Juve, l'imperativo è fare gol

Possesso palla e concretezza in fase offensiva: queste le parole chiave per il passaggio del turno

Juve, l'imperativo è fare gol
Juve, l'imperativo è fare gol!

Lo aveva detto Allegri in conferenza stampa alla vigilia del match d'andata: "Quando affronti questo Real Madrid, non puoi sperare che la partita finisca sullo 0-0. Per vincere devi provare a fare un gol in più dell'avversario".
Analisi perfetta quella del tecnico toscano, confermata poi dall'esito dei primo round. Un 2-1 per cui essere felici, ma che lascia al Real più di uno spiraglio aperto per il passaggio del turno.

Una filosofia, quella espressa da Massimiliano Allegri, che assume ancor più valore prima della sfida del Bernabeu. Il Real versione Champions, infatti, segna almeno un gol tra le mura di casa da quattro anni. L'ultima sconfitta casalinga in Champions League risale infatti al 27 aprile del 2011, quando la squadra all'epoca allenata da Mourinho perse in casa per due reti a zero contro il Barcellona di Guardiola. Una statistica davvero impressionante.
Con il risultato di 2-1, dunque, i bianconeri non possono basare la loro partita sulla solidità della propria fortezza difensiva. Con un solo gol, infatti, il Real Madrid si proietterebbe verso la finale di Berlino. Per questa ragione, come ha sottolineato Allegri nella conferenza stampa della vigilia, saranno fondamentali un buon possesso palla e concretezza nella fase offensiva.

Mantenere il più possibile il controllo della sfera, evitando così di abbassarsi troppo, consentirà ai bianconeri di non subire eccessivamente la pressione dei "blancos". Fondamentale, inoltre, sbagliare il meno possibile in fase di ripartenza, cercando quindi di sfruttare, con cattiveria e concretezza, le occasioni che si potranno creare durante il match. Arrivati a questo punto della competizione, anche una sola ghiotta opportunità clamorosamente sciupata può risultare fatale.

Ecco perchè servirà una Juventus cinica e grintosa, che non giochi con l'unico obiettivo di preservare il risultato dell'andata, ma che provi anche a fare gioco e ad aggredire l'avversario con un pressing ben coordinato. La squadra di Ancelotti ha dimostrato di avere le capacità per punire l'avversario al minimo errore, ma ha messo in luce anche notevoli lacune difensive e la tendenza ad andare in difficoltà se aggredita a centrocampo. Gli uomini di Allegri, a tal proposito, sembrano anche trovarsi una condizione fisica eccellente per giocare una partita con grinta, cattiveria e agonismo. Dall'altro lato, gli spagnoli arrivano a questa sfida in condizioni fisiche sicuramente non ottimali, un ulteriore fattore che la Juventus può sfruttare a proprio vantaggio.

Per concludere, mai come quest'anno i bianconeri hanno dimostrato di aver ritrovato anche una forte mentalità europea. Se c'è un elemento di novità portato da Massimiliano Allegri, al di là degli aspetti tecnico tattici, è proprio l'aver reso la squadra consapevole della propria forza, non solo in Italia, ma anche nell'Europa che conta. In Champions può accadere qualsiasi cosa, ma l'importante è scendere in campo con la giusta convinzione, affrontando a viso aperto qualsiasi avversario.