Inter: il sorriso dei giovani e la triste realtà

Bonazzoli trascina la linea verde in Europa , ma l'attenzione è rivolta al match di campionato. Il punto conquistato a Baku non cancella le difficoltà nerazzurre.

Un punto, un regalo di Natale consegnato in anticipo, con la roboante collaborazione del comparto arbitrale che cancella la gioia azera e caccia il Qarabag dall'Europa League. Donkor ringrazia e l'Inter torna in fretta e furia a Milano, conservando l'imbattibilità europea al termine di un girone modesto. Prima posizione e sguardo dall'alto lunedì nell'infido sorteggio di Nyon. Attenzione alle inglesi, occhio a Liverpool, Tottenham e perché no Ajax. Squadre oggi più quadrate dell'Inter manciniana, a febbraio chissà. 

Un brodino caldo, poca cosa. Mancini si gode i giovani, ammira Bonazzoli, diciassette anni e la cattiveria di chi vuole spaccare il mondo. La Primavera continua, con piacere, a sfornare talenti assoluti, spesso valorizzati altrove. In tempi di vacche magre, l'Inter pensa alla cantera e Thohir, attento alle questioni economiche, pensa al varo di un'Inter più figlia delle sue creazioni. In difesa brilla Andreolli, cavallo di ritorno a Milano, poco utilizzato da Mazzarri, perso nella lunga trafila che porta al campo. I guai fisici di Vidic, le incertezze di Ranocchia e Juan, tutto porta a concedere un'occasione a un ragazzo che all'Inter è cresciuto, non poco. 

Le note liete finiscono qui, perché poco di più c'era da aspettarsi da una trasferta europea che si va ad inserire in un delicato momento. Un ostacolo quasi, sulla via della redenzione. Lo sguardo è da tempo rivolto al Chievo. Lunedì il primo round di un riscatto obbligato. Chi è rimasto ad allenarsi al caldo di casa punta dritto verso Verona. Corrono Jonathan, Icardi, Dodò, recupera Palacio, stenta Hernanes. 

Degli undici impegnati in Coppa, nessuno probabilmente verrà schierato contro i ragazzi di Maran. Scalpita Osvaldo, confuso ma vivo nella notte di Baku, ma il modulo di Mancini predilige un attaccante più atipico, come Palacio, capace di svariare anche sul fronte esterno, liberando spazi per chi ha gamba per inserimento e colpi.

Questione tecnica, questione di testa. Crescere, in fretta. Per l'Inter, desolante nella parte destra della classifica, termina il periodo di apprendistato, lo chiede il pubblico, lo esige la situazione economica, lo impone il nuovo corso.