Delude l'Inter, Lasagna agguanta il pareggio nel finale!

Lasagna giustizia Mancini e i nerazzurri. L'Inter, formato 1-0, vede sfumare un'importante vittoria proprio nei minuti finali. Napoli e Juve possono allungare.

Delude l'Inter, Lasagna agguanta il pareggio nel finale!
INTER
1 1
CARPI
INTER : INTER (4-4-2): hANDANOVIC; MONTOYA (dal 76' NAGATOMO), MURILLO, JUAN JESUS, TELLES (dal 45' MIRANDA); LJAJIC, FELIPE MELO, BROZOVIC, PERISIC; PALACIO (dal 84' JOVETIC), ICARDI.
CARPI: CARPI (3-5-2): BELEC; ZACCARDO, ROMAGNOLI, LETIZIA (dal 60' DAPRELA), SUAGHER; PASCIUTI, BIANCO, MARTINHO (dal 73' DI GAUDIO), CRIMI; MANCOSU (dal 69' LASAGNA),MBAKOGU.
SCORE: 1-0, min. 39, Palacio.
ARBITRO: Andrea Gervasoni. Ammoniti: Telles, Palacio, Jovetic (I) Crimi, Daprelà Suagher (C) Espulso: Pasciuti (C)
NOTE: Match valido per la 21esima giornata di Serie A, in campo Inter e Carpi al Giuseppe Meazza in San Siro. Calcio d'inizio previsto per le ore 15.

Gli effetti collaterali della sindrome da "unoazero" si sono ripresentati L'Inter prende gol nei minuti di recupero come contro il Sassuolo. Un'Inter, di fatto, mai veramente in palla e mai veramente convincente. Il Carpi sfodera un'ottima prestazione spaventando i nerazzurri sin dalle prime battute. Il gol del redivivo Palacio e l'espulsione di Pasciuti avevano illuso il popolo interista, ma Kevin Lasagna non era d'accordo. L'uomo venuto dai bassifondi del pallone sentenzia Mancini e i suoi, per l'Inter se non è crisi poco ci manca. 

Pace fatta tra Sarri e Mancini (i due si sono addirittura scambiati dei doni) ma il tecnico di Jesi vuole mettere il fiato sul collo dei partenopei. E allora campo libero ad un'Inter camaleontica ma chiaramente offensiva. Per l'occasione, il Mancio rispolvera i terzini delle grandi occasioni (Telles e Montoya) e, con un occhio ai diffidati, completa il reparto con Juan Jesus e Murillo. Out Miranda. a centrocampo si rivede Felipe Melo (tira il fiato Medel) assieme a Brozovic. Il 4-4-2 si completa con i due esterni Ljajic e Perisic e la coppia argentina Icardi-Palacio.

IL Carpi è in ottima forma, il lavoro del suo allenatore si vede e inizia a dare i suoi frutti. Le ultime prestazioni confermano il trend positivo: a San Siro si gioca senza timore. Alla Scala del calcio, Castori non snatura i suoi schierando Belec in porta (ex di turno), difesa a tre composta da Zaccardo, Romagnoli e Suagher. Il folto centrocampo a 5 recita Letizia, Bianco, Crimi, Pasciuti e Martinho. Davanti la premiata ditta Mancosu-Mbakogu.

Il match si apre su ritmi pregevoli: il salvataggio sulla linea di Crimi (colpo di testa di palacio) e le due parate di Handanovic tengono alta la tensione. Il Carpi se la gioca, lottando e sgomitando in ogni zona di campo. L'Inter è spesso in difficoltà, chiusa nella sua area dagli uomini di Castori. Gli spunti di Ljajic, innescato da un ottimo Brozovic, tengono in apprensione la difesa ospite; ma Juan Jesus e Montoya (complice l'inattività) non fanno dormire sonni tranquilli ai tifosi nerazzurri. Al 39', però, l'Inter (come da programma) passa in vantaggio in un momento di stasi del match: dopo un'azione a dir poco confusa, è lesto il Trenza Palacio a portare in vantaggio i suoi. Il Carpi si era illuso troppo presto, i nerazzurri hanno messo in discesa la partita nel finale della prima frazione.

Mancini esce dal tunnel con un 3-5-2 per consolidare il vantaggio: fuori Telles e dentro Miranda, con i nuovi esterni Montoya e Perisic liberi di affondare. Castori risponde con Di Gaudio (che già aveva fatto male all'andata) e Lasagna. Ennesima conclusione di Perisic da fuori che impegna Belec all'alba del secondo tempo. Al 62' il portiere ospite risponde presente ad una conclusione di Felipe Melo. Spunto di Martinho per i biancorossi, ma Miranda lo mura in corner. La partita sembra incanalarsi nella direzione preferita dai nerazzurri che, tuttavia, non riescono a chiuderla complice la giornata di grazia di Vid Belec. Il ragazzone sloveno si esalta all' 82' con una doppia parata (stile Handanovic) su Melo e Palacio. Il rosso per Pasciuti, un minuto dopo, sembra spegnere le speranze degli ospiti, ma le sorprese sono dietro l'angolo. E allora  al 93' Kevin Lasagna, imbeccato in maniera superba da Bianco, taglia davanti a Juan Jesus e fa 1-1. Il cerchio si chiude e il ragazzo di San Benedetto Po si prende il suo giorno di gloria. E' una primo piatto amarissimo per Mancini che vede accentuarsi il proprio momento negativo permettendo a Napoli e (forse) Juve di allontanarsi ulteriormente. I fischi del pubblico completano il quadretto horror. Il cammino è ancora lungo, ma così proprio non va.