Inter, Mancini torna a casa: "L'entusiasmo è alla base del lavoro. Contento di essere qui, ora torniamo a vincere"

Roberto Mancini torna sulla panchina dell'Inter, dove sostituisce Mazzarri, e si presenta ai giornalisti senza nascondere entusiasmo e voglia di mettersi subito al lavoro

Inter, Mancini torna a casa: "L'entusiasmo è alla base del lavoro. Contento di essere qui, ora torniamo a vincere"
Roberto Mancini

Ora è ufficiale, ora non ci sono più dubbi: Roberto Mancini è, di nuovo, il tecnico dell'Inter. Esonerato Mazzarri, che paga un inizio di stagione al di sotto delle aspettative in un ambiente ormai alla deriva, l'allenatore iesino si presenta, in conferenza stampa, in quella stnaza che oer anni è stata casa sua, un ritorno che ha portato di nuovo tanto entusiasmo in casa Inter, entusiamo che non manca nemmeno a Mancini. 

Tante le domande e le curiosità per un ritrono che ho colto molti di sorpresa, anche lo stesso Mancini che però ammette di non essere tornato con l'intenzione di diventare il nuovo "Ferguson" dei neroazzurri:  "Io non credo di rimanere all'Inter lo stesso tempo di Ferguson all'Inter. Sono contento di essere tornato e spero vivamente di tornare con l'Inter alla vittoria". Scelta comunque importante per Thohir che ha, da solo, deciso di affidare la panchina al Mancio:  "Dobbiamo chiedere al presidente il motivo della chiamata. Ci sono giocatori diversi all'estero, mi sono trovato benissimo. In Premier League è andata bene, nel miglior campionato del mondo. Anche in Turchia è stato importante, adesso ritorno in Italia con più esperienza".

Per un allenatroe che viene, c'è sempre qualcuno che va:  "Quando si cambia allenatore non è solo colpa dell allenatore. Mazzarri è un allenatore bravo, c'è da fare qualcosa e spero venga fatto quello di 10 anni fa. Ci sono dei giocatori di qualità e anni fa era uguale. Si può lavorare bene si questa squadra". 

Tante cose però sono cambiate rispetto al suo arrivo, dieci anni fa, ha cominciare dal cambio di presidenza: "La famiglia Moratti ha fatto la storia dell'Inter. Ha preso una decisione da rispettare al 100%. Lo ho sentito al telefono, credo sia felice. Abbiamo iniziato a vincere insieme. Lo ringrazio per avermi portato anni fa. Rimane una persona importante. Mou? Abbiamo fatto un buon lavoro nel 2004. Quando hai una buona base i giocatori capiscono che è la strada giusta. Ora dobbiamo tornare a rivincere. Moduli? Non so devo iniziare ho le idee che sono le mie". Di Thohir invece, Mancini spiega: "Era dispiaciuto per Mazzarri, ma è una persona per bene e insieme vogliamo tornare in alto".

Si passa poi al tema importante della squadra e del suo lavoro, quello di riportare l'Inter in alto: "Cosa dirò ai giocatori? L'entusiasmo è alla base del lavoro. Questa e la cosa più importante. Kovacic è un ragazzo giovane con qualità. Non può giocare sempre bene, deve maturare. Può diventare un campione. Nel calcio non c'è tanto tempo, dobbiamo migliorare e parlare con la squadra per capire cosa dobbiamo migliorare. Non abbiamo molto tempo, dobbiamo svolgere il nostro lavoro al meglio. Mercato? Difficile rispondere ora".

Di certo quello che sembra non mancare più è l'entusiasmo: "Quando si inizia a giocare a calcio per divertimento si vuole sempre vincere. Quindi bisogna fare il massimo per questo. Prima voglio conoscere la squadra, anche perché a gennaio non è semplice centrare il colpo per farlo integrare. Vedremo nei prossimi mesi. Il primo obiettivi è far rendere quelli che ci sono ora. È una squadra giovane, possiamo crescere insieme e lavorando bene, avendo lo stesso obiettivo con entusiasmo potremo avere una rosa giovane e forte nel tempo. Ho accettato anche questo".

Altro tema su cui viene chiesto un parere riguarda i fischi e il possbile ritorno di Mario Balotelli all'Inter, di cui tanto già si sta scrivendo:  "Mi spiace per Mazzarri, non è sempre colpa dell'allenatore. Ha fatto sempre bene e mi dispiace per il suo esonero. Mario sta bene a Liverpool e deve fare benissimo a Liverpool. Deve sfruttare questa occasione".

Intanto però Mancini arriva all'Inter alla vigilia di un derby importantissimo epr entrambe le sponde del naviglio: "Ho sempre pensato che Inter, Milan e Juventus sono i tre club più importanti al mondo, penso che ci sarà da combattere contro di loro. La Juventus sta facendo benissimo, il Milan tornerà grande e noi dovremo lottare con loro. Oltre che con Roma e Napoli".

Ci si concentra poi sui singolo giocatori, nello specifico Medel: "Medel devo ancora conoscerlo, ma è un grande giocatore. Il calcio cileno è in crescita e mi sono sempre trovato bene con i cileni", Nagatomo: "È uno dei più esperti, un giocatore da Nazionale", Vidic e Guarin: "Per quanto riguarda Vidic, credo che non sia facile cambiare campionato e compagni. Non è facile integrarsi subito. Guarin è un grande giocatore, ha fatto benissimo al Porto diversi anni fa, voglio parlare anche con lui. Sarà un giocatore importante per noi".

L'argomento Vidic è strettamente connesso a quello della difesa, spesso criticata al tempo di Mazzarri: "Non ho grandi problemi, anche Zanetti può dire che abbiamo giocato anche a tre. Non c'è nessun problemi, sia con la difesa a tre che con quella a quattro. Adesso voglio parlare con i giocatori e trarre le conclusioni".

Per finire Mancini commenta ancora una volta l'argomento calciopoli, senza nascondere la sua insofferenza verso un tema che, a volte, occupa più spazio di quanto dovrebbe: "Sono sempre stato onesto, e penso che oggi dobbiamo solo pensare al campo. Credo che dovremo migliorare proprio questo in Italia. Basta con le polemiche, e anche così il calcio italiano migliorerà. I personaggi più importanti sono i calciatori".