Chievo Verona: le parole di Valter Birsa

Il trequartista ha parlato del suo ruolo e dei suoi colleghi di reparto, in esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Un punto, inoltre, anche sul mercato.

Chievo Verona: le parole di Valter Birsa
Source photo: fantasportiva.it

Valter Birsa è pronto alla sua quarta stagione con la maglia del Chievo Verona. Dopo le molte esperienza tra Genoa, Torino e Milan, infatti, il talentuoso trequartista ha trovato la propria dimensione nella città di Romeo e Giulietta, diventando un vero e proprio simbolo veronese, imprescindibile per lo scacchiere tattico di Rolando Maran. Intervistato in esclusiva dalla Gazzetta dello Sport, lo sloveno ha parlato degli ultimi movimenti di mercato e dei trequartisti presenti in Serie A, senza dimenticare gli obiettivi della sua rosa. "Il nostro primo obiettivo è la salvezza - ha detto - confidando in un mio importante contributo. Sogno un'altra stagione di alto livello, ma non chiedetemi quanti goal devo segnare: non lo direi neppure sotto tortura. Fare promesse è sbagliato. Il mister, come al solito, sta creando un gruppo forte. Ecco il segreto del Chievo, è con queste armi che vogliamo restare in Serie A".

Da ex milanista, inoltre, Birsa non ha potuto esimersi dal rispondere su domande inerenti lo scintillante mercato dei rossoneri: "Con tutti questi colpi, il Milan può lottare veramente per lo scudetto. - sentenzia senza mezzi termini - L'arrivo di Bonucci ha destato l'attenzione, ma resto della convinzione che a fare la differenza sarà Calhanoglu. Calcia le punizioni in maniera fantastica, ha personalità. Insomma, è un vero 10. Il Milan ritrova un'altra stella come lo sono stati Kakà e Ronaldinho". E, a proposito di 10, il centrocampista del Chievo analizza la situazione in casa Juventus, a caccia del proprio fantasista: "Potrebbe essere Bernardeschi. Negli ultimi anni ha fatto passi in avanti, acquisendo i colpi del trequartista. E sta anche cominciando a segnare con continuità".

Nello specifico, poi, Birsa apprezza l'evoluzione tattica di Radja Nainggolan, diventato trequartista puro grazie all'educazione tattica inculcatagli da mister Spalletti: "Metterlo lì è stata un'ottima idea. Il belga è formidabile nel recuperare palloni in una zona importante del campo. Inoltre ha un micidiale tiro dalla distanza. Milinkovic-Savic? Non è un classico dieci. Lui è una mezzala che ama attaccare da dietro. Ha potenza e qualità, tempi giusti di inserimento. Vedremo come crescerà da questo punto di vista tattico. Con Milinkovic da una parte e Parolo dall'altra la Lazio ha due interni di centrocampo molto forti. Anche in zona goal".