Genoa-Sampdoria non è una partita come le altre, è qualcosa di più. Due volte all'anno queste squadre si incontrano per stabilire chi sarà o meno padrone della città e spesso escono fuori della partite straordinarie, emozionanti, quasi da cardiopalmo in certe occasioni. Questa sera si affronteranno per la 114esima nella loro storia, e il Ferraris si preannuncia più caldo che mai avendo registrato il tutto esaurito. I blucerchiati cercheranno di vincere il derby per la seconda volta consecutiva in questa stagione, evento che non si verifica dalla stagione 1959-60, data nella quale un certo Bruno Mora si rese protagonista sia all'andata che al ritorno iscrivendosi nel tabellino dei marcatori insieme a Ernst Ocwirk e Lennart Skoglund. Come già detto non è una partita come le altre, è "la partita" che ti caratterizza una stagione. A testimoniare questa forte passione verso questo derby è stato un allenatore che ha lavorato a Genova, citato in Pino Flamigni, Il derby delle parole, Erga Edizioni, Genova 1995.

"A Genova conta solo il derby. Se non lo vinci è come rapinare una banca ed accorgersi di aver portato via una valigia piena di stracci."

Tornando ai giorni d'oggi, Genoa e Sampdoria stanno disputando due stagioni completamente opposte. I padroni di casa occupano il 15esimo posto in classifica, e solamente grazie all'arrivo di Andrea Mandorlini sono arrivate risposte positive sotto l'aspetto dei risultati, aspetto che con Juric era praticamente decaduto. Sotto la guida dell'ex Verona conquistati 4 punti, 3 dei quali nel finale di gara contro l'Empoli ad opera di un rigenerato Ntcham, centrocampista francese dalle buone potenzialità ma che con Juric era finito ai margini della rosa. Discorso opposto per la Samp di Giampaolo: è una squadra che esprime un bel gioco e ha a disposizione dei giovani molto interessanti. Da Fernandes, Linetty Praet, passando per Muriel e la riserva di lusso Schick, centravanti ceco che ogni qualvolta fa il suo ingresso in campo spacca le partite. Decimo posto in classifica e una stagione che non ha più nulla da chiedere tranne che la vittoria nel derby. La squadra viene da sei risultati utili consecutivi, e in mezzo spiccano vittorie pesanti e di prestigio contro Milan e Roma. 

Questa sera il Genoa avrà più motivazione di fare risultato, ma come ben sappiamo i derby sono partite diverse dalle altre e vengono affrontante psicologicamente in maniera differente. Di fronte ci saranno due tecnici diversi e che proporranno due filosofie di calcio opposte: Mandorlini si affiderà ancora una volta al 3-5-2 sfruttando le abilità sulle fasce di Lazovic Laxalt. Occhio anche agli inserimenti di Rigoni Hiljemark, pronti ad avanzare in fase offensiva sulla trequarti a supporto delle due punte che saranno Simeone Pinilla, con il cileno che è stato ormai rispolverato dal tecnico. 

L'undici genoano
L'undici genoano

La Sampdoria risponderà con il suo classico 4-3-1-2. La nota più importante per Giampaolo è il recupero totale di Torreira, dinamico centrocampista uruguayano molto importante per la sua quantità in mezzo al campo. Praet e Fernandes avranno il compito di attribuire a mediana e trequarti quel tocco di qualità in più utile per Quagliarella e Muriel. Il ruolo del colombiano sarà di vitale importanza: a lui piace svariare e di conseguenza non lascia punti di riferimento ai difensori avversari. Una soluzione tattica che avvantaggia i centrocampisti abili negli inserimenti, ma attenzione anche a Quagliarella che è un vero e proprio maestro dell'imprevedibilità. L'asso nella manica? Schick. E' sempre entrato a partita in corso lasciando il segno e i 7 goal messi a segno fino a questo momento testimoniano tutto il potenziale del giovane attaccante ceco. 

L'undici doriano
L'undici doriano

L'ultimo precedente "in casa" del Genoa sorride ai blucerchiati. Era un match che precedeva l'Epifania 2016 e in quella occasione assistemmo a uno spettacolare 2-3 ricco di goal e colpi di scena. La squadra di Montella andò negli spogliatoi avanti di due goal - firmati da Soriano e Eder, nella ripresa il Genoa incassò il terzo goal mandando in estasi la platea doriana. Nel finale grande prova d'orgoglio degli uomini di Gasperini che misero a segno due goal entrambi firmati da Pavoletti, ma non bastarono.

Gioia doriana nel derby dell'anno scorso
Gioia doriana nel derby di gennaio dell'anno scorso