Inter, nervosismo e sconfitte

Il K.O col Sassuolo accentua il momento delicato in casa nerazzurra e diversi giocatori mostrano nervi a fior di pelle.

Domenico Berardi si presenta sul dischetto e incrocia perfettamente all'angolo opposto, Handanovic non indovina la giusta direzione e il Sassuolo può così griffare la vittoria di prestigio a pochi minuti dal termine. L'attenzione si volge alla panchina nerazzurra e Mancini si lascia andare a un sorriso, amaro. Il tecnico vede transitare nella mente il film della partita, gli errori e le occasioni, vede l'incompiutezza di una squadra che assimila solo a tratti la sua idea di calcio. 

Zero punti con Torino e Sassuolo, zero punti proprio quando il calendario lanciava un'àncora di salvataggio verso l'Europa. Non basta il mercato, non possono essere un alibi le assenze, le mancanze dell'Inter vanno oltre. Ci sono problemi individuali e di collettivo, la tensione limita tanti dei protagonisti, si pecca in personalità e testa. 

I gol del Sassuolo sono bellissimi, per tecnica ed esecuzione, ma c'è una complicità evidente, prima di Vidic poi di Palacio. L'Inter che dovrebbe mangiare il campo si presenta troppo distesa, gioca ma concede e il Sassuolo, che al calcio non rinuncia, ringrazia. La bestia Icardi, in panchina nella prima frazione, entra e trova il guizzo, da rapace. Nervoso, scarica in campo la frustrazione. Si prende il giallo per recuperare il pallone, nel finale litiga coi tifosi. 

C'è anche una macchia dopo il triplice fischio nella giornata nerazzurra. In tanti si presentano al cospetto dei tifosi, gesto di rispetto, assunzione di colpe. Il pubblico sbotta, volano insulti, poi l'inattesa reazione del centravanti. Due facce diverse della stessa medaglia, quella di Icardi e quella di Guarin. Il primo risponde in malomodo, il secondo evidenzia la maglia, stringe un simbolo, si erge a capogruppo, lui partente fino a poco tempo fa. Interessante la metamorfosi del colombiano, adesso insostituibile. A placare Icardi giunge Handanovic. Le scuse e forse il caso chiuso, resta vibrante la situazione in casa Inter e ora l'Europa è davvero lontana, meglio forse ripartire dalle Coppe.