Fiorentina, gli allori (s)comodi e una stagione che sembra finita in anticipo

Il pareggio di Bergamo potrebbe aver chiuso ogni tipo di ambizione viola. Dopo la vittoria con la Juve, la squadra di Sousa ha cominciato un lento declino verso la mediocrità di risultati.

Fiorentina, gli allori (s)comodi e una stagione che sembra finita in anticipo
Fonte immagine: Corriere dello Sport

15 gennaio 2017. Tutto inizia e finisce in una sera. La Fiorentina domina la Juventus al Franchi, la batte 2-1 con una prova di forza collettiva che, agli occhi di molti, sarebbe sembrata una rampa di (ri)lancio verso l'Europa, verso traguardi ambiziosi, verso una seconda parte di stagione da protagonista. Quasi due mesi dopo, di quella viola è rimasto poco o nulla, specialmente sotto il profilo degli obiettivi.

La squadra di Paulo Sousa quella sera si è sentita con ogni probabilità arrivata, avendo battuto la squadra più forte del campionato (stessa sorte toccata al Genoa di Juric, peraltro), e si è d'improvviso arenata, seduta sugli allori. Ad aggravare la situazione, sempre per la serie del paradossale, è arrivata anche la vittoria sul campo del Gladbach, meritata ma anche fortunata, viste le tante occasioni sciupate dalla squadra di Hecking quella sera. Al ritorno sono state restituite, con gli interessi, in quel 2-4 che ha lasciato l'amaro in bocca a tutto l'ambiente e ha segnato la fine anticipata dell'era Sousa - il divorzio a giugno è infatti ormai una certezza.

15 gennaio 2017. Da quel giorno, la Fiorentina ha collezionato 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Score - comprendente anche le coppe - da media classifica, non certo da compagine ambiziosa e in crescita, come era lecito pensare a inizio stagione. La vittoria manca da quattro gare (due sconfitte e due pareggi), quattro gare che hanno forse in definitiva allontanato i sogni di Europa. Lo 0-0 sul campo dell'Atalanta, gara forse tra le più complicate al momento da affrontare, sarebbe di per sé un buon risultato, non fosse che abbia lasciato la Viola a -9 dalla zona Europa.

Il prossimo weekend vede i toscani impegnati in casa contro il Cagliari, in un match senza appello, da vincere ad ogni costo per poter rientrare sulle concorrenti, ormai lontane. L'unica speranza che resta però alla Fiorentina è quella di un crollo del Milan, della Lazio o dell'Atalanta (il passo dell'Inter lascia pochi spiragli). Rialzarsi degli allori, fin troppo comodi, sulla quale la squadra di Sousa si è seduta dopo la vittoria con la Juventus, sembra al momento la cosa più difficile, soprattutto in un clima ostile come quello attuale. Il calendario sorride, l'ambiente no. E forse, a Firenze, a prevalere è spesso il secondo.