De Boer: "La fiducia? É molto importante. Un voto? Dire 6,5/7"

Frank De Boer parla alla vigilia di Sampdoria-Inter, altra partita da "dentro o fuori", per lui e per i neroazzurri

De Boer: "La fiducia? É molto importante. Un voto? Dire 6,5/7"
Frank De Boer in conferenza stampa

Frank De Boer si è espresso prima di Sampdoria-Inter, altra partita fondamentale, per lui e per la squadra. 

Proprio dalla fiducia, comunicatagli dalla società, parte la conferenza del tecnico: "È sempre molto importante, dà più tranquillità qui ad Appiano a tutti, staff e giocatori. Leggere notizie sulla mia partenza non è buono qui, è molto importante quando Suning fa chiarezza sul nostro progetto e manifesta fiducia nell'allenatore. Così è più facile lavorare".

Fondamentale è stata la vittoria di mercoledì sera contro il Torino: "Non è mai facile, bisogna avere continuità. Serve lo stesso ateggiamento, la stessa disciplina e così si possono cambiare alcuni dettagli. Io non voglio vedere così solo una o due partite, già domani mi aspetto lo stesso atteggiamento. Poi parleremo di cosa si può cambiare. Abbiamo visto che non siamo stati sempre disciplinati, bisogna capire perché. Dobbiamo rimanere molto uniti, domani c'è un'altra possibilità per mostrare ai tifosi che siamo uniti".

Non si interessa invece, De Boer, alle voci riguardo possibili sostituti: "Non credo siano gli allenatori, ma gli agenti a proporre. È normale, in questo momento pensano che sia un'opportunità di lavoro per il loro cliente, l'Inter è un grande club. È sempre così, Non serve preoccuparsene, devo pensare a migliorare la squadra. Abbiamo molto lavoro da fare".

Al centro di questa conferenza c'è sicuramente la figura del tecnico e il suo lavoro, che così viene commentato dall'allenatore stesso: "Un voto? Direi un 7, perché in questo momento posso guardare tutti i giocatori negli occhi e abbiamo fatto un grande lavoro. Siamo partiti da lontano e abbiamo fatto progressi anche nell'organizzazione intorno alla squadra. Facendo questo percorso si spendono energie, ci sono stati alti e bassi ma considerando il punto di partenza abbiamo fatto passi avanti. Direi un 6,5 su dieci, con possibilità che il professore lo faccia diventare un 7. Metodo di lavoro? Abbiamo sempre la stessa filosofia, c'è una strada che vogliamo seguire fino in fondo, è il nostro obiettivo. In questo tempo c'è da cambiare qualcosa ma la strada resta. Non è sempre dritta, a volte ti sposti a destra, a volte freni. La filosofia non è cambiata e io sono certo che facendo così alla fine della strada arriveranno buoni risultati".

Molto spazio viene poi dato anche al rapporto con i giocatori, tornando anche agli eventi post Atalanta-Inter: "Contro il Torino, dopo un buon risultato, puoi dire ai giocatori che giocando così si può vincere. Ho visto una squadra unita, che ha lavorato insieme. Quando i giocatori lo capiscono si inizia subito con questo atteggiamento. Serve tempo, molti giocatori non hanno ancora giocato col 4-3-3 e devono imparare. Però devono sapere che facendo così si fa meglio, ancora sono in fase di apprendimento. Non basta però fare così in una sola partita. Con questa filosofia i giocatori vedono che si può giocare bene. Ero molto arrabbiato dopo Bergamo, prima della partita avevamo parlato di come giocare, esattamente come si è visto col Torino. Poi abbiamo giocato troppo lunghi, con i reparti distanti 20 metri. Mercoledì eravamo al massimo a 5-10 metri. Nell'intervallo di Bergamo ho detto di fare ciò che ci eravamo detti prima. Si è vista una ripresa molto diversa. Bisogna credere in quel che facciamo, abbiamo una filosofia che contro l'Atalanta non ho visto. Credo che i calciatori abbiano campito e hanno risposto bene col Torino".

Si passa poi ad argomenti più tecnici, soprattutto riguardo alcuni interpreti come Kondogbia, ancora lontano da un vero recupero: "Io tratto tutti allo stesso modo. Brozovic ha dato la migliore risposta che poteva darmi. Lui sapeva di aver sbagliato, ha chiesto scusa ed è rimasto fuori per tre settimane. Si è allenato bene, ha capito le nostre aspettative sul suo ruolo in campo e il suo comportamento è migliorato. Ha capito cosa volevo da lui ed è rientrato in squadra. Tocca ai giocatori sfruttare le chance, tutti con me hanno le stesse chance e lui lo ha capito, Gioca da tre partite e sta migliorando. Kondogbia non sta ancora bene e non è disponibile per domani. Sta facendo meglio ma deve migliorare".

Passando poi ai problemi di Eder e Perisic: "Conta la condizione fisica, il lavoro in allenamento, la disciplina tattica, l'avversario. Dopo tutte queste valutazioni decido su chi puntare per raggiungere l'obiettivo che è la vittoria. Per me conta molto la disciplina tattica che mi aspetto dagli esterni, è il punto di partenza per quanto mi riguarda. In questo momento Eder sta facendo bene, quando tutti giocano in modo disciplinato per me è difficile scegliere". 

Fino alle ottime partite di Joao Mario, anche nel ruolo di Medel"Non è la sua posizione preferita, di solito gioca più offensivo. Ma per me ha fatto molto bene e non penso di cambiare. Gli piacerebbe giocare più avanti, lo so, ma è un grande professionista e sa che serve per aiutare la squadra, la cosa più importante".

L'ultima battuta del tecnico lo riporta ancora a quello che accadrà nel futuro, soprattutto dopo la sosta invernale: "Vera Inter dopo la sosta? Potremmo vederla già domani, è stata vicina contro il Torino. Questa è la squadra di De Boer. Col nuovo anno saremo migliorati, ma già oggi sono contento dopo l'ultima partita, era vicino alla mia filosofia".