Fiorentina - i dubbi di Pioli: cosa ancora non va?

Un ordine tattico ancora da trovare e qualche prestazione al di sotto delle aspettative da parte di qualche interprete: sono questi i punti-cardine da cui partire per analizzare la prima fase di stagione della Fiorentina di Stefano Pioli.

Fiorentina - i dubbi di Pioli: cosa ancora non va?
Source photo: profilo Twitter Fiorentina

C'è qualcosa da rivedere, in casa Fiorentina, che dopo i buoni segnali di ripresa visti dopo l'insufficiente inizio di campionato è tornata nell'alone della bocciatura a causa della dolorosa ed inaspettata sconfitta contro il Chievo Verona. Con ben sette sfide stagionali in cantiere, il borsino dei ragazzi di Pioli non è infatti altalenante e, nonostante la calma invocata dalla società in una fase di ricostruzione, tutti gli addetti ai lavori avrebbero scommesso su qualche punticino in più da parte dei toscani. Se si escludono le prevedibili sconfitte contro Juve e Inter e quella subita dalla Samp alla prima stagionale, fase ancora incerta, la debacle contro il Chievo ha rimesso in evidenza tutti i limiti della rosa di Pioli, visti  anche durante Atalanta e Bologna, sfide che hanno portato quattro punti.

Sia contro gli orobici che contro i felsinei, infatti, i ragazzi i Pioli non hanno chiuso la sfida al momento giusto, pagando tale atteggiamento a causa del goal di Freuler e ringraziando Pezzella nella sfida bolognese. Problemi di mentalità, si dice. E potrebbe anche essere così, se si considerano la poca esperienza di gente come Chiesa e Simeone, alla loro seconda stagione in A, o dei vari Veretout, Hugo e Pezzella, "nuovi" per il nostro campionato. Non è un caso infatti che tra i più positivi della Fiorentina è Cyril Thereau, calciatore esperto che già da anni si è imposto tra gli attaccanti più utili in Italia. Eppure, se così fosse, mal si spiegherebbero le prove opache di Benassi, sicuramente poco incline ad occupare il posto di trequartista destro o l'insufficienza di Maxi Olivera, che non sembra proprio intenzionato a dire la propria in Serie A.

Tatticamente poco duttile, il calciatore ex Torino non ha mai nascosto in campo le due doti di ottima mezz'ala, difettando e non poco in altre zone del campo. Piazzato a destra vista l'assenza di esterni validi, in attesa del miglior Gil Dias, Benassi ha peccato in fase di proiezione offensiva, non potendo contribuire nemmeno in quella difensiva. Ora Stefano Pioli starebbe pensando di proporre un centrocampo a tre, che permetterebbe all'ex Toro di riemergere come fatto in Piemonte, coperto da un Badelj positivo fino ad ora. Tutto è ancora da decidere, ciò che è certo è che la pausa consentirà sicuramente a Pioli di riassestare la sua rosa. Risalendo celermente la classifica.