Champions League, Allegri e Buffon in coro: “Sarà una gara difficile. La pressione è tanta, così come l’orgoglio di esserci”

Massimiliano Allegri e Gianluigi Buffon hanno appena terminato di parlare nella conferenza stampa della vigilia di Monaco - Juventus, ritorno dei quarti di finale di Champions League. Andiamo a scoprire cosa hanno detto il mister e il capitano dei campioni d’Italia in carica in merito alla partita di domani sera.

Champions League, Allegri e Buffon in coro: “Sarà una gara difficile. La pressione è tanta, così come l’orgoglio di esserci”
Champions League, Allegri e Buffon in coro: “Sarà una gara difficile. La pressione è tanta, così come l’orgoglio di esserci”

Monaco Juventus è la partita chiave della stagione dei bianconeri, che, con lo Scudetto e la finale di Coppa Italia in tasca, vogliono restituire alla “Vecchia Signora” la dimensione internazionale che le compete. Gianluigi Buffon e Massimiliano Allegri lo sanno bene e, nella conferenza stampa della vigilia del ritorno dei quarti di finale della Champions League 2015, lo hanno ribadito. Andiamo a scoprire le parole dell’allenatore e del capitano della Juventus.

ALLEGRI

GARA DIFFICILE - "Se sapessi la tattica che adotterà domani Jardim sarebbe un vantaggio, ma credo che la qualificazione sia aperta. L'1-0 è un piccolo vantaggio ed è normale che domani per passare dovremo fare gol. C'è da giocare una partita giusta sotto il piano dell'attenzione, della tecnica. Conosciamo un po' meglio il Monaco avendoci giocato contro all'andata, è una squadra molto complicata da affrontare, che difende molto bene, con tecnica e calciatori fisici davanti. Sarà una gara difficile come all'andata, bisognerà essere bravi. Sarà molto lunga e non dovremo mai uscirne con la testa perché i dettagli potranno fare la differenza".

CONDIZIONI VIDAL -  "Sta bene, oggi si è allenato con la squadra, aveva la febbre due giorni fa, ma ieri stava già meglio. E' a disposizione".

TESTA AL PRESENTE - "Se sento il peso del momento più alto della mia carriera? Ho già giocato un quarto di finale, in semifinale bisogna arrivarci. Sarebbe un risultato importante, un altro passo in avanti che questa squadra può e deve fare. Bisogna essere orgogliosi di questi ragazzi, stanno facendo qualcosa di importante ma bisogna vivere il presente e non pensare a quello che potrà succedere".

PEPE IN CAMPO? -  "E' a disposizione, sta bene. Dopo due anni fermo ha già giocato 12 partite ed è risultato molto importante e decisivo. Domani non partirà titolare, ma è ritrovato e questo per la Juventus è importante".

BUFFON

IL RITORNO DELLA JUVENTUS -  “So benissimo che è una partita molto importante sia per me che per i miei compagni, per tutta la società, perché credo che sia la dimostrazione del fatto, se riuscissimo a scavallare questo turno, che la Juventus è in grande crescita e metterebbe un marchio importante a livello europeo per dimostrare, se ce ne fosse stato bisogno o qualcuno avesse avuto dubbi, che siamo tornati. Aumentano quindi le pressioni ma anche l'orgoglio".

SOGNO CHAMPIONS - “Spero di vincerlo insieme a tutti questo trofeo, perché manca nella mia bacheca e in quella della Juventus da tanto. Sono un po' a scadenza quindi si facesse il prima possibile sarei contento...I successi di una squadra, realmente, dipendono dalla bravura dei giocatori e della società. Siamo partiti quest'anno pensando di voler fare una buona Champions e bruciava ancora quella dell'anno scorso. Per vincere ci vuole un briciolo di fortuna, che aiuta sempre chi se lo merita. Siamo a buon punto”

POLEMICHE SUL RIGORE DELL’ANDATA -  "Polemiche sugli arbitri anche in Europa sono alibi dei perdenti? In Italia non abbiamo avuto questo sentore. Il modo di razionalizzare tutto quel che accade in campo è molto diverso rispetto al nostro campionato e anche al modo di sfogarlo. Ci sta che una persona possa dire la propria opinione, può essere anche costruttiva quando dietro non ci sono altri tipi di discorsi che gettano ombre o screditano il calcio stesso. Ci sta benissimo di poter dire che si è stati sfortunati per una decisione non perfetta seppur difficilissima, perché sfido chiunque a dire che all'andata qualcuno avesse la certezza che il fallo fosse quattro centimetri fuori area anziché dentro".