Gonzalo Rodriguez: "Il sogno di vincere in questa stagione è concreto"

La Fiorentina è forse la sorpresa più bella di questa prima parte di campionato. Si sogna qualcosa di importante è anche Gonzalo Rodriguez si fida di questa sensazione.

Gonzalo Rodriguez: "Il sogno di vincere in questa stagione è concreto"
Gonzalo Rodriguez, perno della Fiorentina

Con Paulo Sousa è cambiata l'aria intorno alla Fiorentina, o meglio, sembra che i viola abbiano fatto quel salto di qualità che da qualche stagione ci si attendeva. Non più solo bel gioco, ma anche risultati e possibilità di giocarsela ai piani alti della classifica.

Anche Gonzalo Rodriguez, a Premium Sport, sposa questa tesi: "Questa Fiorentina è un miracolo nato il primo giorno di ritiro: ho visto subito la voglia di fare bene e di lottare per qualcosa di importante che aveva questa squadra. Poi, la prima partita vinta contro il Milan ci ha fatto prendere coscienza del fatto che eravamo forti. Non meritavamo di perdere con Napoli, Juventus e Roma, perché avevamo giocato bene. Forse rispetto a loro ci manca di chiudere le partite, abbiamo la tendenza a offendere sempre, è il nostro modo di giocare. Nella partita contro l’Inter, invece, abbiamo acquisito la consapevolezza di poter lottare fino alla fine. I nerazzurri sono in testa con merito: danno l’impressione di saper fare quello che devono ed è anche merito dell’allenatore. Poi c’è la Juve: non è mai stata fuori dai giochi perché è una squadra abituata a lottare. Assieme al Napoli è la squadra più forte. E' ancora presto per fissare degli obiettivi, dobbiamo ragionare partita dopo partita. In passato siamo stati vicini a vincere qualcosa: sappiamo che dobbiamo lavorare e per questo dobbiamo fare un passo alla volta. Questo l’anno giusto? Sono tutti giusti per vincere, certo quest’anno siamo forti e il sogno è concreto."

Artefice in panchina Paulo Sousa che ha migliorato il telaio lasciato da Vincenzo Montella: "Di Montella in questa Fiorentina è rimasto lo stile di gioco: lui quando è arrivato è partito da zero. Sousa ha continuato con quell’idea e ci ha messo un po’ più di grinta, specialmente nel modo di difendere. Ma a Montella sono affezionato: ho sempre avuto un buon rapporto con lui, mi ha aiutato tantissimo e fatto sempre giocare. Il suo addio mi è dispiaciuto, ma il calcio è così: allenatori e giocatori passano. Non so se quel ciclo fosse arrivato al termine, ma il 3° anno per un allenatore è sempre difficile: non abbiamo vinto nulla, che è quello che volevamo fare, e si è deciso così. Ci siamo sentiti recentemente, gli ho fatto gli auguri per la sua nuova esperienza." 

In chiusura si parla del suo rinnovo di contratto e di alcuni compagni di squadra: "Sono contento di aver prolungato fino al 2017, è la dimostrazione della fiducia della società e per me vale come un premio. Portare la fascia è un orgoglio e una responsabilità, ma per me è un dettaglio: l’importante è aiutare la squadra. Da noi ci sono 4-5 giocatori che, pur non portando la fascia, sono dei leader fondamentali per lo spogliatoio. Kalinic mi ha stupito tantissimo: è arrivato qui quasi come uno sconosciuto, con grande umiltà: lavora sodo per la squadra ed è anche un grande bomber. Rossi per me tornerà quello di prima: è la prima volta che trova un po’ di continuità dopo gli infortuni e a volte in queste situazioni è più difficile a livello mentale che fisico, ma con il lavoro tornerà come prima. Bernardeschi ha talento ma è un ragazzo tranquillo, sa che deve ancora lavorare per migliorare. Tatarusanu? Gli scettici non possono dire più nulla di lui, ha salvato tante partite."