Inter, ultimo treno. A San Siro c'è la Fiorentina

Fiorentina - Napoli, due sfide in cinque giorni, Pioli al bivio decisivo.

Inter, ultimo treno. A San Siro c'è la Fiorentina
Inter, ultimo treno. A San Siro c'è la Fiorentina

Da Milano a Napoli, dalla gara interna con la Fiorentina alla trasferta al San Paolo. Cinque giorni per delineare il futuro dell'Inter. Europa League in soffitta, partecipazione di basso profilo, in un girone modesto. La risalita in A resta l'ultima via per colorare una stagione ricca di interrogativi. Cambio in società, rivoluzione, doppia, in panchina. L'incertezza di campo riflette i dubbi extra-campo, ma anche per i giocatori è tempo di chiudere il capitolo degli alibi. Si apre, questa sera, una corsa contro il tempo, difficile. La Champions resta, al momento, l'obiettivo da perseguire con ogni forza. Un passo alla volta, per ricucire il disavanzo e frenare l'incedere di chi davanti corre senza voltarsi. Roma, Lazio, Torino, realtà affermate e gradite sorprese. 11 punti sopra la Champions, ecco perché sbagliare non è nelle previsioni. Serve una scossa, per cancellare la debacle d'Israele, per riprendere il positivo filo post derby. 

La Fiorentina non vive il miglior periodo. La classifica è tuttosommato positiva. Due gare in meno - quella di questa sera con l'Inter e il recupero con il Genoa - potenzialmente alla portata la sesta posizione. Eppure, a spezzare il gruppo, sono problemi interni. Tiene banco il futuro di Sousa, lo strappo con la tifoseria è netto, la mediazione di Corvino di facciata. Non bastano la prima posizione europea - aldilà della recente, sfortunata fermata con il PAOK - e la ritrovata vena di A, il tecnico è in bilico, per dichiarazioni al limite e per rendimento alterno. Anche per la Fiorentina, la gara odierna rappresenta un crocevia delicato. 

A San Siro, nessuno può permettersi errori, nessuno può cedere il passo. 

Le probabili formazioni

Inter

La seduta d'allenamento di ieri apre ad alcuni quesiti. Pioli pone J.Mario tra le riserve e colloca Banega nella formazione titolare. Il rebus di centrocampo resta quindi irrisolto. Difficile rinunciare al dinamismo del portoghese, prezioso sia in fase di non possesso - la sua azione sulla trequarti, in costante pressione, allevia il compito dei compagni - sia in fase di sviluppo della manovra. L'argentino può incidere maggiormente a gara in corso, con più spazi per accendere la sua fantasia. 

Certa, al momento, la presenza di Brozovic, primo punto d'appoggio per la linea di difesa, e Kondogbia, al centro di numerose voci di mercato, ma pronto a riprendersi l'Inter. 

Notizie importanti, invece, sul fronte difesa, con Ranocchia che scalza Murillo e si affianca a Miranda. Sull'esterno, in rimonta la coppia Ansaldi - D'Ambrosio. Nagatomo - nell'immagine sottostante titolare a sinistra - rischia l'esclusione, con l'ex Genoa e Zenit pronto a prendere la corsia mancina. 

Perisic e Candreva ai lati di Icardi davanti, Eder - comunque positivo in Coppa - va in panchina. 

Assenti, per la gara odierna, Medel - alle prese con un lungo recupero - Santon e Palacio. 

Fiorentina 

Sousa può giocarsi la sfida in diversi modi. La volontà è di imporre idee e qualità, di dirigere, anche a San Siro, le operazioni. 4-2-3-1 o 4-3-2-1, queste le soluzioni al vaglio del tecnico. Nel riquadro sotto, una Fiorentina d'attacco, con Tello e Bernardeschi al largo per innescare Kalinic e Ilicic prezioso collante tra mediana e settore offensivo. Nei due di mezzo, Badelj e Borja Valero, un giocatore di equilibrio e un regista in grado di sviluppare rapidamente il gioco.  

Preferibile forse, almeno inizialmente, una disposizione più guardinga, con Vecino in campo e Tello in panchina. Quindi una mediana più fisica, di impatto, uno schieramento simile a quello di Pioli, per ingaggiare interessanti duelli 1vs1. In questo caso, albero di natale, Bernardeschi e Ilicic alla spalle di Kalinic, Badelj perno centrale. 

Immutata, in entrambi i casi, la linea di difesa, con G.Rodriguez e Astori al centro, Milic e Salcedo all'esterno. Tatarusanu difende i pali.

In panchina, tra gli altri, Sanchez, Zarate e Babacar.

Le parole della vigilia 

"Gioca un buon calcio, è un avversario di qualità. Non possiamo sottovalutare nessuno tantomeno un gruppo di ottimo valore come loro. Ma dobbiamo trovare una spinta importante, dobbiamo trascinare i tifosi con un grande furore agonistico".  Questo il pensiero del tecnico nerazzurro sulla Fiorentina. Pioli si divide poi tra caduta europea e possibili ritocchi di formazione, con una chiosa dedicata al mercato

P.Sousa "Sono solo focalizzato sul mio lavoro, cerco sempre di dare il meglio di me per far vincere la mia squadra. Non ho mai vissuto una situazione del genere. Credo che il direttore abbia detto tutto quello che si doveva dire, non devo dire altro. Già a rischio se perdiamo domani? Siamo sempre a rischio, in tutte le partite che facciamo" così il portoghese respinge le domande della stampa e smorza il braccio di ferro con i sostenitori della Fiorentina. Infine, l'importanza della sfida con l'Inter, decisiva l'interpretazione della gara.

La partita dello scorso anno 

Kalinic sgretola le certezze dell'Inter, con una tripletta inchioda Mancini e pone in scacco - per la prima volta in stagione - la compagine nerazzurra.

Fischio d'inizio alle ore 21, dirige Damato.