Zanetti: "Orgoglioso di aver difeso la maglia nerazzurra"

Omaggiato con il premio "Gentleman" il capitano nerazzurro, prossimo all'addio al calcio, ringrazia l'Inter e il patron Moratti, visibilmente emozionato nel ricordare l'esperienza in Italia.

Inutile nascondersi. Il finale di stagione in casa Inter si snoda lungo due filoni profondamente diversi, ma a tratti collegati. Da un lato la corsa europea, la lotta per un posto nella prossima Europa League, da conquistare sul campo, nelle ultime due sfide contro Lazio e Chievo. Dall'altro il lungo saluto, l'annunciato addio di Javier Zanetti. 180 minuti di calcio giocato separano il capitano dall'applauso finale. Un lento oscillare tra presente e passato, con lo sguardo rivolto al futuro, stavolta da dirigente. Un filo emozionale che si inerpica fino a intrecciarsi con le vicende di campo, che entra di diritto nei pensieri di Mazzarri pronto a concedere il tributo dovuto alla leggenda che lascia. 

A Zanetti va, come giusto, il premio "Gentleman", riconoscimento dovuto all'uomo, al professionista, prima ancora che al giocatore. Esempio in grado di stagliarsi al di sopra del calcio del denaro e della polemica. La giusta immagine da contrapporre all'Italia che, per il calcio, sceglie addirittura di rischiare la vita. Anche Zanetti, l'eterno ragazzo, si lascia coinvolgere dal momento e, commosso, commenta "Sono emozionato per questa serata. Voglio dire grazie a tutti per il grande affetto. Questo sarà l'ultimo premio 'Gentlemen' da calciatore. Ho sempre rispettato la mia professione ed è stato un un sogno venire in Italia. Gli italiani mi hanno accolto alla grande, con tanto rispetto e con tanto affetto".

Non può mancare un saluto a Moratti, il Presidente che ha portato Zanetti all'Inter, che ha permesso all'argentino di iniziare un'epopea dai contorni d'oro. Si ferma Zanetti, nell'anno dell'addio di Massimo. Un doppio passaggio di consegne per l'Inter che verrà. L'avvento dell'epoca indonesiana vede l'addio di pezzi di storia, immersi nella mente e nel cuore del popolo "Voglio ringraziare l'Inter e tutta la famiglia Moratti che ha creduto in me quando ero uno sconosciuto. Sono orgoglioso di aver difeso la maglia nerazzurra per tanti anni indossando la fascia da capitanto e di aver difeso anche quella della mia Nazionale per tutto il mondo. Queste cose non hanno prezzo. Grazie per il vostro amore".