Inter, parla Mancini: "Non sono un frustrato. Resto ottimista: lottiamo per il 3° posto"

Il tecnico neroazzurro poi aggiunge: "Siamo sulla strada giusta per migliorare. Gli arbitri italiani fischiano troppo"

Inter, parla Mancini: "Non sono un frustrato. Resto ottimista: lottiamo per il 3° posto"
Inter, parla Mancini: "Non sono un frustrato. Resto ottimista: lottiamo per il 3° posto"

 Roberto Mancini ha rilasciato una intervista ai microfoni della Reuters. lI pareggio contro la Roma di sabato sera ha lasciato tutto invariato: cinque punti tra la squadra neroazzurra e il terzo posto, una corsa Champions ancora aperta: "Mi aspettavo - ha affermato il tecnico- di lottare per il terzo posto. Ci sono tre o quattro squadre più forti di noi perché giocano insieme da più tempo; stiamo ricostruendo la squadra e non mi sento frustrato. Rimango ottimista; l’Inter rimane uno dei top club d’Italia e d’Europa. Abbiamo una buona squadra, siamo giovani, dobbiamo migliorare come squadra ma siamo sulla strada giusta".

L'allenatore dell'Inter ha poi analizzato le differenze tra calcio italiano ed europeo: "Penso che la Serie A sia migliorata negli ultimi anni, ma è diverso dall’ Inghilterra, dalla Germania o dalla Spagna. È difficile vedere un calcio bello e veloce se l’arbitro fischia in continuazione. Quando guardiamo la Premier League alla tv,  pensiamo che per quei giocatori è impossibile correre così tanto; gli arbitri in Inghilterra fischiano pochissimo durante una partita. La tattica in Italia è diversa. Per molte squadre la cosa importante  è non perdere le partite, così si chiudono in difesa e non lasciano spazio come succede in Inghilterra; lì tutte le squadre giocano allo stesso modo, in maniera molto veloce e molto dura. In Italia se perde 3-4 partite, puoi essere cacciato. Credo che in serie A siano già cambiati 15 allenatori in questa stagione" Chiusura su Icardi: "Commenti sulla mia frase “Quel gol lo segnava o anche io a 50 anni?" Stavo scherzando, Mauro sa che penso sia uno dei migliori attaccanti in Italia. È un giocatore giovane, deve lavorare duro per migliorare; quando c’è rispetto tra due persone, non c’è problema".