Genoa, le luci e le ombre della sconfitta contro la Juventus

Inizio devastante, poi la resa: per Juric la prima casalinga porta zero punti, ma la squadra ha dei margini di miglioramento.

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L’avvio a mille all’ora faceva presagire un remake della gara del 27 novembre scorso, quella vinta 3-1 con le reti rossoblu in meno di mezz’ora, invece Ivan Juric si è dovuto scontrare con una realtà diversa. Il 2-0 dei primi 7 minuti è stato ribaltato dalla tripletta di Dybala e dall’eurogoal di Cuadrado ed il Genoa è uscito dalla sfida di Marassi con 0 punti.

Il Grifone si è mostrato molto brillante nel primo approccio, trovando subito la rete del vantaggio grazie all’autorete di Pjanic, provocato da una sgroppata di Goran Pandev degna dei tempi d’oro del Triplete con l’Inter; il rigore assegnato con il VAR e trasformato da Galabinov ha fatto sognare il popolo genoano per meno di dieci minuti, perché il piazzato di Dybala che ha dimezzato lo svantaggio ha provocato un raffreddamento nello spirito pugnace dei padroni di casa. La seconda metà del primo tempo è stata totalmente appannaggio della Juventus, con il Genoa schiacciato nei suoi ultimi 20 metri a faticare moltissimo nella fase di ripartenza e con il rigore della Joya a pareggiare i conti al duplice fischio. Il secondo tempo vive di fiammate e le energie spese nella prima frazione mancano agli uomini di Juric, che provano a rendersi pericolosi con giocate estemporanee; i goal di Cuadrado e dell’argentino chiudono i giochi ed il Genoa resta ad un punto in classifica.

Nonostante la sconfitta però il tecnico croato può ritenersi soddisfatto nel complesso: l’atteggiamento è stato comunque positivo e la Juventus ha dovuto faticare per portare a casa i tre punti. Da sottolineare in particolare le prestazioni di Diego Laxalt e Goran Pandev. L’uruguaiano è stato una spina nel fianco destro bianconero per tutti i 90 minuti in fase di proposizione e si è fatto notare anche per diversi ripiegamenti difensivi, anche se in occasione del goal di Cuadrado si fa beffare troppo facilmente; forse sarà l’ultima presenza con questa maglia per lui e se dovesse partire la sua mancanza si sentirà certamente. Il macedone invece quando vede la Juventus si scatena: è suo lo strappo che porta avanti i suoi dopo 18 secondi e per tutto il primo tempo combatte su ogni pallone; col passare del tempo le forze affievoliscono e Juric lo cambia al 79’, ma sarà un elemento importante nella rosa di quest’anno. Promossi anche Perin – bravo soprattutto ad evitare l’autogoal di Gentiletti sull’1-0 e su un doppio intervento su Dybala e Mandzukic prima del 2-2 –, Galabinov – al primo goal in Serie A - e Veloso in mezzo al campo.

Da registrare il reparto difensivo, con il trio Biraschi-Rossettini-Gentiletti in affanno per tutto il match contro le bocche di fuoco avversarie; sottotono Bertolacci e Lazovic, mentre gli ingressi di Lapadula e Centurion non hanno dato la scossa che si aspettava Juric.