempio più chiaro, nell'Under 20 la maggior parte dei ragazzi convocati, a differenza di altre Selezioni sudamericane (penso a Venezuela, Paraguay e Ecuador), non hanno ancora esordito in Prima Squadra, ma giocano ancora nelle giovanili delle rispettive squadre di club e dunque, per forza di cose, peccano di esperienza."

Ci sono stati tanti allenatori prima della nomina di Sampaoli. Ti cito gente come Maradona, Sabella, Martino e Bauza. Nessuno di questi è riuscito a costruire una solida base per tornare a conquistare un trofeo. Sicuramente mi dirai che Sampaoli è un tecnico preparato e carismatico, probabilmente molto più attaccato alla maglia rispetto ai suoi predecessori. Ma io tiro fuori il jolly dal mazzo e ti dico che l’Argentina ha bisogno di riabbracciare Marcelo Bielsa, e sai benissimo che non è il classico uomo da giacca, cravatta e taccuino. E’ sbarcato a Lille, ma non credi che sarebbe stato lui il profilo ideale per la rinascita? Senza nulla togliere a Sampaoli che, tra l’altro, è uno dei suoi tanti discepoli.

"Io credo che Bielsa sia un ottimo allenatore, molto atipico, che ha una visione particolare del calcio, però ritengo che Sampaoli sia un bravissimo allenatore, in grado di prendere in mano le redini della Nazionale Argentina. E lo sta già dimostrando nelle prime uscite della sua "Selección", portando in campo un calcio innovativo e molto interessante. Chiaramente, a livello di romanticismo, Bielsa sarebbe stata una scelta perfetta, ma sono dell'idea che 'El Loco' sia un allenatore che abbia bisogno di stare sul terreno di gioco quotidianamente e di vivere il campo. Gli auguro il meglio per questa nuova avventura francese con il Lille, così come spero che Sampaoli riporti la Selección Albiceleste dove merita di stare."

La maggior parte degli sportivi italiani non conosce bene la realtà argentina. Come stanno messi i club? Godono di impianti efficienti per la coltivazione dei propri gioiellini?

"Come dicevo inizialmente la maggioranza delle squadre argentine non ha grossi introiti economici, se non Boca Juniors e River Plate, che sono le principali squadre del campionato argentino, conosciute in tutto il mondo, ma anche queste due compagini di tanto in tanto hanno l'esigenza di cedere qualche gioiello per fare cassa e mettere a posto i conti. Parlando anche con diversi addetti ai lavori argentini molte delle squadre argentine più piccole hanno strutture molto decadenti e giocano su campi completamente impresentabili non aiutando i giovani a crescere calcisticamente come dovrebbero. Chiaramente, però, quando, ad esempio, parliamo di Boca, River, Racing, San Lorenzo, Independiente, Rosario Central e Newell's Old Boys parliamo di squadre con settori giovanili molto avanzati che attuano uno scouting capillare su tutte le provincie argentine. Tutto questo è dimostrato dal fatto che ogni anno lanciano in prima squadra prospetti molto interessanti cresciuti nelle proprie 'Inferiores', ovvero nei propri settori giovanili."

Boca Juniors e River Plate sono il simbolo di questo paese, e da sempre costruiscono talenti protagonisti in Europa. Tu che lavori nel settore dello scouting, puoi indicarci altri settori giovanili che curano e gestiscono al meglio i propri ragazzini? Cos’hanno di diverso rispetto alle due massimi esponenti del calcio argentino?

"Togliendo ovviamente il Boca, il River e anche le altre 'regine' di cui ho parlato precedentemente, le squadre che hanno un buono o ottimo settore giovanile sono diverse, ad esempio cito l'Argentinos Juniors, che milita in Primera B Nacional Argentina (Serie B ) , e che a mio modo di vedere è la migliore 'cantera' nel crescere i giocatori in argentina (su tutti Riquelme e Maradona, non due qualsiasi), poi abbiamo il Ferro Carril Oeste, l'Instituto de Córdoba (che ha lanciato Dybala e molti altri ragazzi sparsi tra Europa e Primera Division Argentina), il Chacarita Juniors, l'All Boys e il Nueva Chicago, tutte compagini che militano nella Primera B Argentina, ma che storicamente e anche attualmente lanciano giocatori interessanti a ripetizione. Se vogliamo tornare a concentrarci sulla Primera Division sicuramente cito l'Estudiantes de la Plata, il Vélez Sarsfield, l'Atletico Rafaela e il Talleres de Córdoba: club che puntano ogni stagione su tanti ragazzi di sicuro avvenire facendoli giocare con continuità. Faccio una chiosa finale anche parlando della Primera B Metropolitana (la nostra Lega Pro) dove troviamo sicuramente l'Almirante Brown, il Platense e il Comunicaciones come maggiori esponenti nel lancio di giovani interessanti in prima squadra. Credo che a differenza delle big d'Argentina che possono anche spendere su giocatori di ritorno dall'Europa o su calciatori di paesi esteri, quali Cile, Colombia o Paraguay, le squadre più piccole con una buona 'inferiores' debbano concentrarsi sui propri ragazzi delle giovanili per auto-sostenersi, lanciando i più interessanti per poi venderli e con i soldi guadagnati, far ripartire il ciclo."

Ritorniamo al discorso allenatori: Gallardo è un profilo interessante, così come altri emergenti dal grande curriculum come Martin Palermo e Matias Almeyda. Quale sarà il prossimo tecnico argentino a mettersi in mostra? Chi è pronto per sbarcare in Europa?

"Due tecnici che mi piacciono molto e ritengo validi del calcio argentino sono Eduardo Coudet, che purtroppo di recente e' approdato nel calcio messicano, e Sebastian Beccacece ora al Defensa y Justicia, ma che a fine campionato raggiungerà Sampaoli nella Selección Argentina. Il primo è un allenatore molto simile al Cholo Simeone, con grande cattiveria e determinazione, il secondo è un discepolo dell'attuale allenatore dell'Argentina, e fa giocare la sua squadra con una modalità molto europea e moderna. Stimo molto anche Frank Kudelka attualmente al Talleres de Córdoba e Diego Osella che guida il Newell's Old Boys."

Pochettino, Sampaoli e Berizzo sono stati etichettati come discepoli di Bielsa. Che cosa pensi di questo straordinario personaggio? Sono loro tre gli esportatori ideali di questo movimento?

"Bielsa è un personaggio molto controverso, che apprezzo molto. Purtroppo, fino ad ora, non ha mai vinto molto in carriera, ma il suo obiettivo primario è sempre stato quello di cercare la novità e l'innovazione e di far giocare a calcio le proprie squadre. Pochettino, Sampaoli e Berizzo li ritengo dei tecnici molto validi, che faranno molta strada."

Torniamo in Italia, luogo che storicamente è molto caro a tanti calciatori argentini. Cosa pensi della corrente argentina che ha attraversato il calcio italiano? C’è stato un ribasso sotto l’aspetto qualitativo?

"In Italia abbiamo visto tanti giocatori argentini di grande valore, da Batistuta a Maradona, da Pastore a Dybala, impossibile non citare il Catania degli argentini, squadra che personalmente mi faceva impazzire. Attualmente il livello non ritengo si sia troppo abbassato, in quanto abbiamo comunque modo di ammirare giocatori come Dybala, el Papu Gomez, Paredes, Biglia e Higuaín, più una folta fascia di giocatori argentini che giocano in squadre di media classifica come Muñoz, Lucas Castro, Silvestre, Boyè. Sono però dell'idea che le squadre italiane attualmente abbiano un po' di timore nell'investire su giocatori giovani argentini, infatti è da 2 o 3 anni che una squadra italiana, se non qualche raro caso, va a pescare in Argentina. Una volta avevamo il Palermo, il Catania, è il Napoli che ogni sessione di mercato portavano in Italia una scommessa dal campionato argentino, mi auguro che questo trend si inverta e si torni sulla linea di qualche anno fa."

Italia, Sicilia, precisamente Palermo. E’ una società che funge da trampolino per tanti talenti cristallini scovati da Zamparini e i suoi uomini. Gente come Pastore, Vazquez e Dybala hanno fatto le fortune tecniche e economiche di questo club. Adesso, però, c’è stato un leggero calo sotto questo punto di vista e ultimamente non abbiamo assistito all’exploit di argentini. Mettiti nei panni del dirigente rosanero: quali talenti consiglieresti a Zamparini?

"I talenti in Argentina, come sempre, sono tanti e personalmente preferisco fare alcuni nomi di ragazzi più sconosciuti e non dei soliti noti 2 o 3 del Boca o del San Lorenzo che sentiamo ogni giorno. Prendete foglio e penna e segnatevi questi: Facundo Barboza (mezz'ala o trequartista classe 96) e Esteban Rolon (mediano a tutto campo classe 95), due ragazzi dell'Argentinos Juniors che avranno un ottimo futuro e su cui sto lavorando in prima persona. Aggiungo anche Alexis Castro mezz'ala o esterno sinistro classe 94 del Tigre, Tomas Cuello dell'Atletico Tucumán, anno 2000, ragazzo dal sicuro avvenire, Nicolas Delgadillo e Matías Vargas del Vélez Sarsfield, entrambi 1997 e infine Gonzalo Maroni, classe 1999, che gioca nella primavera del Boca Juniors. Ne sentiremo parlare."

Ultima domanda,  inevitabile per via dell’elevato rapporto di stima e affetto che provo nei confronti di Juan Sebastian Veron. E’ un dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore argentino, centrocampista dell'Estudiantes, club del quale dal 5 ottobre 2014 è anche il presidente. Che idea ti sei fatti a riguardo? Prossimo allenatore o futuro dirigente? In Argentina circola già il suo presunto erede?

"Verón è un personaggio molto rilevante in Argentina, che di recente ha deciso anche di rimettersi gli scarpini. Di lui gli agenti argentini mi parlano bene, all'Estudiantes de la Plata, di cui è appunto anche presidente gestisce tutto: se vuoi proporre un giocatore devi parlare con Verón, insomma ha pieni poteri. Io credo che continuerà in queste vesti, magari, in futuro, andando anche a rivestire un ruolo nell'AFA (associazione federale Argentina)."