Montella affranto: "Mi chiedo cosa stia succedendo. A Kiev le risposte"

Seconda sconfitta di seguito con tre gol al passivo. In cinque giorni la Fiorentina passa dal paradiso all'inferno, con l'andata dei quarti di finale di Europa League nel mirino. Obiettivo minimo rialzarsi in Ucraina.

Montella affranto: "Mi chiedo cosa stia succedendo. A Kiev le risposte"
Montella affranto: "Mi chiedo cosa stia succedendo. A Kiev le risposte"

E' un Vincenzo Montella deluso, affranto e scoraggiato quello che si è presentato nel post sconfitta del San Paolo ai microfoni in conferenza stampa. Due partite settimanali, due sconfitte, entrambe per 3-0. Più che il risultato, però, preoccupa un atteggiamento arrendevole, remissivo, troppo rinunciatario e passivo, che non è mai stato prerogativa nemmeno della peggior Fiorentina vista nelle stagioni montelliane. 

L'allenatore napoletano, ha così parlato ai microfoni della carta stampata: "Cosa è successo negli ultimi quattro giorni? Qualche spiegazione me la dovrò dare, anche se so dove dovremo incidere di più. La sconfitta di martedì ci ha fatto molto male, contro la Juventus era inaspettata. Oggi la squadra ha avuto poca sicurezza e convinzione, è stata colpa mia. Siamo stati poco incisivi e poco veloci. Loro hanno sfruttato le ripartenze, anche se abbiamo regalato qualcosa. La squadra non mi è piaciuta, adesso dobbiamo dare tutti qualcosa in più come atteggiamento. Non buttiamo la croce addosso a nessuno, a livello fisico stiamo bene".

Si parla dell'avversario odierno e su cosa abbia fatto il Napoli rispetto alla sua squadra: "Non ho visto una squadra così superiore, oggi l'ultima cosa da analizzare è l'aspetto tattico. Per la prima volta dico che mi aspettavo di più dalla mia squadra, sotto l'aspetto della convinzione. Non mi sono riconosciuto nella squadra. I giocatori come si gestiscono? Alternandoli, quando ci sono tanti calciatori di qualità".

Gli viene chiesto perché non ha scelto dall'inizio un attaccante centrale come Gilardino, che avrebbe potuto sfruttare meglio i cross dagli esterni: "Sta bene, può essere fondamentale quando la squadra arriva al cross e gioca negli ultimi 30 metri. A Kiev mi aspetto una Fiorentina diversa sotto l'aspetto dell'atteggiamento. Diamanti? Non si è allenato per due giorni, per un problema alla caviglia. Poteva entrare, poi ho cambiato idea".

Si guarda, infine, avanti. L'obiettivo, con la Champions oramai andata, sembra esser diventata la conquista dell'Europa League, ma Montella non fa proclami e punta a vincere, come è giusto che sia, tutte le gare da qui al termine della stagione: "Sarebbe un errore privilegiare una via, io non lo faccio. Giovedì è una gara fondamentale per la nostra stagione, sarebbe importante far bene anche per la nostra testa. La finale di Europa League contro il Napoli? La firmerei con qualsiasi cosa...".

Queste le parole, invece, del capitano viola, Manuel Pasqual, intercettato in zona mista: “E’ stata una settimana difficile, tra la Juve e oggi. Non vogliamo far drammi, non devono esserne fatti. In sei mesi abbiamo fatto grandi risultati e grandi prestazioni. Dobbiamo abbassare la testa, lavorare, e ripartire. Non credo sia un discorso né fisico, né tattico, dobbiamo mettere in campo maggiore volontà. Davanti trovavamo una squadra forte, che doveva vincere. Peccato, la voglia è quella di ripartire già da giovedì. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno. E’ vero che in queste ultime due gare abbiamo fatto male, ma dobbiamo ripartire. Ai tifosi? Non ci hanno abbandonato martedì spero non lo facciano oggi. Ci sono ancora obiettivi importanti. Potevamo accorciare la classifica, peccato, ora ripartiamo. Champions? Difficile, la Lazio sta facendo benissimo. In E.L. anche sarà difficile e ancora è lunga”.

Infine, le parole del direttore generale Daniele Pradé, che si auspica già da giovedì a Kiev una pronta reazione: “Male oggi, non c’è nulla di positivo. Abbiamo fatto una settimana disastrosa. Ora dobbiamo essere lucidi, ripartire. Capire il perché di questo calo mentale, e poi giovedì abbiamo una gara decisiva. Confronto negli spogliatoi? E’ bene lo faccia l’allenatore, è lui che deve farlo. Fino a pochi giorni fa eravamo in grande forma, ora no. Ritiri servono? Venivamo da 18 risultati utili di fila con grandi vittorie, eravamo contenti di tutti, non possono essere 4 giorni che cambiano la stagione. E’ forse solo una questione mentale. Dobbiamo analizzare nel modo migliore cosa è successo e poi ripartire. Dopo la Coppa era difficile per entrambi, chi segnava il primo gol poteva avere la gara in discesa, ed è successo al Napoli. Come ripartire? Dobbiamo capire perché è successo questo e ritrovare la nostra mentalità. Mi aspetto tanto, una forte reazione, la vogliamo, la vuole la società, e sono convinto che arriverà”.