L'Inter ferma la Juve, le parole di Spalletti e Borja Valero nel post-partita

Il centrocampista ("L'avevamo pensata un po' diversa") e il tecnico nerazzurro ("Dobbiamo renderci conto delle nostre potenzialità) dicono la loro sul big match dello Stadium, terminato a reti bianche

L'Inter ferma la Juve, le parole di Spalletti e Borja Valero nel post-partita
Borja Valero porta palla nel corso del match. | Inter, Twitter.

L'Inter non vince, ma sorride comunque. D'altronde fare bottino pieno all'Allianz Stadium, la casa della Juventus, è tutt'altro che semplice: lo ha dimostrato anche l'odierna prestazione più che altro di sofferenza da parte dei nerazzurri, che sono riusciti comunque ad ottenere uno 0-0 in questa sedicesima giornata di Serie A, la quale conferma il loro vantaggio in classifica rispetto ai bianconeri, ma potrebbe concedere il sorpasso al Napoli in caso di vittoria negli azzurri. Su questo ed altro le parole di Borja Valero nel post-partita, ai microfoni di Sky Sport, riferendosi sia alla prestazione sia a come si collocherà nel corso della stagione: "Tutti l'avevamo pensata un po' più diversa, con un po' più d'occasioni. Abbiamo tenuto la palla per tanto tempo senza fare male, senza essere cattivi. Ma la Juventus è una squadra forte, che in casa spinge tanto, è difficile. È una stagione importantissima, manca ancora tantissimo, dobbiamo essere tranquilli. Sia qui che a Napoli sono stati due campi difficili, ma dobbiamo rimanere tranquilli e continuare il nostro percorso".

Guardando invece ad alcune considerazioni più positive, c'è da dire che è l'ottava partita in cui i milanesi non subiscono gol. Una solidità importante, costruita su un grande lavoro di squadra: "Siamo molto concentrati, siamo un gruppo molto unito dentro al campo, siamo un blocco e questo si vede: lasciamo poche chances agli altri avversari. Si è visto anche oggi che siamo uniti e così prendiamo pochi gol. Obiettivi? Noi vogliamo fare bene, prendere molti punti, poi vedremo: se saremo in lotta fino in fondo ci proveremo".

Poco dopo alla stessa emittente televisiva americana ha parlato Luciano Spalletti, tecnico del Biscione, che nella propria prima battuta si è espresso riguardo l'aver fermato l'attacco avversario e la propria imbattibilità negli scontri diretti, disputati peraltro tutti in trasferta sinora: "Sì, è una squadra vera. Ma io lo sapevo che era una squadra vera, lo sanno anche loro: a volte ci credono fino in fondo, a volte no. Ad esempio nel secondo tempo non ci abbiamo creduto appieno, diventa dunque un punto importantissimo. Nel primo tempo abbiamo fatto bene, abbiamo fatto girare la palla con qualità... ma poi quando si arriva a dover fare le cose con un po' più di rabbia, di sintesi, non abbiamo fatto appieno le cose".

I problemi dei lombardi in chiave tattica, tecnica e soprattutto psicologica, con una squadra che deve ritrovare delle certezze che dovrebbe sapere di avere: "Noi non siamo riusciti a fare giocate pulite. Nel secondo tempo loro hanno pressato bene, noi abbiamo sbagliato qualche palla, siamo stati spesso timidi in questi passaggi, in questi trasferimenti, erano tutti palloni un po' sbiascicati e loro ti saltano addosso con quella forza che hanno. Poi diventa difficile: siamo una squadra che deve giocare a calcio e rendersi conto il prima possibile di tutte le potenzialità che ha. Cioè: qui non ci ha regalato niente nessuno, se lo sono meritato, stasera avevamo una grandissima occasione, si erano creati la situazione per dare una spallata forte. In alcuni momenti ci siamo riusciti, in altri no. Non avevamo niente da perdere, ce lo siamo portati a casa lo scenario di questa nottata, questa visibilità che ci ha dato: non vedo perchè in alcuni momenti si debba andare col braccino a fare le cose".

Il ragionamento che ha portato invece al cambio con l'ingresso di Gagliardini, in relazione ad un momento probabilmente difficile della partita: "Noi Brozovic l'abbiamo trovato poco. Era sempre libero nel primo tempo, a far girare palla, nel fraseggio poi quando stani il giocatore per prendere la molla in quella zona del campo serve chi lo trova con un po' più di qualità. L'abbiamo fatto in maniera un po' più difficoltosa, ma abbiamo condotto benissimo il gioco. Doveva essere quello lì il disegno, ma se poi inizi come nel secondo tempo che concedi la punizione, il calcio d'angolo, ti abbassi un po' di più diventa poi difficile, proprio per la forza che hanno, per l'urto, per la convinzione rabbiosa che hanno di farti male che ancora noi non abbiamo e dobbiamo fare in fretta ad acquisire. Ci vogliono giocatori di stazza ed a quel punto Gagliardini: stavano randellando nel mezzo e serviva qualcuno in grado di fare entrambe le cose".

Forse il tridente d'attacco avrebbe dovuto concretizzare qualcosa di più. E anche qui il tecnico dice la sua riguardo la loro prestazione, sia come singoli che come reparto: "Ci si aspettava tutti qualcosa di più: sono loro che hanno determinato questa classifica e questi punti fatti. Perchè sì qualche palla inattiva, qualche situazione poi guadagnata con il sudore e con l'amore che mettono questi ragazzi per allenarsi e giocare le partite, però è chiaro che ci avevano abituato a qualcosa di diverso. Soprattutto Candreva, Icardi e Perisic: stasera, nel primo tempo quando siamo andati ad attaccare, nel secondo quando c'era da alleggerire il peso sulla squadra... però hanno fatto dei rientri importanti poi. Hanno sempre fatto squadra, siamo sempre riusciti a soffrire insieme, si sono abbassati e hanno fatto reparto. Ma quando la riprendi c'è il momento in cui bisogna alleggerire la pressione e tenerla per far riaprire bene quelle che sono le distanze dei reparti e della squadra. Insomma qualcosa c'è mancata, è un punto importantissimo e che bisogna rendersi conto che siamo venuti a giocarci la partita alla pari così perchè abbiamo delle qualità importanti e bisogna esibirle sempre tutte se si vuole ambire ad una classifica importanti, perchè come l'abbassi per due-tre calciatori diventa difficile stare in cima con squadre che fanno tutti quei punti".

E, nonostante quella lite all'intervallo, con Chiellini a cena fuori..."Ci andrei volentieri, faccio pagare lui perchè col calcio ha guadagnato più di me. Anche con Allegri paga lui eh... se vengo io a Livorno pagan loro, se vengono loro a Firenze pago io".