La stagione "pazza" dell'Inter Primavera

La squadra di Stefano Vecchi corona la propria annata con la conquista dell'ottavo Scudetto. Nella stagione nerazzurra però ci sono anche tante delusioni come Coppa Italia, Supercoppa e Viareggio Cup.

La stagione "pazza" dell'Inter Primavera - Foto: Inter.it - Twitter

L'Inter di Stefano Vecchi si é laureata per l'ottava volta nella sua storia Campione d'Italia a livello Primavera. La squadra nerazzurra ha fatto prevalere la propria superiorità fisica, tecnica e tattica contro la Fiorentina. Il risultato finale é stato semplicemente di 2-1, ma la partita ha detto che il punteggio sarebbe dovuto essere ben piú ampio. Infatti sono state tante le occasioni sciupate dai nerazzurri soprattutto dopo il rigore realizzato dai viola con Sottil. Per fortuna di Vecchi i gol di Vanheusden e Pinamonti sono stati sufficienti per la vittoria finale.

Un successo che va a coronamento di una stagione condotta a fasi alterne. L'Inter ha conquistato lo Scudetto al termine di un campionato controllato in lungo ed in largo, tranne nel finale, quando certa della qualificazione alle Final Eight ha rallentato permettendo all'Atalanta di sorpassarla. Ai playoff non c'è stata storia, i nerazzurri hanno prima eliminato l'ostico Chievo e poi hanno sfatato il tabú Roma in semifinale con il gol di Emmers.

Proprio la sfida contro i giallorossi ha caratterizzato l'intera annata nerazzurra, con la compagine di Vecchi che si è trovata ad affrontare la formazione capitolina per ben 6 volte. Alla fine a spuntarla è stata la Roma con un complessivo 4-2 ed almeno tre dei quattro successi sono serviti ai giallorossi per conquistare importanti trofei. Dapprima c'è stata la Supercoppa Italiana stravinta dalla Roma per 4-0, poi le due sfide in campionato con i giallorossi vincenti all'andata e perdenti al ritorno ed infine le due semifinali di Coppa Italia, con la Roma vittoriosa in entrambe le occasioni. La squadra di De Rossi poi è riuscita a conquistare il trofeo in finale contro la Virtus Entella

Una serie di risultati che hanno appunto trasformato la sfida contro i giallorossi in un incubo, fino al match di ritorno in campionato vinto 2-1 ed alla recente semifinale Scudetto. L'Inter però non è stata solamente impegnata in ambito nazionale, ma anche internazionale. I nerazzurri hanno partecipato alla 69ma edizione della Viareggio Cup. La squadra di Vecchi, annunciata come favorita alla vigilia, ha confermato i pronostici chiudendo il girone al 1° posto con 7 punti. Dopodiché agli ottavi ha incontrato il Cagliari ed anche in quest'occasione i nerazzurri hanno prevalso con un perentorio poker (4-0).

La corsa si è fermata ai quarti ad opera del Sassuolo, che ha eliminato i nerazzurri grazie alla lotteria dei calci di rigore. I neroverdi poi hanno vinto la Coppa rendendo cosí meno amara l'eliminazione ai nerazzurri. Una stagione che abbiamo appunto definita "pazza", proprio perché prima della conquista dello Scudetto l'annata si poteva definire negativa, ma non fallimentare. 

Infatti a livello giovanile non conta tanto il vincere, ma quanto il saper valorizzare i ragazzi che vanno a comporre la squadra. Da questo punto di vista l'Inter ha lanciato tantissimi giovani interessanti. A partire dal portiere Di Gregorio e i difensori Vanheusden e Gravillon, passando per i centrocampisti Awua, Rivas, Emmers, fino agli attaccanti Rover, Belkheir, Souaré, Bakayoko e Pinamonti. In particolare quest'ultimo merita una menzione speciale, in quanto è stato il vero faro di questa squadra, sia in campo che fuori. Un vero goleador, che ha trascinato la squadra verso l'ambito Scudetto. Vecchi è stato bravo nella sua gestione, cosí come nel saper amalgamare le tante individualità presenti nella rosa. Ora per il tecnico nerazzurro, fresco di rinnovo triennale, ed i suoi ragazzi si aprono le porte della Uefa Youth League, evoluzione della Next Generation Series, vinta proprio dai nerazzurri nella sua ultima edizione.

Chissà che quindi l'Inter non si possa ripetere anche l'anno prossimo, non solo in campo nazionale ma anche europeo. Le basi ci sono, ora tocca ai ragazzi ed al mister permettere che ciò accada.