Genoa, Preziosi polemico: "Si deve giocare in contemporanea"

Il presidente del Grifone chiama in causa Tavecchio alla Gazzetta dello Sport: "La Federazione intervenga, si rischia la regolarità del campionato".

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La sconfitta inaspettata contro il Palermo obbliga il Genoa a dover fare i conti nelle ultime due giornate: oltre a pensare a vincere contro Torino e Roma, il Grifone deve buttare un occhio su quel che succede sui campi in cui giocano Empoli e Crotone, che seguono in classifica rispettivamente a -1 ed a -2.

C’è però chi, come il presidente rossoblu Enrico Preziosi, instilla dubbi sulla regolarità della corsa in base agli orari dettati dal programma stilato. E' previsto infatti che sabato si giochi Chievo-Roma alle 18 e Napoli-Fiorentina alle 20.45, con giallorossi e azzurri ancora teoricamente in lotta per lo Scudetto con la Juventus, che scenderà in campo domenica alle 15, contro il Crotone : “Vi faccio una domanda, se voi siete la Juventus e sapete già di aver vinto lo Scudetto, perché Roma e Napoli non fanno tre punti il sabato, la domenica fate giocare Higuain contro il Crotone rischiando che s’infortuni prima della finale di Champions? - chiede il numero uno genoano alla Gazzetta dello Sport - Io non contesto nulla, ma pongo solo in evidenza un problema. Roma e Napoli sono ancora in lotta per lo scudetto, oltre che per il secondo posto. Logica vuole che giochino in contemporanea con la Juventus e tra loro per garantire la regolarità del campionato”.

Poi chiama in causa la Federazione, in particolar modo il suo presidente: “La FIGC può intervenire per garantire la regolarità. Il presidente Carlo Tavecchio ha già ricevuto un’istanza nostra e dell’Empoli e può intervenire in tal senso. Io me lo auguro per il bene di tutte le 20 squadre di A, non solo per il Genoa. So bene che la Juventus è una società seria ed entrerà sempre in campo per vincere, a prescindere dalla situazione di classifica. Il mio dubbio non è certo sull’impegno, ma sulla competitività”.

A questo punto però sorgerebbe un altro problema, che coinvolge le piattaforme televisive, i cui interessi devono ovviamente essere tutelati: “Abbiamo preso accordi, è vero, ma c’è sempre un limite: sacrificare l’etica sportiva per qualche soldo in più dalle TV mi sembra un errore. Un conto se il campionato è chiuso come lo era lo scorso anno, quando nelle ultime giornate praticamente tutti i verdetti erano già stabiliti. Un altro se molte squadre sono ancora in lotta per i loro obiettivi”.