Inter, che disastro

Centrocampo che non regge e attacco spento. Anche la difesa scricchiola. Momento delicato in casa nerazzurra.

Inter, che disastro
Un'Inter disastrosa perde 3-0 a Torino, salutando probabilmente la finale

Un 3-0 che fa male, anzi malissimo. In un momento così delicato della stagione (zero vittorie nelle ultime 4 partite), questo risultato, maturato nella semifinale d'andata della Tim Cup, fa "riflettere". 

Se la prima parte della stagione è stata qualcosa di "inimmaginabile", visti i presupposti estivi, ora si inizia a fare i conti con la dura realtà dei fatti.

Una squadra senza gioco, senza un'identità precisa. Il centrocampo messo in campo ieri allo Juventus Stadium da Roberto Mancini non ha retto che per 5 minuti. I due "mastini" Melo e Medel non sono riusciti nell'intento di creare un'efficace barriera davanti alla difesa, lasciando spazio alle cavalcate di Cuadrado e compagni. Un invisibile ed impalpabile Kondogbia ha completato l'opera. Spaesato, inconcludente, impreciso a tratti svogliato, il francese nemmeno ieri è riuscito a riscattarsi, continuando a palesare mille perplessità negli "addetti ai lavori". 

In più nella serata torinese anche la difesa ha iniziato a dare segni di cedimento. Un disastroso Murillo (in spirale discendente nelle ultime uscite), un Nagatomo disattento ed un D'Ambrosio poco incisivo componevano la retroguardia. L'unico vicino alla sufficienza è stato Miranda, anche se ha più volte sofferto la vivacità ed intraprendenza di Morata.

Per quanto riguarda il reparto avanzato le problematiche sono note da tempo: non si fanno gol e non si creano occasioni decisive. Ieri mister Mancini ha deciso di lasciare in panchina Icardi  (entrato nella ripresa, intorno al 70', non ha toccato un pallone) ed affidarsi al "falso nueve" Jovetic, con Ljajic e Biabiany ai lati. La prova non ha funzionato. Il montenegrino ha provato più volte delle giocate "leziose", senza concludere un granché, fino ad arrivare al gol divorato verso il tramonto della partita. Il serbo, come al solito si è mosso e molto, ma non è mai riuscito a trovare la giusta giocata rinunciando più volte alla conclusione da fuori per un assist ai compagni. Per quanto riguarda Jonathan Biabiany, il francese è stato più volte richiamato da Mancini (stare largo ed attaccare sulla fascia gli "ordini") sue due chiusure "provvidenziali" su due attacchi bianconeri, ma nulla di più.

Mancini a fine partita ha detto che la gara è stata equilibrata, difficile concordare col tecnico.

Giusto in questo scorcio di mercato pensare anche al centrocampo, reparto che finora è parso senza idee e senza un uomo capace d'impostare l'azione. La sessione è alle battute finali (Eder è in arrivo, lo conferma pure Zanetti), chissà se arriverà o no il tanto conclamato rinforzo in mediana