Inter, al via la nuova stagione. Mancini: "La società ha lavorato bene, ora sta a noi"

Si radunano oggi i nerazzurri, con molti volti nuovi e rinnovate ambizioni. Determinato il tecnico in conferenza stampa: "Sarà il campo a parlare"

Inter, al via la nuova stagione. Mancini: "La società ha lavorato bene, ora sta a noi"
Roberto Mancini, allenatore dell'Inter

Si alza il sipario sulla nuova stagione nerazzurra. Dietro la scrivania c'è Roberto Mancini. Si tratta solo di conferenza stampa per il momento, ma la funzione manageriale del tecnico, anche alla luce della sua esperienza inglese, ormai è cosa nota. Basti pensare alle numerose telefonate che il Manco ha dovuto effettuare quest'estate per convincere gli obiettivi di mercato della bontà del suo progetto. Inevitabile non scherzaci su oggi alla ripresa ufficiale: "Con Salah non ho mai parlato, ma solo perché avevo finito il credito".

E' abbronzato Roberto Mancini, di certo i prossimi giorni, in particolare quelli di Riscone di Brunico, saranno utili non solo a definire ulteriormente la sua già invidiabile cera, ma anche a cominciare a lavorare per tornare protagonisti in Italia. Di certo nel mercato i nerazzurri protagonisti lo sono già stati: "La società ha lavorato bene, gli obiettivi fino ad ora sono stati raggiunti. Ora sta a noi lavorare per crescere, è sempre il campo a parlare". Con un Kondogbia in più che, a detta del tecnico, può diventare uno dei più forti centrocampisti del mondo, e per il quale è stato fatto un investimento che "potrà essere molto importante". Con una difesa che ora sembra aver trovato due leader importanti, due giocatori in grado di fare i titolari, costringendo i vari Ranocchia e Juan a un grosso lavoro per non restare troppo indietro. E con altri giocatori che inevitabilmente arriveranno: "Salah non so di chi sia. Con Perisic c'è una trattativa, con Jovetic non lo so".

Dopodiché, bisognerà sfoltire la rosa. E' ormai noto che le nuove regole Figc permetteranno solo a 25 giocatori di scendere in campo durante l'arco della stagione, e i nomi in uscita sono sempre gli stessi, meglio se in grado di portare denari freschi, in ottica nuovi investimenti ed in ottica Fair play finanziario. La sensazione è che Shaqiri e Santon, richiesti in Premier, siano un po' più lontani da Milano: "Su di loro ci crediamo, qualcosa però in uscita dobbiamo fare perché al momento siamo in più di 30". E neanche su Kovacic, che i tifosi vogliono tenere a tutti i costi, il Mancio fornisce una risposta definitiva: "Per ora è un giocatore dell'Inter e su di lui facciamo affidamento". Dichiarazioni certo più rassicuranti, ma la sensazione è che se arriverà l'offerta giusta, che "per ora" non c'è, Kovacic potrebbe salutare. Il mancato rinnovo di Handanovic invece, a detta del tecnico, non preoccupa.

Costruita la rosa, poi, bisognerà capire come giocare. Da questo punto di vista Mancini continua su quanto dichiarato da sempre. Non è il modulo a fare la differenza, bensì i giocatori, il loro atteggiamento e le loro caratteristiche. Meglio avere giocatori universali, in grado di spostare gli equilibri e ricoprire più zone del campo. Alcune indicazioni interessanti però arrivano: difesa a 4, centrocampo a 3 e davanti trequartista e due punte oppure punta centrale e due esterni. La seconda sembra l'idea manciniana, altrimenti non si spiegherebbero i contatti con gente del calibro di Perisic e Salah. Da non sottovalutare, però, anche l'ipotesi del 4-2-3-1, grazie alla presenza di Kondogbia che, a detta del tecnico, può giocare sia da centrale che da interno.

Un'ultima battuta, poi, è riservata all'amico e collega Mihajlovic, ora accasato sull'altra sponda del Naviglio: "Son felice per Sinisa, il Milan ha preso un grande allenatore. Spero che faccia bene ma che arrivi dopo di noi". Presenti, in sala stampa, anche il nuovo acquisto Dejan Stankovic, che fungerà da club manager, e il Presidente Erick Thohir, accompagnato da Fassone. Il Mancio c'è, la società anche. Ora tocca lavorare, perché a parlare sarà il campo, e quando l'abbronzatura estiva sarà ormai svanita, i proclami dovranno tramutarsi in realtà.