Atalanta, Pierpaolo Marino: "Felice per la vittoria di ieri, ma il meglio deve ancora venire"

Il Direttore Generale dell'Atalanta, Pierpaolo Marino, ha raccontato a Radio 1 le sensazioni dopo la bella vittoria sul Milan: "Siamo molto felici per la vittoria sul Milan, ma mi aspetto ancora molto dalla mia Atalanta". Marino si è poi soffermato anche sulla crisi rossonera, analizzandola soprattutto dal punto di vista societario ed economico

Atalanta, Pierpaolo Marino: "Felice per la vittoria di ieri, ma il meglio deve ancora venire"
Atalanta, Pierpaolo Marino: "Felice per la vittoria di ieri, ma il meglio deve ancora venire"

Questa mattina il Direttore Generale dell'Atalanta, Pierpaolo Marino, è intervenuto ai microfoni di Radio 1, raccontando la meritata vittoria nerazzurra sul Milan, e analizzando il momento dei bergamaschi, soffermandosi anche sul difficile momento rossonero. 

"Siamo tutti molto felici per la vittoria di ieri. E' un'iniezione di fiducia della quale aveva bisogno tutto l'ambiente", esordisce così il DG Marino, al quale chiedono poi se si aspettava una vittoria a San Siro: "Noi siamo andati a San Siro dopo una settimana di lavoro davvero ottimo. Questo tipo di partite in provincia si sentono tantissimo, e per come Colantuono ha preparato la partita, intuivo che potevamo fare l'impresa. Mi è piaciuto molto il fatto che il nostro tecnico abbia preparato la partita per vincerla, dando anche un forte segnale ai ragazzi: scendere in campo con due punte come Pinilla e Denis, supportate da una mezzapunta come Maxi Moralez ha significato molto per la squadra, ed il risultato finale ne è la dimostrazione. Devo comunque essere sincero, e mi aspettavo potesse venire un risultato del genere, visto il momento difficile che sta vivendo il Milan, sia dal punto di vista fisico che tecnico". E'  un Marino davvero raggiante, che si sofferma poi sul prosieguo della stagione, analizzando anche il girone d'andata appena concluso: "Fino a questo momento si è avuto la percezione che l'Atalanta stesse facendo un campionato mediocre e al di sotto della aspettative, ma se andiamo a vedere siamo al giro di boa con soltanto un punto in meno allo scorso anno. E sono molto fiducioso per il girone di ritorno, perchè, come avete detto anche voi, nel girone di ritorno dello scorso campionato abbiamo racimolato più di 30 punti. La fiducia è tanta, perchè sappiamo tutti come lavora mister Colantuono, ed i risultati delle ultime partite ne sono la dimostrazione". Si passa poi alle domande sul mercato: "Abbiamo provato a colmare quelle lacune che avevamo in attacco con l'acquisto di Pinilla, giocatore verso il quale ripongo molta fiducia. Quindi per adesso penso sia chiuso il mercato, sia in entrata che in uscita". Sui settori giovanili: "Fa piacere vedere che ci sono ancora squadre che puntano sui settori giovanili e sui talenti italiani. Basta guardare l'Empoli ed il Sassuolo, quanto bene stiano facendo e quanti ragazzi italiani stiano valorizzando. Per quanto riguarda le big è difficile vederle puntare sui giovani, in quanto purtroppo in Italia vige la logica del tutto e subito, quindi dare spazio ai giovani è sempre difficile. Solo la Juve si sta muovendo in questo senso, anche se sta puntando molto su giovani stranieri".

Marino si sofferma poi sul momento del Milan e sulla crisi rossonera: "Innanzitutto bisogna dire che la crisi del Milan è un pò la crisi del sitema italiano, perchè se le grande imprese vanno in difficoltà, è chiaro che anche le imprese del calcio possano avere un momento difficile. Dovendo il Milan contare solo sulle proprie forze economiche, nonostante il grosso fatturato, può avere grosse difficoltà nell'andare ad acquistare il cartellino di giocatori, preferendo giocatori in scadenza, poco futuribili e che quindi poi non vanno a creare un'eventuale plusvalenza. Il momento economico dei rossoneri è molto chiaro: basta pensare a quando Berlusconi andava in giro per l'Europa a comprare i giocatori migliori, che avevano anche grossi margini di miglioramento, ad esempio Gullit e Van Basten. Oggi è difficile trovare dei "mecenati", quindi diventa tutto più complicato"