Joao Mario: "Possibile battere la Juve, non sempre hanno la meglio i favoriti"

Dopo il buon esordio con il Pescara, presentazione ufficiale per Joao Mario al centro sportivo "Angelo Moratti", assieme a lui in conferenza anche Piero Ausilio

Joao Mario: "Possibile battere la Juve, non sempre hanno la meglio i favoriti"
Joao Mario con la maglia dell'Inter

Al centro sportivo Angelo Moratti, l'Inter presenta l'acquisto più oneroso della sua campagna estiva e probabilmente anche il più atteso e inseguito. La telenovela Joao Mario è cominciata ad Europeo ancora in corso, ad un certo punto sembrava essere tramontata del tutto la possibilità di vederlo giocare con la maglia dei nerazzurri, viste le cifre troppo alte richieste dallo Sporting Lisbona. Poi la volontà di Suning e Thohir, unita alla collaborazione di Kia, hanno fato sì che il portoghese potesse sbarcare a Milano, sponda Inter ovviamente. Il numero 6 dell'Inter ha subito fatto vedere buone cose contro il Pescara, partita in cui l'Inter ha conquistato i primi tre punti stagionali. Ha ancora bisogno di ambientarsi con i compagni e di capire i meccanismi della squadra, ma è chiaro che il materiale umano ci sia, tanta corsa, piedi buoni e ottima tecnica, capace di occupare ogni ruolo possibile del centrocampo, senza sfigurare in nessuno, ci sarà solo da scegliere il suo compagno, Medel e Kondogbia si giocano quel ruolo. 

LE PAROLE DI JOAO MARIO E DI PIERO AUSILIO- La prima domanda riguarda il suo arrivo a Milano e la sua prima volta a San Siro "Per me è un grande onore essere qui, ringrazio tutti per la fiducia. La prima volta a San Siro è stata sicuramente emozionante".

Poi l'interrogativo sulla posizione di campo "Tendenzialmente preferisco giocare come numero 8 e numero 10, ma ho giocato in tanti ruoli con lo Sporting. Anche come mezzala, ma io voglio fare il bene della squadra e penso soprattutto a questo".

L'imminente sfida contro la Juventus "Sarà una partita molto importante per tutti, spero che la squadra possa far bene".

Qualche curiosità riguardo la nascita della trattativa con l'Inter "Il primo che ho incontrato è stato il direttore Ausilio, la trattativa è iniziata prima dell'Europeo. E per fortuna è andato tutto molto bene".

Interviene dunque uno dei diretti interessati, ovvero il direttore sportivo Piero Ausilio: "Ricordo quando la Primavera di Stramaccioni incontrò lo Sporting Lisbona, già allora il ragazzo dimostrò il proprio valore. Comprandolo in quel momento avremmo speso molto meno, ma i portoghesi riuscirono a trattenerlo. Siamo contenti di aver investito su di lui".

Il peso della storia "Sapevo che l'Inter ha sempre avuto una tradizione straordinaria, è sufficiente ricordare alcuni uomini che hanno lavorato qui, come Mourinho e Figo".

L'Inter non può offrire a J.Mario la Champions, ma il portoghese sembra non avere dubbi "Avevo la possibilità di continuare nello Sporting Lisbona, ma sentivo la necessità di misurarmi in altre realtà".

Pensa che l'Inter possa battere la Juventus domenica? "Spesso ha la meglio la sfavorita, penso al nostro Portogallo: non eravamo i favoriti, ma abbiamo vinto l'Europeo".

L'impronta di Cristiano Ronaldo nella formazione di J.Mario "Quando si ha la possibilità di giocare insieme a calciatori come Cristiano automaticamente si cresce e si acquisisce una mentalità vincente. Io voglio vincere sempre, non voglio fermarmi".

Può essere un peso per lei il prezzo pagato dall'Inter per il suo acquisto? "Voglio ripagare tutti per la fiducia, normale che l'ambiente si aspetti molto quando le spese sono importanti. Ho un contratto lungo e spero di far bene".

La reazione di De Boer alla sconfitta d'Europa "L'atmosfera è positiva dopo la vittoria contro il Pescara, siamo fiduciosi in vista del futuro".

Pensa di poter diventare un leader di questa squadra? "Questo è un periodo di adattamento, per me la cosa che conta è dare un ottimo esempio, ancor più che essere leader".

In conclusione, parola ancora ad Ausilio: "De Boer a rischio esonero? Sono stupidate, basta dire questo. Sicuramente è sufficiente l'idea della società. Dobbiamo parlare poco, non bisogna sempre e comunque trovare una giustificazione. Ieri abbiamo giocato malissimo, ma è la prima di sei partite. C'è ancora tempo per qualificarci, serve calma. Ovviamente bisogna crescere, ma il tecnico è arrivato da poco e non ha avuto tempo per poter lavorare, senza dimenticare i nazionali che sono arrivati in ritardo. Non è facile costruire con poco tempo a disposizione, tutti devono avere pazienza, anche se in Italia questo non sempre è possibile, soprattutto con l'Inter che in tanti vogliono attaccare. Verremo fuori al più presto da questa situazione, la partita contro la Juventus è la prima chance".

fonte: fcinternews.it