Ghelfi: "Confronto con la Juventus non proponibile, con queste regole non c'è competizione"

"Se non cambiano le regole il divario aumenterà ancora. La riduzione del campionato a 18 squadre? La riforma non deve riguardare il numero delle squadre ma la ripartizione delle risorse. Il nuovo stadio? Siamo nelle mani della burocrazia"

ghelfi analizza juventus-empoli

Trasferta quasi impossibile per l'Empoli sabato prossimo a Torino contro la Juventus. Gli azzurri si avvicinano a questo match con le notizie non belle su Croce e Mchedlidze alle prese con problemi fisici e che dunque potrebbero saltare la partita.

Ha parlato sulle pagine de "Il Tirreno" di questo match l'amministratore delegato dell'Empoli Francesco Ghelfi, che ha fatto anche un'approfondita analisi in generale sul momento economico del calcio italiano, sottolineando appunto le differenze tra grandi e piccole squadre.

"Sabato sarà difficilissima, però le partite si giocano in campo ed in campo può sempre succedere di tutto, certo noi dovremmo fare la partita perfetta e loro sbagliarla, ma almeno si parte da 0-0.  Fuori dal campo il confronto non è proprio proponibile, la Juve ha un fatturato che va dai 350 ai 400 milioni, noi di 50. Con solo il cartellino di Higuain facciamo tre stadi e ci avanzano pure 10 milioni per fare la squadra, i ricavi dei bianconeri sono di 150 milioni, i nostri di 30 e perché abbiamo avuto la fortuna ed il merito di arrivare decimi lo scorso anno. Lo capisco che per uno spettatore sia difficile appassionarsi, ma con queste regole non ci può essere competizione, lasciamo stare l’Empoli e prendiamo ad esempio il Crotone che è arrivato quest’anno in A, ha incassato 20 milioni e 3 li devi lasciare alla serie B, se ne avesse avuti 10 in più scommetto che avrebbe più degli attuali 13 punti.  

Si può migliorare questa situazione? Non prevedo miglioramenti se non cambiano le regole, il gap aumenterà ancora, in Italia il 40% dei ricavi è legato ai risultati della stagione precedente, il 30% al bacino d’utenza e il 30% allo storico, cioè all’andamento degli ultimi 50 anni. In questo contesto società come la nostra e come il Sassuolo saranno sempre penalizzate.  

La riduzione del campionato a 18 squadre? La soluzione non può essere assolutamente la riduzione delle squadre partecipanti al massimo campionato, se il sistema non cambia ci saranno meno squadre a spartirsi la torta ma su un risparmio di 40 o 50 milioni ne toccheranno poco più di due a testa, inoltre, chi viene promosso dalla serie B non ha possibilità di essere competitivo. Non a caso le squadre che fanno il salto di categoria hanno sempre grandi difficoltà, se ne può uscire con una riforma seria del sistema che non deve riguardare il numero delle squadre ma la ripartizione delle risorse, da anni sento parlare di una legge Melandri-bis ma la sto ancora aspettando.

Il nuovo stadio? Per quanto riguarda il nuovo stadio in questo momento siamo nelle mani della burocrazia, il progetto è pronto, i partner ci sono tutti, il piano economico finanziario sta prendendo forma, aspettiamo un responso dal credito sportivo per il finanziamento.  Questo finanziamento dovrebbe arrivare, ho già avuto degli incontri con loro e posso assicurare che l’Empoli sì è spinto al massimo, magari ora servirebbe proprio una spinta dalla politica ma non per i soldi perché parliamo di un’opera pubblica da 25 milioni che un giorno tornerà al Comune. Quando parlo di spinta intendo una spinta per allentare i lacci della burocrazia, siamo stanchi, da mesi ci stiamo dedicando a questo progetto ed adesso siamo nelle mani di altri. Entro metà marzo spero di avere il via libera del credito sportivo e comunque portare tutto in comune, ma ho già fatto l’errore di indicare i tempi che poi per 1000 motivi si sono allungati quindi una data non la indico più".