Moggi: la Cassazione annulla la sentenza Gea

Nessun reato associativo: è così che l'organo supremo di giustizia annulla la sentenza d’appello emessa a carico dei Moggi nell’ambito del processo-Gea.

Moggi: la Cassazione annulla la sentenza Gea
Crolla in Cassazione uno dei pilastri su cui era stato costruito il processo Calciopoli

La V sezione della Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna emessa per Luciano Moggi nel processo d’appello per le presunte irregolarità legate all’attività della Gea. In appello Luciano Moggi e il figlio Alessandro erano stati condannati rispettivamente ad un anno di reclusione (un anno e sei mesi in primo grado) e a cinque mesi (un anno e due mesi in primo grado). Oggi tale verdetto viene annullato.

La Gea World S.p.a. era una società per azioni costituitasi a Roma l'8 ottobre 2001 dalla fusione delle società General Athletic e Football Management. Presieduta da Alessandro Moggi la Gea gestiva molteplici procure di calciatori e allenatori di calcio, sia di Serie A che di Serie B. Padre e figlio erano stati riconosciuti responsabili del reato di violenza privata per le presunte pressioni esercitate per l’acquisizione di procure sportive.

Per essere più precisi per l'ex dg bianconero si faceva riferimento al caso Blasi (allora calciatore militante nel Napoli che abbandonò il suo procuratore Antonelli), per il figlio i casi dei russi Zetulayev e Boudianski. La violenza non è stata provata ed inoltre è stato rigettato il ricorso della Procura sull’associazione a delinquere (aspetto su cui già i giudici di primo grado si erano espressi in modo negativo).