Fiorentina, Sportiello pronto a ripartire: "Non voglio più guardarmi indietro"

Alla Gazzetta dello Sport il portiere spiega la sua rinascita dopo il periodo buio: "Sono tornato sul treno giusto e non voglio più scendere".

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Prima le scaramucce con l’Atalanta finendo relegato al ruolo di secondo di Berisha, poi la cessione in prestito alla Fiorentina a gennaio, dove però ha continuato a non trovare spazio – solo due presenze. Ora per Marco Sportiello si aprono le porte per un nuovo inizio, sotto la guida di Stefano Pioli: “Non mollerò la presa di un centimetro. Sono tornato sul treno giusto e non voglio più scendere” esclama il portiere nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, “Non voglio più guardarmi indietro. Certi momenti della vita ti aiutano a crescere. Io ho avuto la forza di non mollare. Sapevo che non potevo essere diventato scarso all’improvviso ed è bello sentire fiducia intorno. Non voglio fare paragoni col lavoro di Sousa, ma è chiaro che Pioli, da ex difensore, cura con maggiore attenzione certi movimenti”.

Proprio la difesa ha subito i maggiori cambiamenti in questo mercato, con tanti nuovi arrivi ed una certezza: “Astori è un leader, un riferimento prezioso. Ma anche Vitor Hugo e Gaspar stanno crescendo. E Milenkovic è un vero talento. Lavorare di più sulla difesa non vuol dire rinunciare a segnare tanto. La Fiorentina giocherà per vincere a cominciare dal debutto con l’Inter”. Tra 20 giorni comincia la nuova stagione e Marco Sportiello vuole farsi trovare pronto fin da subito: “In questa prima fase sto lavorando molto sulla rapidità di pensiero. Il ruolo del portiere è cambiato, facciamo parte integrante della squadra. Dobbiamo imparare a ragionare con più velocità”.

Fin dal primo giorno in cui è arrivato sulla panchina viola, Pioli ha deciso che sarebbe stato Sportiello il titolare - con Tatarusanu costretto a emigrare in Francia, al Nantes – e questa fiducia ha dato una nuova spinta al ragazzo classe ‘92: “C’è una parola che il mister ci ripete in continuazione: entusiasmo. Mi piace. Mi ha colpito. Forse avevo perso un po’ di entusiasmo nella mia piccola crisi professionale. Ma sono ripartito”. Infine, una presa di coscienza su ciò che vuol dire essere l’estremo difensore a Firenze: “La Fiorentina ha avuto grandi portieri. Da Sarti ad Albertosi, da Galli a Toldo. E sicuramente ne dimentico qualcuno. È stimolante indossare questa maglia”.