Cagliari, Rastelli spiega: "Guardo cosa fanno i miei colleghi e lavoro tanto"

Massimo Rastelli spiega il suo metodo di lavoro con il Cagliari, neo promossa in Serie A.

Cagliari, Rastelli spiega: "Guardo cosa fanno i miei colleghi e lavoro tanto"
Massimo Rastelli, rete8.it

Sulla panchina del Cagliari nella scorsa stagione in Serie B c'era lui, Massimo Rastelli che grazie ad un grandissimo lavoro è riuscito a riportare il club in Serie A, dopo la stagione difficile con relativa dolorosa retrocessione dal massimo campionato del nostro calcio.

Adesso i sardi sono in montagna in ritiro per preparare la nuova stagione e da lì il tecnico si racconta alla Gazzetta dello Sport. Il presidente del Cagliari Giulini lo ha paragonato a grossi calibri della panchina, ma Rastelli corregge il tiro: "Io sono lontano da Conte e Mou, sono semplicemente Rastelli. Ma guardo con interesse ai miei colleghi. Allegri che vince, Sarri, Di Francesco mio compagno a Piacenza. Gli altri debuttanti? Juric ha fatto vedere grandi cose, ha portato tanta intensità, il Pescara ha meritato ampiamente nei playoff. C’è una carica incredibile e curiosità. Affronti il meglio, non vedi l’ora di misurarti."

Il Cagliari in ritiro a Pejo, twitter @CagliariCalcio
Il Cagliari in ritiro a Pejo, twitter @CagliariCalcio

Sul modo di allenare Rastelli spiega: "Lavoro tanto e mi porto il lavoro a casa. E quando c’è una partita la sera anche mia moglie la vede con me, capisce la mia passione. Così come le mie tre figlie. Con lo staff cominciamo alle 9.30 e finiamo all’ora di cena. Oltre al lavoro in campo c’è anche quello in ufficio: analisi, video. Dal martedì ci prepariamo sugli avversari, osservando il materiale che arriva." Per la stagione l'obiettivo non può che essere la salvezza"Servirà grande equilibrio. Tutti cercano di pressare alti, di essere aggressivi, di attaccare con più uomini, ma è fondamentale sempre ricompattarsi. La gavetta a me è servita tantissimo. Perché stare in posti in cui devi pensare proprio a tutto è importante. Io personaggio? Non mi sento tale,  ma sicuramente in Serie A aumenta la visibilità."