La Juve parla argentino: Tevez e Pereyra avvicinano lo Scudetto. Empoli a testa alta

I due argentini segnano sul finire delle due frazioni, decidendo la sfida contro l'Empoli e avvicinando ancora di più Allegri allo Scudetto. Menzione particolare anche per Buffon, che sul punteggio di 1-0, ha salvato in due occasioni la porta bianconera dal pareggio. Empoli che, nonostante il punteggio, non ha sfigurato.

La Juve parla argentino: Tevez e Pereyra avvicinano lo Scudetto. Empoli a testa alta
La Juve parla argentino: Tevez e Pereyra avvicinano lo Scudetto. Empoli a testa alta
Juventus
2 0
Empoli
Juventus: (3-5-2) BUFFON; BARZAGLI, BONUCCI, OGBONNA; LICHTSTEINER, STURARO (DAL 78' PEREYRA), PADOIN, VIDAL, EVRA; TEVEZ, LLORENTE (DAL 67' MORATA)
Empoli: (4-3-1-2): SEPE; HYSAJ, RUGANI, BARBA, MARIO RUI; VECINO, VALDIFIORI, CROCE (DAL 73' ZIELINSKI); SAPONARA; MACCARONE (DAL 72' MCHEDLIDZE), PUCCIARELLI (DAL 78' VERDI).
SCORE: 1-0, MIN 42, TEVEZ; 2-0, MIN 94, PEREYRA.
ARBITRO: GIACOMELLI AMMONISCE TEVEZ (J), MARIO RUI (E), SAPONARA (E),
NOTE: POSTICIPO DELLA VENTINOVESIMA GIORNATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A. JUVENTUS STADIUM, TORINO, PIEMONTE, ITALIA. CALCIO D'INIZIO ORE 21.

L'obiettivo s'avvicina. Stessa spiaggia, stesso marcatore. Carlos Tevez non perde occasione per timbrare il cartellino, ed ancora una volta conferma, oltre al suo impressionante stato di forma, anche una duttilità che sorprende di volta in volta: corre, rincorre, dribbla, scatta e si viene a prendere la palla a centrocampo, come un regista avanzato, per poi imprimere accelerate devastanti per gli avversari in campo. Un marziano. La Juventus archivia anche la pratica Empoli, avvicinandosi a nove passi dal poker tricolore. 

Scelte confermate da entrambe le parti, con l'unica "novità" che è rappresentata da Tevez che recupera e scende in campo al posto di Coman, dato per partente. Sarri conferma in blocco la squadra della vittoria contro il Sassuolo, dando fiducia a Pucciarelli che la ripagherà con una buona prestazione. 

Pronti via i ritmi sono subito altissimi, con gli ospiti che ascoltano il consiglio di Sarri di giocare una partita folle e partono a razzo, pressando ed imponendo il proprio credo: tuttavia, la prima palla gol è per l'Apache che ruba palla a Rugani e calcia dal limite, Sepe risponde presente. La partita è gradevole, con azioni e capovolgimenti da una parte e dall'altra: l'Empoli non disdegna il gioco palla a terra, mentre la Juve inizia a prendere campo, ma non riesce a pungere. Un lampo può decidere la gara. Al ventesimo ci prova, manco a farlo apposta, Tevez, che si libera di tre empolesi con una finta perfetta, prima di calciare addosso al portiere napoletano. Cresce la squadra padrona di casa, che schiaccia i toscani nella propria metà campo: altra grande occasione capita sui piedi di Lichsteiner che, dopo aver vinto un rimpallo con Vidal (si con un compagno di squadra), si trova il pallone sul destro ma non imprime forza a sufficienza alla sfera. Maccarone fa correre un brivido sulla schiena dei presenti, quando servito perfettamente da Saponara calcia di poco a lato. Sembra tutto finito, ma un'ingenuità di Rugani e Sepe (che blocca un retropassaggio del compagno in area) regala a Tevez un'ultima possibilità. L'occasione fa l'uomo Apache, che dal limite dell'area piccola brucia la rete con un missile terra aria sullo scoccare del 45'. Ko tecnico. 

L'Empoli sembra entrare volitivo in campo nella ripresa, ma il fardello che pesa, tanto, sulle spalle dei giovani rampanti toscani è bello pesante e si sente. Valdifiori prova a salire sul palco di casa del suo mentore, disegnando geometrie e verticalizzazioni, ma raramente trova Maccarone pronto o Saponara lucido per concretizzare i suoi assist. L'occasione d'oro capita a Pucciarelli, che dopo una serie di rimpalli in area, sfrutta al meglio una palla sporca per presentarsi davanti a Buffon tutto solo: l'estremo difensore compie un doppio miracolo nel salvare prima in uscita, poi sul destro di Vecino sulla respinta corta. Il peggio sembra passato, ed in effetti così è: i bianconeri iniziano a rallentare il gioco tramite un possesso palla fotto e fruttuoso, in attesa di una pressione empolese che però non arriva. Tevez è il solito trottolino impazzito e semina il panico al 78', quando tutti sono in affanno e lui sembra più lucido di quando ha iniziato, scartando tre uomini azzurri ed appoggiando a Vidal che dal limite spara a lato. La partita si trascina stancamente verso la fine, con Morata che da un pò di vivacità in più al reparto offensivo bianconero rispetto al più macchinoso Llorente. Tevez ne ha ancora e decide di fare tutto da solo anche nei minuti di recupero: spezza la difesa con una finta, calcia di sinistro, Sepe respinge sui piedi di Pereyra che la chiude al 94'.